Ali (s)velate,Ali di Silenzio (2016…progetto aperto)

Ali (s)velate, ali di silenzio 1

Ali (s)velate, ali di silenzio 2

Ali (s)velate, ali di silenzio 3

Ali (s)velate, ali di silenzio 4

Le quattro foto precedenti sono l’inizio del progetto

Senza titolo

Feather Tales

Feather Tales

Broken Strings

Broken Strings

Child of feathers

Child of feathers

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

The Cage

The cage

Ali (s)velate, Ali di Silenzio

Le immagini sono prive di suono, ma questo non significa che il loro silenzio non sia in realtà una “voce” che ci parla: a volte è un silenzio così “fragoroso” da obbligarci a vedere… in noi stessi, e non soltanto a guardare l’esteriorità, la bellezza formale, di un dipinto o di una fotografia.

Le immagini tracciano silenziosamente dei sentieri dentro di noi, ci indicano gli orizzonti.

Ci sono molti tipi di violenza: i più sottili, i più crudeli, forse, sono quelli che non lasciano il segno nel fisico, ma ti si imprimono nell’anima, crescendoti addosso come un vestito troppo stretto o come i rampicanti sugli alberi… e possono ucciderti ogni giorno, per tutta la vita.

Le Ali (s)velate parlano di silenzio e di assenza: dicono di una bambina che ha perso le sue scarpine, è andata, chissà dove e chissà quando, o forse sono le scarpine ad aver perso quella bambina, che ora probabilmente cammina nella vita con i piedini e l’anima nudi.

Noi non sappiamo e potremmo non sapere mai… questo è il silenzio vero, quello delle persone “andate via” e di cui non possiamo avere notizia: non sappiamo se torneranno, spesso nemmeno ci accorgiamo che sono andate via, perché a volte rimangono lì, accanto a noi…si può andare molto lontano anche senza muovere un passo.

Il Silenzio diventa un velo che copre il volto e non è detto che ce lo abbiano imposto: a volte è protezione estrema contro la paura di un volo a cui altri hanno negato le ali.

Ma noi possiamo scegliere e uscire dal silenzio che imprigiona le nostre ali, anche se abbiamo, se siamo, fragili piume.

Decidere ci può rendere liberi. Decidere ci può far volare.

E quella bambina può ritornare a se stessa.

Pomeriggio al mare

Questa sopra invece è la foto conclusiva: il mio progetto è aperto…nel mezzo. 🙂

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