The Lights I love

The lights I love

Nella stanza al mattino
sorge prima il silenzio,
poi viene il sole:
camminano insieme
piccoli passi di luce
sino a che l’intera parete è percorsa
di orme splendenti,
occhi che leggono in cuore.

Mentre il sole va altrove e tramonta
la parete si spegne:
nella stanza rimane il silenzio
a vegliare il mio tempo e i miei sogni.

Riyueren

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

Sono le luci che amo, quelle che entrano nella mia camera da letto e dilagano sull’intera parete che ho di fronte illuminandola solo nei mesi estivi.

Hanno colori diversi, a seconda di dove si posano.

La prima volta che le ho “viste” (eppure c’erano da anni, vivo qui dal 1980) era nell’agosto del 2011: da allora è tutto un gioco di specchi e di sguardi.

Ogni nuovo dolore

Reflections

Quante volte un nuovo dolore
ne addolcisce uno più antico…
Nessun dolore cancella un dolore,
ne lenisce soltanto le spine,
poi si fondono insieme.
La speranza è una palla di gomma
che rimbalza fra loro e non cancella
neppure il silenzio di un giorno:
lo schiarisce di ombre e di assenza.

Riyueren

Waterlilies

 

Waterlilies

 

Waterlilies

Comunicazione e riflessioni

Reflections

Mi rivolgo a chi è sempre entrato qui con buone intenzioni e spero abbia trovato in questo luogo qualcosa di gradevole e in me, se non un’amica, almeno una persona  con cui ci si può rapportare in modo normale e civile.

Sono, come si suol dire, “in rete”, dal dicembre 2007 con le mie foto e i miei scritti e mai mi era capitata una cosa simile, cioè di essere oggetto da un lato di molestie ingiustificate da parte di una persona che nemmeno conosco e da un altro di controllo di ogni cosa che scrivo, dove vado a commentare, cosa dico…ecc…ecc..

Mi sono trovata, per dirne una, indirizzata ad un blog dove campeggia oltre a strane minacce nei confronti miei e di un blogger che conoscevo sin dai tempi di Splinder, una foto di una donna che bacia un pettirosso morto sulla sua mano. Per chi sa della mia amicizia con il piccolo Mir e del mio dolore per la sua assenza ormai definitiva questa non potrà che apparire una vera cattiveria nei miei confronti.

Ho preso così una decisione.

Non intendo privatizzare o peggio cancellare questo mio spazio, perché mi piace potermi esprimere liberamente in un posto tutto mio.Le ingerenze di cui sopra, però, mi costringono a chiudere i commenti, nonostante ci fosse la moderazione (non ho mai, ripeto, mai, sino ad oggi, dovuto e voluto cancellare un solo commento).Il motivo è presto detto: non intendo che, scrivendo commenti qui da me, altre persone possano essere coinvolte in una cosa simile, che è evidentemente opera di una persona che ha non pochi problemi (che le siano stati causati, non da me, tra l’altro, ma, come sostiene, da altra persona, io cosa c’entro?). Non sia mai che i miei commentatori subiscano le molestie di cui sono oggetto io in questi giorni.

Devo concludere che questo mondo virtuale non fa per me, per cui, altra decisione, me ne starò in questo spazio restando in rete solo ed esclusivamente con le cose che faccio e basta. C’è una pagina apposta per i contatti e molti di voi hanno il mio recapito, per cui non sparisco del tutto come forse certa gente vorrebbe.

Non escludo di sporgere denuncia, comunque, se le minacce dovessero continuare.

Sono sempre stata una solitaria. Ritorno ad esserlo. Se vi fa piacere, continuate a seguirmi. Se non potrete più lasciare traccia del vostro passaggio qui non sentitevi a disagio, sentirò lo stesso la vostra presenza e cercherò di fare sempre meglio.

Il mio abbraccio.

Susanna

Reflections

 

Reflections

 

Reflections

Harmony of reflections

Harmony of reflections

Nel piccolo parco giochi, poco lontano dal traffico natalizio e dai passanti frettolosi, la quiete di una pozzanghera solitaria nel bel mezzo dell’asfalto mi apre lo sguardo su di un mondo dove tutto è armonia: gli alberi, le foglie cadute, i pezzetti di cielo… tutto sembra in volo verso qualcosa di grande, di essenziale. Solo il telefonino, nient’altro, ma ho scattato con il cuore alla massima apertura e il respiro sospeso.

Vorrei regalare a tutti voi questi momenti di riflessione, armonia e pace.

Auguri ancora.

Harmony of reflections

 

Harmony of reflections

 

Harmony of reflections

 

Harmony of reflections

 

Abito il Silenzio…

Lago del Segrino

Abito il Silenzio che mi abita.
Scelgo il Silenzio che mi ha scelta.
Indosso il suo abito sulle mie labbra
e l’abitudine alla sete frusciante
che le riveste insieme al mio respiro.

Muta, nella pienezza del Vuoto.
Completa, nella solitudine
della presenza silenziosa di me stessa.

Contemplo i riflessi dei silenzi lontani
Comprendo la necessità dei loro occhi:
il bisogno inespresso, perché inesprimibile,
di vivere nello sguardo amorevole
che vince sul Tempo,
la fine delle cose
che si annida
come un serpente
nella bocca chiusa.

E non ci sono parole necessarie:
i confini traboccano di nomi superflui
e superbi: potrebbero turbare l’orizzonte.

Fra i miei denti serrati, c’è spazio solo per la luce:
l’unico nome senza suono, caldo di ombre
dove il Silenzio crepita come la fiamma di un profumo.

Il Silenzio che ascolto e che mi ascolta.
Il Silenzio che accolgo e che mi accoglie.

Le sue mani modellano il mio sguardo.

Riyueren

Lago del Segrino

Potrei dire che c’è una solitudine che amo, ma se uso il termine “solitudine” chi legge, o ascolta, può pensare ad un qualcosa di negativo, uno stato del mio essere che esclude tutto quanto il resto: non è così.

Solitudine, per me, è tutto ciò che avviene silenziosamente, senza rumore, tra il mio sguardo e le cose che vedo. Solitudine non significa che io mi senta sola o desideri esserlo.

Solitudine è Silenzio,  l’inespresso perché inesprimibile: i nostri poveri modi, strumenti, umani saranno sempre insufficienti.

Forse, e dico “forse” perché in fondo non ne sono sicura del tutto, le foto del Lago del Segrino mi aiuteranno a farmi capire.

Io, le cose, noi tutti, abbiamo bisogno di uno sguardo amorevole, non di suoni, non di parole, non di nomi…c’è necessità di uno sguardo luminoso e chiaro.

Uno sguardo che renda visibile sia il mondo sia se stesso.

Lago del Segrino

 

Lago del Segrino

Finestre sul cielo

Prima del tramonto

L’altro ieri ero qui, nel boschetto sotto casa dove, ogni volta che vado, non posso fare a meno di ricordare Mir, il mio piccolo amico volato altrove, dopo tre anni in cui ha riempito il mio cuore di armonia.

L’altro ieri ho fotografato i giochi del vento con la luna e le nuvole. Ma non è finita qui.

Tornata a casa, mentre mi accingevo a lavare il pavimento in cucina, con la finestra spalancata, il mio sguardo è rimasto incantato dai riflessi sui vetri.

Il pavimento è stato lavato molto ma molto dopo…

Noi siamo finestre sul cielo. Dovremmo aprirci e lasciare che il cielo entri e si rifletta in noi. E dovremmo riflettere sul cielo, sul vento e sulle nuvole. Siamo così effimeri, siamo un semplice soffio, un riflesso sul vetro.

Dobbiamo accettare anche le nuvole, ogni tempo, ogni stagione. Dobbiamo accettare che la pioggia ci solchi quando magari meno ce l’aspettiamo e ci confonda lo sguardo.

Dobbiamo accettare che venga il buio, il freddo.

Siamo finestre sul cielo. Finestre nate per aprirsi, per spalancarsi al mondo e a se stesse.

Finestre sul cielo  

Finestre sul cielo

 

Finestre sul cielo

 

Finestre sul cielo


Finestre sul cielo

 

Finestre sul cielo


Finestre sul cielo


Finestre sul cielo

 

Finestre sul cielo

Riflettendo d’Autunno

Riflessi d'autunno

 

I riflessi sono frammenti di emozioni che partendo dal cielo danzano a fior d’acqua, arrivano al fondo del cuore per aiutarlo a guardarsi dentro e poi scegliere tra i frammenti delle parole che lo abitano quelle che meglio ricompongono il mosaico della sua vita in cammino.

Per riflettere un riflesso occorre dell’acqua, per esempio quella dei laghetti dei Giardini Indro Montanelli, il cielo di Milano in autunno, tante foglie cadute (anzi, no, foglie solo un po’ stanche di danzare nel vento, foglie che si riposano dentro e fuori dall’acqua) una fotocamera, volendo, ma soprattutto uno sguardo felice di frammentarsi a sua volta nell’acqua dei laghetti o magari in quella di un altro sguardo.

Fotografare, a questo punto, è un modo per conoscere… una conoscenza, con buona pace della Sontag, che non ha nulla a che fare con il potere.

Non è poi così distante dall’amore, la fotografia: con il mio sguardo io sento di poter solo abbracciare.

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno

 

Riflessi d'autunno