Nuovo orizzonte (in costruzione)

Ieri, quasi al tramonto, ho visto il mio nuovo orizzonte: sta sorgendo in luce e bellezza.

Nuovo orizzonte (in costruzione)

 

Nuovo orizzonte (in costruzione)

 

Nuovo orizzonte (in costruzione)

 

Nuovo orizzonte (in costruzione)

Voglio cercare anche in me questa luce meravigliosa, questo silenzio luminoso e magico, dove tutto può rinascere, anche la speranza. E un orizzonte nuovo, tutto mio.

Nuovo orizzonte (in costruzione)

Bruma

Bruma

Quando guardi, che cosa vedi? Gli occhi vagano e cadono qua e là sulla terra come le foglie d’autunno o il cuore è un vento consapevole che soffia anima attraverso il tuo sguardo?

Tutto quello che hai attorno sono altri occhi, spesso invisibili ai tuoi, ma ti guardano e chiamano perché tu li veda a tua volta: voci più simili a sussurri o sbuffi di vento, suoni che non fanno più rumore del respiro di un bimbo quando dorme.

È così che la luce canta, dall’interno di ogni cosa: hai mai visto il chiarore incantato delle ombre?

Se provi a guardare consapevolmente, se comprendi che al di fuori di te il mondo è uno specchio –  anche se a volte troverai solo frammenti, perché molto spesso le cose vanno in pezzi, te compreso – scoprirai che lo sguardo, quando il cuore si apre, è in grado di ricomporre l’intero universo – soprattutto quello che hai dentro.

Bruma

 

Bruma

 

Bruma

 

Bruma

Un altro orizzonte

Orizzonti in Praglia

Un orizzonte …e poi un altro ancora: di fronte, ai lati, di spalle. Forse anche i giorni sono orizzonti: attimi, mentre ci sei dentro, e anni, se li guardi – e ti guardi – da lontano.

Ieri era il mio compleanno: ho ricevuto quei pochi auguri di chi ancora si ricorda di avermi conosciuta: Sono spariti – finalmente – gli inutili messaggi lanciati su Facebook, ora che me ne sono allontanata in silenzio . Bene, sono ritornata invisibile.

Mi mancano, quest’anno più di tutti gli altri anni, gli auguri di mia madre: la prima telefonata del mattino, il 7 novembre, era sempre e solo la sua. Sono 23 anni che quella voce non c’è più.

Con il tempo sono spariti orizzonti, voci e immagini: Mir, Sunny, l’olmo in cima alla salitina, il Ponte Morandi… Ora non so se sono spariti veramente o se sono io che mi sono allontanata. Forse tutto è rimasto lì dove era prima ed io non sono più capace di vederlo.

Il mattino, visto dai Piani di Praglia, la speranza che si apre varchi di luce in mezzo alle nuvole scure.

Altri orizzonti. Anche al di qua di questi occhi.

Orizzonti in Praglia

 

Orizzonti in Praglia

 

Orizzonti in Praglia

Magic World

Magic World

Quando il cielo si spegne, io mi accendo di sguardi e parole: su strade oscure cammino, con l’anima che brucia e mi consuma, cercando di leggermi i passi alla luce del cuore.

È stato molto più semplice ristrutturare la mia casa, in questi due anni, renderla armoniosa nei colori, esaltarne la luminosità che già possedeva, molto più semplice che fare lo stesso anche a me.

C’era un mondo magico, un tempo, quando la realtà era troppo accecante o troppo oscura: c’erano occhi che sapevano vederla, quella magia che sprigionava da ogni cosa, occhi che sapevano, guardando con amore, renderla più reale del vero.

Non so più che cosa è rimasto, non so più che cosa è sparito per primo: quel mondo, quegli occhi, quella ragazzina e prima ancora quella bambina che nessuno aveva cercato.

La realtà, come una strega cattiva, ha ingoiato, avvelenato, tutto.

È stato più facile colorare personalmente le pareti di una stanza che cercare di colorare una volta ancora le pareti del proprio cuore.

Più facile cambiare porte e finestre che andare a cercare una bambina perduta.

Magic World

 

Magic World

 

Magic World

 

Magic World

Scrivendo di sguardi: “le parole (in)segnano i confini, le immagini aprono orizzonti”.

Andando da casa mia verso Begato, in salita, sulla destra, puoi trovare una piccola grande meraviglia: devi semplicemente guardare oltre il muretto che separa la strada asfaltata dal bosco sottostante. Tutte le volte mi incanto: soltanto io, perché fra la gente che sale a Begato alcuni sembrano prestare attenzione solo a dove mettono i piedi mentre altri, quelli che corrono, sembrano non vedere proprio niente, persi nella musica del loro stereo.

Eppure basterebbe soltanto alzare di poco e di lato lo sguardo – il muro è talmente basso- per farsi catturare l’anima da una distesa di campanelle blu viola. Se non fosse per queste campanelle rampicanti, quella sarebbe una normalissima curva con a lato un normalissimo bosco.

Campanule nel bosco

Invece le campanelle, insieme alle loro foglie, sono diventate uno spesso tappeto che scende al di là del muro, lo ricopre completamente, continua sopra alla radura sottostante e si insinua persino sulla sommità degli alberi.

Campanule nel bosco

Qui luce ed ombra, a seconda dell’ora, si contendono i colori e le forme di questa autentica meraviglia naturale.

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Campanule nel bosco

 
Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Da qui io posso parlarti, scriverti, soltanto della mia esperienza, di emozioni che non hanno certo la pretesa di essere verità: solo la mia ricerca è vera, reale.

Non voglio spiegarti che cos’è la Fotografia, bensì quello che può diventare, quello che potrebbe essere, uno strumento di conoscenza, oh, non documentale, ma intima, interiore, diversa per ciascuno di noi, sicuramente, però meravigliosa come una distesa di campanelle blu viola.

Ps. In post produzione, ingrandendo le immagini, mi sono accorta che tutte le foglie sono bucherellate, divorate qua e là da qualche insetto vorace: anche questo insegna qualcosa, anzi, molte cose, direi. Lascio a te il divertimento di immaginare simboli e senso.

Gli amici di Spritz

L’anno scorso non ho conosciuto soltanto Spritz ma anche i suoi compagni di box, Guci, Artemide e gli altri cani ospiti del Buoncanile. Da questo incontro è nato un calendario per il 2019 con le loro foto che è stato poi venduto per finanziare le varie esigenze del canile.

È stata un’esperienza bellissima. Ho trascorso diversi pomeriggi a fotografare “gli amici di Spritz”: qui pubblico le foto che sono state scelte ed inserite nel calendario pubblicato nel 2018.

Mi piace pensare che in qualche modo queste foto abbiano portato loro fortuna, perché i cani che ho fotografato sono stati adottati quasi tutti nel corso del 2019.

Calendario 2019

 

A Robin (adottato)  l’onore della copertina.Robin

 

Gennaio: Nonna Pina, una vita in canile. (Adottata)
Pina (Gennaio)

 

Febbraio: a sinistra Olivia (adottata) e a destra Aragorn (adottato)Olivia e Aragorn (Febbraio)

 

Marzo: Mara (adottata)Mara (Marzo)

 

Aprile: Gwen (adottata)Gwen (Aprile)

 

Maggio: Jane ( ancora in cerca di una famiglia)Jane (Maggio)

 

Giugno: Flipper (ancora in cerca di una famiglia)Flipper (Giugno)

 

Luglio: Piccolo (adottato)Piccolo ( Luglio)

 

Agosto: Sole (adottato)Sole (Agosto)

 

Settembre: Buzz (adottato)Buzz (Settembre)

 

Ottobre: Guci (ancora in cerca di una famiglia)Guci (Ottobre)

 

Novembre: Artemide (adottata)Artemide (Novembre)

 

Dicembre: Bellolampo (ancora in cerca di una famiglia)Bello Lampo (Dicembre)

Fra le macerie del mio orizzonte

Fra le macerie del mio orizzonte hanno aperto una strada: una piccola striscia d’asfalto delimitata da una linea gialla funge da marciapiede e mi permette di camminare tra le case rimaste e il cantiere. Sotto al sole si consuma una rosa rossa: qualcuno l’ha infilzata nella rete verde che separa la strada dal luogo dei lavori, là, dove il mio orizzonte è caduto.Quando cade un orizzonte....

Ho camminato tutto attorno fotografando quello che vedevo, quello che è rimasto e quello che sparirà tra poco. Avrei voluto ci fosse silenzio, sarebbe stato più giusto, penso, ma sfrecciavano auto e bus, le ruspe scavavano via i detriti, i getti d’acqua sferzavano la polvere, anche il clik della mia fotocamera era fuori luogo, me ne rendo conto.

Ho amato questo ponte: lo vedevo in lontananza dalla mia casa. Era bello, specialmente al tramonto, quando il fiume Polcevera, se c’era acqua e il cielo sereno, diventava un nastro d’argento liquido che andava a gettarsi in mare: un’ incredibile striscia di luce tra le sponde in penombra.

L’ho visto quando è crollato durante un temporale terribile il 14 agosto 2018.

L’ho fotografato, piangendo, il 28 giugno scorso, quando lo hanno fatto saltare.

Non potevo non andare a vederlo prima che sparisse del tutto.

Ora quello che scriverò sicuramente non verrà compreso, ma glielo devo, a questo orizzonte che mi ha dato sempre gioia e meraviglia: non è un assassino, anche se è colpevole di essersi portato dietro 43 vite (che se invece di cadere sul fiume fosse caduto tra via Porro e via Fillak sarebbe stata una strage). Quando lo hanno fatto saltare credo sia stata per lui una liberazione, dopo l’agonia di quasi un anno. Per me il Ponte Morandi è la vittima n°44, vittima dell’incuria e dell’indifferenza. I veri colpevoli vanno cercati altrove e speriamo non restino impuniti.

 Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

Una finestra sul cielo

Finestra sul cielo (Fotopoesia)

 

Finestra sul cielo

 

Finestra sul cielo

 

Finestra sul cielo

 

Il Tempo va e non ritorna. Della casa restano i muri a incorniciare una finestra senza vetri. E la finestra diventa il mio sguardo. E incornicia o no il cielo a seconda del lato da cui io osservo il mondo. Di qua, altri muri. Di là, nuvole bianche.

Il Tempo che viene sembrerebbe lo stesso di prima … giorni, notti, stagioni, istanti, ore e minuti: solo i nomi non cambiano ed il nuovo è già vecchio mentre io lo guardo. E se ne va a morire mentre io lo vivo.

Ma c’è sempre un tempo sino a che anch’io ci sono.