Sunny

Sunny

Quasi un mese di assenza. Ero occupata a vivere altrove, a lottare per il mio piccolo Sunny: ho imparato a fare infiltrazioni sottocute di Ringer lattato e vitamine, io che uso un ago a malapena per cucire orli e bottoni. E una cosa è cucire, un’altra è trovarsi alle prese con un cane che è una via di mezzo tra un gatto e un’anguilla. Ma credo che ce la siamo cavata. “Siete una bella squadra” ci ha detto la vet, tutta contenta perché l’azotemia è scesa da oltre 200 a 50.

Sunny è ancora con noi. Ed io ho imparato a dare il giusto peso alle cose della mia vita imparando a distinguere il reale dal virtuale: quest’ultimo non è che un riflesso, un simulacro o un surrogato, a volte. E così evanescente, illusorio…peggio della realtà.

Sunny è reale, anche fotografato attraverso una tenda.

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

Sunny

 

 

Ventagli

Ventagli

 

Ventagli

 

Ventagli

 

Ventagli

 

Ventagli

 

Ventagli

 

Ventagli

Quando io guardo, la mia anima si mette in viaggio. Anche se i piedi sono confinati tra le mura di casa, c’è sempre una finestra che, anche se chiusa, si apre al cielo e lascia entrare la luce. E quando io vedo, che per me è ancora di più del semplice guardare, c’è un’altra finestra che si apre… dentro di me: mi apre a colori e trasparenze, mi illumina di armonia.

Ho viaggiato “leggera”: solo due ventagli, le tende della mia camera, una reflex.

E una trasparenza d’autunno (raccolta nel bosco una settimana fa).

Trasparenza d'Autunno

Sereno fine settimana a tutti. ❤

 

Piume (dedicato a Bernadette Maria)

… perché grazie a Bernadette Maria e alla sua mamma ora conosco il significato delle piume che fotografo sempre ( e trovo un po’ ovunque sulla mia strada). ❤

Piuma

Lascia che io apra le tue parole
con la chiave della mia bocca.

Lasciami spalancare il tuo silenzio
sui paesaggi del respiro
quando diventa suono e ti rivela
le metamorfosi del vento.

Riyueren

Piuma

 

Piuma

 

Piuma

 

Piuma

 

Grazie

Il corpo è la mia casa
ma io abito il mondo
 come la conchiglia abita il mare
che l’abita a sua volta e la contiene.

Riyueren

Susi web

© Foto di Daniele Sandri  (realizzata con fotocamera Rollei 35s)

Questo post, queste parole, sono per voi che leggete quello che di me provo ad esprimere, come meglio posso, in fotografia e scrittura ( e spero presto di poter aggiungere anche la voce, che per me è molto importante): voglio ringraziarvi tutti, chi si ferma a commentare con generosità e gentilezza e anche chi entra, magari per casualità (che poi nulla è casuale, in questa vita) guarda e resta in silenzio.

Voglio dire a tutti voi “Grazie!”. ❤

Grazie, perché mi accompagnate in questo cammino di ricerca soprattutto interiore: se non fosse per voi io andrei davvero sola per le strade… se non del mondo di sicuro della mia anima. ❤ ❤

Grazie perché la vostra presenza rende migliore me e il mio lavoro. ❤ ❤ ❤

E nello stesso tempo voglio chiedervi scusa se non sono sempre presente nei vostri spazi: i miei occhi si affaticano molto e sono costretta a centellinare il mio tempo al pc.

Detto, anzi, scritto, questo, ecco cosa stavo fotografando (comodamente seduta sulla panchina a Pegli… lo so, lo so, i veri fotografi si coricano per terra, s’inginocchiano o almeno stanno in piedi). 🙂

“Quando il Sole si veste di nuvole (e si traveste da Luna).

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

Riflessi e trasparenze: viaggio di ritorno (a se stessi).

Attesa

Non è che un confine, il Tempo: al di là ci sono soltanto orizzonti. Niente più giorni, niente più notti… mai più albe inquiete e tramonti senza speranza.

Il viaggio verso se stessi è sempre un ritorno. E mentre il battello riparte da Portovenere verso il Porto Antico, il mio sguardo si perde fra trasparenze e riflessi di sconosciuti e casuali compagni di questo viaggio.

Per un poco l’universo che tutti abbiamo dentro di noi si rende visibile: la costa, le colline e il cielo si sovrappongono a volti e corpi che probabilmente non incontrerò mai più.

Al di là dei vetri, invisibile, assaporo in silenzio anche i viaggi altrui: a Camogli, sul molo, la gente cammina… ciascuno racchiuso nel proprio sogno del reale.

E io torno a me stessa, con occhi nuovi.

Riflessi e trasparenze

 

Riflessi e trasparenze

 

Riflessi e trasparenze

 

Riflessi e trasparenze

 

People

 

People

Le ombre del silenzio

Loving the shadows

Ogni cosa, ogni luogo, ogni sguardo… è parola

Il silenzio è un linguaggio di ombre
il respiro scrostato dei muri
un odore di porte socchiuse
il pianto dei vetri in frantumi di pioggia

Il silenzio è una voce, una musica, un suono…

…che si ascolta con gli occhi.

Riyueren

Loving the shadows

 

Loving the shadows

 

Loving the shadows

Direzione (o della scelta)

Forse credi di essere tu a scegliere il viaggio, ma in realtà è lui che sceglie te. E molto spesso ti obbliga a fare una scelta, specie quando non è un viaggio qualunque ma è Il Viaggio, quel percorso che ti porta a camminare al tuo interno.

Il Viaggio: il più lungo, sicuramente, il più silenzioso, a volte, il più solitario, spesso.

Il Viaggio può anche rendersi palese ai tuoi occhi durante un viaggio normale.

Cosa c’è di più evidente della Luce, di più “illuminante”?

Così, del mio Viaggio durante un viaggio in battello a Portovenere, invece delle foto -cartolina che comunque ho fatto e che per ora non condivido, non essendo mia intenzione fare di Mutazioni un depliant turistico, questo mi è rimasto negli occhi: le innumerevoli candele all’interno della chiesa di San Pietro ed uno strano fiore in ceramica incastonato proprio per terra, sulla strada che conduce alla piccola chiesa sulla scogliera.

Quante cose “nasconde”, la Luce!

Queste fiammelle sono persone. Chi è venuto per chiedere, chi per ringraziare, sicuramente ogni candela è una storia, una vita. Qualcuna diritta, qualcuna inclinata a ripiegarsi quasi su se stessa… come sono io, a volte.

E poi quel fiore, semplice, in disparte, fra i piedi di tanti (troppi) turisti, tutti intenti a fotografare (con una certa prepotenza, devo dire) le loro “cartoline” e, puro orrore, a farsi dei selfie al telefonino con quegli sciagurati prolungamenti metallici. Mi sono resa conto che stavo viaggiando da sola…ed è così che il Viaggio mi ha obbligata a fare una scelta: la mia bussola del cuore ha ritrovato la sua direzione.

E no, non ho acceso una candela, nella chiesetta: accendo qui le mie foto, stasera. Non chiedo: ringrazio.

 

Luce

 

Luce

 

Luce

 

Luce

 

Strange flower

 

Orientamento

Il viaggio

Il Viaggio presuppone un movimento, solitamente “effettivo”, cioè il corpo si sposta da un luogo ad un altro, utilizzando mezzi di trasporto che vanno dai piedi su cui poggia all’aereo, passando per biciclette, bus, auto,navi, treni…).

Meglio: ci si allontana da un luogo (generalmente la “casa”in cui si abita) per avvicinarsi alla “meta” (anche se spesso è molto più interessante il percorso per arrivarci, che poi non è detto che si arrivi proprio là dove il nostro desiderio ci spinge, magari si arriva in un altro posto).

Succede a volte che un viaggio non ti allontani tanto da un luogo quanto invece da te stesso e se non te ne accorgi in tempo puoi anche perdere la strada del ritorno.

Di solito sono viaggi che nascono all’insegna dello straordinario, dell’avventuroso, percorsi che hanno una loro magia: vedi cose e ascolti parole che mai avresti immaginato. Purtroppo il Paese dei Balocchi prepara sempre un amaro risveglio.

Ecco a cosa serve l’Orientamento. Sì, ovviamente si possono fare programmi, procurarsi cartine con gli itinerari e i luoghi di sosta, ma per certi viaggi se non hai nel bagaglio insieme ai vestiti intelligenza e intuizione…  e come bussola il tuo cuore …

About Silence

About silence

Ho visitato le terre del Silenzio
Ho amato le sue strade infinite:
i miei passi hanno pianto
ai crocevia nebbiosi
alle sue curve oscure
alle mie cadute
sulla sua polvere di parole…

perché mi ha frantumata, il Silenzio,
e poi mi ha ricomposta.

Ho conosciuto il suo porto,
acque tranquille e calde come un nido:
a volte mi ha abbracciata,
a volte ancorata a catene d’acciaio
per un secondo o per intere vite.

Ho viaggiato le sue tempeste
in mare aperto
come guscio di noce e come onda.
Ho imparato i suoi linguaggi:
non ho finito ancora
di indossarne le piume una ad una.

Non è mai silenzioso, il Silenzio,
lui ha delle parole tutte sue
da ascoltare con gli occhi e con il cuore:
canta di luce e d’ombra,
di orizzonte e confine
di Oceano e di riva,
canta di pietra e sabbia.

Ma è fragile, il Silenzio,
come tutte le cose in questo mondo.
Lo spezzi con un gesto:
una carezza, un bacio…

un semplice sorriso.

Riyueren

About silence

 

Il cielo e la ninfea (Villa Durazzo Pallavicini)

 

Il cielo e la ninfea (Villa Durazzo Pallavicini)