Sunny

Sunny

Quasi un mese di assenza. Ero occupata a vivere altrove, a lottare per il mio piccolo Sunny: ho imparato a fare infiltrazioni sottocute di Ringer lattato e vitamine, io che uso un ago a malapena per cucire orli e bottoni. E una cosa è cucire, un’altra è trovarsi alle prese con un cane che è una via di mezzo tra un gatto e un’anguilla. Ma credo che ce la siamo cavata. “Siete una bella squadra” ci ha detto la vet, tutta contenta perché l’azotemia è scesa da oltre 200 a 50.

Sunny è ancora con noi. Ed io ho imparato a dare il giusto peso alle cose della mia vita imparando a distinguere il reale dal virtuale: quest’ultimo non è che un riflesso, un simulacro o un surrogato, a volte. E così evanescente, illusorio…peggio della realtà.

Sunny è reale, anche fotografato attraverso una tenda.

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

 

Piume (dedicato a Bernadette Maria)

… perché grazie a Bernadette Maria e alla sua mamma ora conosco il significato delle piume che fotografo sempre ( e trovo un po’ ovunque sulla mia strada). ❤

Piuma

Lascia che io apra le tue parole
con la chiave della mia bocca.

Lasciami spalancare il tuo silenzio
sui paesaggi del respiro
quando diventa suono e ti rivela
le metamorfosi del vento.

Riyueren

Piuma

 

Piuma

 

Piuma

 

Piuma

 

Avrei potuto

Mask

Avrei potuto raccoglierti
E non l’ho fatto:
le mie mani sono rimaste vuote.

Avrei potuto voltarmi indietro…
Ma ho guardato avanti:
il mio passo non ti ha aspettato.

Non mi hanno raccolta, i tuoi occhi.
Il tuo sguardo non mi ha fermata
E il viaggio è stato lungo:
ho spezzato memorie
ho frantumato sogni…

Ora riposo sui frammenti
cicatrici di stupore
che nessuno conosce
tranne lo specchio
che mi guarda
mi aspetta

E mi raccoglie.

Riyueren

Mask

 

Mask

 

Frammenti

 

Frammenti

Grazie

Il corpo è la mia casa
ma io abito il mondo
 come la conchiglia abita il mare
che l’abita a sua volta e la contiene.

Riyueren

Susi web

© Foto di Daniele Sandri  (realizzata con fotocamera Rollei 35s)

Questo post, queste parole, sono per voi che leggete quello che di me provo ad esprimere, come meglio posso, in fotografia e scrittura ( e spero presto di poter aggiungere anche la voce, che per me è molto importante): voglio ringraziarvi tutti, chi si ferma a commentare con generosità e gentilezza e anche chi entra, magari per casualità (che poi nulla è casuale, in questa vita) guarda e resta in silenzio.

Voglio dire a tutti voi “Grazie!”. ❤

Grazie, perché mi accompagnate in questo cammino di ricerca soprattutto interiore: se non fosse per voi io andrei davvero sola per le strade… se non del mondo di sicuro della mia anima. ❤ ❤

Grazie perché la vostra presenza rende migliore me e il mio lavoro. ❤ ❤ ❤

E nello stesso tempo voglio chiedervi scusa se non sono sempre presente nei vostri spazi: i miei occhi si affaticano molto e sono costretta a centellinare il mio tempo al pc.

Detto, anzi, scritto, questo, ecco cosa stavo fotografando (comodamente seduta sulla panchina a Pegli… lo so, lo so, i veri fotografi si coricano per terra, s’inginocchiano o almeno stanno in piedi). 🙂

“Quando il Sole si veste di nuvole (e si traveste da Luna).

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

Pinhole Flowers: cronaca di un esperimento.

Pinhole Flowers

Questa è la storia di un esperimento un po’ particolare, ma è anche la storia di un’amicizia, a riprova che non sempre il virtuale resta tale e che non sempre il passaggio dal virtuale al reale si rivela una delusione.

Tutto è iniziato con un simpatico commento sul mio “about” da parte di Daniele  che mi ha catapultata nel suo incredibile blog “Pinhole lab”.

Conoscevo da tempo l’esistenza di fotocamere senza lenti (stenoscopiche) sapevo anche che si potevano costruire con il cartone o con altri materiali, ma non avevo mai visto i risultati e nemmeno ero in grado di costruirmene una.

Nel vedere le sue foto, esprimo a Daniele il mio sogno (che tale sarebbe rimasto) di provare questa tecnica fotografica e lui cosa fa? Mi manda in regalo una delle sue fotocamere, la Pinhole Flowers.

 Pinhole Flowers

 

Pinhole Flowers

E mi propone un incredibile, entusiasmante, esperimento.

Per primo mi arriva a casa uno spettacolare esposimetro, assemblato da lui, con le impostazioni sia per pellicola sia per carta sensibile da utilizzare con le pinhole.

 

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

Flowers in questo caso utilizza una carta sensibile da 6 iso (!!!!) e il forellino/obiettivo è un F/250 (di più di quanto è scritto nella foto qui sopra, Daniele ha verificato).

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

“Flowers” mi arriva per posta, successivamente, con già una carta fotografica posizionata al suo interno e altre contenute in un bel pacchetto a prova di luce. Nel pacco trovo anche un sacchetto appositamente oscurato perché io possa inserire gli scatti da sviluppare e rispedirli al mittente. Sì, perché l’esperimento prevede che lo sviluppo lo faccia Daniele a casa sua, in Friuli (questo soprattutto perché abbiamo paura che io possa avere problemi agli occhi pasticciando con i chimici per lo sviluppo).

E ora… immaginate….

Immaginate di sapere di avere a disposizione uno scatto soltanto e di dover decidere che cosa fotografare con quell’unico scatto, sapendo che per le prime volte voi, che amate le ombre e i contrasti, dovrete necessariamente provare il sole pieno, altrimenti la posa richiederebbe anche più di un’ora, invece così ve la cavate con circa un minuto.

Ci penso per giorni, non voglio sprecare quell’unico scatto, e quel pensiero in un certo senso cambia il mio modo di pensare la fotografia, o meglio, me lo restituisce più approfondito, più bello.

Non volevo scegliere un posto qualunque, doveva essere un luogo che avesse un significato speciale. E che cosa c’era di meglio del boschetto di Mir?

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

Anche il soggetto doveva avere un senso. E così…

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

Immaginate ora… tornare a casa, chiudersi nel bagno (benedicendo una volta tanto di avere bagni senza finestra) al buio e usare le mani per aprire Flowers e “sentire” la carta fotografica, estrarla e riporla nel sacchettino apposito e poi “caricare” un secondo scatto, facendo attenzione che la parte lucida della carta si trovi di fronte al forellino/obiettivo.

Nel buio, le mie mani “vedevano”: un’esperienza bellissima.

Poi sono ritornata nel boschetto per lo scatto N°2.

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

Pensavo che avrei dovuto aspettare una quindicina di giorni per poter vedere cos’avevo combinato e invece… Daniele ha fatto una gita a Genova e sviluppato gli scatti nel bagno del suo albergo. Io poi ho completato il procedimento in post produzione dai “negativi” che lui ha ricavato. Ed ecco il risultato.

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

 

Pinhole Flowers: an experiment, first shots

Certamente non sono le mie foto migliori, ma c’è comunque molto di me: non avrei mai potuto nè voluto fare semplici scatti di prova. Flowers è un grandangolo spinto: il soggetto era a nemmeno 30 cm dalla fotocamera.

Sicuramente l’esperimento continuerà: io immagino quelle carte sensibili che viaggeranno da Genova a Udine con le loro immagini ancora nascoste.

E gli occhi di Daniele (qui eravamo in Villa Pallavicini, sarebbe stato un delitto fotografarli in b&n 🙂 e ho pure desaturato) che vedranno prima dei miei quello che io ho visto. 🙂

Ocean eyes

 

Ocean eyes

Ps. E neanche a farlo apposta…pubblichiamo entrambi nello stesso giorno senza nemmeno esserci messi d’accordo.

Ecco

Direzione (o della scelta)

Forse credi di essere tu a scegliere il viaggio, ma in realtà è lui che sceglie te. E molto spesso ti obbliga a fare una scelta, specie quando non è un viaggio qualunque ma è Il Viaggio, quel percorso che ti porta a camminare al tuo interno.

Il Viaggio: il più lungo, sicuramente, il più silenzioso, a volte, il più solitario, spesso.

Il Viaggio può anche rendersi palese ai tuoi occhi durante un viaggio normale.

Cosa c’è di più evidente della Luce, di più “illuminante”?

Così, del mio Viaggio durante un viaggio in battello a Portovenere, invece delle foto -cartolina che comunque ho fatto e che per ora non condivido, non essendo mia intenzione fare di Mutazioni un depliant turistico, questo mi è rimasto negli occhi: le innumerevoli candele all’interno della chiesa di San Pietro ed uno strano fiore in ceramica incastonato proprio per terra, sulla strada che conduce alla piccola chiesa sulla scogliera.

Quante cose “nasconde”, la Luce!

Queste fiammelle sono persone. Chi è venuto per chiedere, chi per ringraziare, sicuramente ogni candela è una storia, una vita. Qualcuna diritta, qualcuna inclinata a ripiegarsi quasi su se stessa… come sono io, a volte.

E poi quel fiore, semplice, in disparte, fra i piedi di tanti (troppi) turisti, tutti intenti a fotografare (con una certa prepotenza, devo dire) le loro “cartoline” e, puro orrore, a farsi dei selfie al telefonino con quegli sciagurati prolungamenti metallici. Mi sono resa conto che stavo viaggiando da sola…ed è così che il Viaggio mi ha obbligata a fare una scelta: la mia bussola del cuore ha ritrovato la sua direzione.

E no, non ho acceso una candela, nella chiesetta: accendo qui le mie foto, stasera. Non chiedo: ringrazio.

 

Luce

 

Luce

 

Luce

 

Luce

 

Strange flower

 

About Silence

About silence

Ho visitato le terre del Silenzio
Ho amato le sue strade infinite:
i miei passi hanno pianto
ai crocevia nebbiosi
alle sue curve oscure
alle mie cadute
sulla sua polvere di parole…

perché mi ha frantumata, il Silenzio,
e poi mi ha ricomposta.

Ho conosciuto il suo porto,
acque tranquille e calde come un nido:
a volte mi ha abbracciata,
a volte ancorata a catene d’acciaio
per un secondo o per intere vite.

Ho viaggiato le sue tempeste
in mare aperto
come guscio di noce e come onda.
Ho imparato i suoi linguaggi:
non ho finito ancora
di indossarne le piume una ad una.

Non è mai silenzioso, il Silenzio,
lui ha delle parole tutte sue
da ascoltare con gli occhi e con il cuore:
canta di luce e d’ombra,
di orizzonte e confine
di Oceano e di riva,
canta di pietra e sabbia.

Ma è fragile, il Silenzio,
come tutte le cose in questo mondo.
Lo spezzi con un gesto:
una carezza, un bacio…

un semplice sorriso.

Riyueren

About silence

 

Il cielo e la ninfea (Villa Durazzo Pallavicini)

 

Il cielo e la ninfea (Villa Durazzo Pallavicini)

 

In Sunset

Sunset

Sestri Levante, un tramonto di un’estate al tramonto.

Sola, sulla passeggiata al mare, siedo e osservo ogni cosa, attraverso i miei occhi, in compagnia della mia Nikon.

Tutti sono insieme a qualcuno, io sono insieme a qualcosa. Incredibilmente, non mi dispiace.

In sunset

 

In sunset

Vado a sedermi su di un piccolo molo, il sole è tramontato ed è quasi buio.

Guardo alcuni gabbiani davanti a me: ci osserviamo a vicenda.

Io li fotografo e loro, in un certo senso, fotografano me: registrano la mia presenza.

Sto in silenzio, ascolto le onde che cantano quiete. Improvvisamente arriva gente, i gabbiani volano via: queste persone che parlano a voce alta, si muovono velocemente, non hanno visto me e neppure i gabbiani, si fotografano gli uni con gli altri, si fanno selfie… ma io dubito persino che si vedano tra loro anche se sono insieme.

I gabbiani sono volati via. Io invece, dal momento che non posso volare, mi alzo e ritorno sulla passeggiata. E da lì fotografo questa gente che guarda ma non vede. E velocemente, così come è venuta, se ne va, di fretta anche davanti alla meraviglia del tramonto.

Intanto, l’argento del mare ci circonda tutti.

I gabbiani lo abbracciano dall’alto.

In sunset

 

In sunset

 

In sunset

 

In sunset

 

In Sunset

 

In Sunset

Un Magico Unicorno

The magic (keyring) unicorn

Un unicorno, anche se portachiavi, è sempre magico: la polvere che lo ricopre è magica anch’essa, così l’acqua del bagnetto di pulizia a poco a poco diventa un incantesimo di schiuma e bollicine, mentre il magico unicorno sorride felice per la stellina ritrovata che torna a brillare nel suo cuore. Poi si asciuga al sole in compagnia delle piantine sul poggiolo.

Prima di sera, qui in casa, saremo tutti stregati, me lo ha promesso mentre se ne stava sulla mia mano: getterà su di noi l’Incantesimo del Sorriso.

Non sapete cos’è?!

è quando il sole sorge dalla tua bocca invece che dalle colline e le parole illuminano la casa e le persone che ci abitano, le nuvole scure del silenzio si dissolvono, gli sguardi si fanno azzurri come il cielo sereno, profondi come il mare, quieti come un lago ma vivaci come il ruscello più chiacchierino e un arcobaleno unisce la tua mano a quella dell’altro.

Ps. Un unicorno portachiavi … rende magiche anche le chiavi che custodisce: ti si aprono porte di infinita dolcezza e passaggi verso mondi incantati (soprattutto al tuo interno).

Universi da esplorare…

Pps: e naturalmente…un Ferragosto Incantevole a tutti!

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn