Gli Ombrelli di Genova

Credo di essere uno dei pochi fotoamatori che non è andato a scattare foto all’Euroflora: sinceramente non ci sarei andata nemmeno se mi avessero regalato il biglietto… non mi piace fare foto ad un giardino finto, preferisco la Villa (Durazzo Pallavicini) che è un luogo vero, non “allestito”.

Un altro allestimento, ahimè, sta sospeso sulle nostre teste (genovesi e non) da inizio Euroflora ed è stato prolungato, a quanto ho capito, sino a fine Luglio: gli ombrelli.

Ombrelli a Genova

 

Ombrelli a Genova

 

Ombrelli a Genova

Tutti hanno scattato foto, tutti si sono cimentati nel riprenderli nel modo più originale possibile. Confesso che io non avrei fotografato nemmeno questi ombrelli, ma … ma l’ho fatto perché ne ho fotografato altri e questi mi servono per esprimere un mio pensiero. Ho voluto fare un confronto tra quello che è un semplice “abbellimento” e quello che dietro ha anche e soprattutto un pensiero.

Si tratta dell’allestimento che Liubov Bakhtina ha creato all’interno dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, proprio sopra la scalinata all’ingresso ( questo significa che dalla strada non è semplice vederlo, oltretutto con centinaia di altri ombrelli poco più avanti ).

Da una parte abbiamo ombrelli coloratissimi, tutti uguali, tutti perfetti (quelli che vento e pioggia distruggono vengono subito sostituiti dalla ditta che li ha forniti).

Liubov, invece … Mi ha sorpresa mentre stavo fotografando, incantata, la sua installazione… “Sono meravigliosi – le ho detto. E lei: “L’ho fatto io”.

eccola: siamo diventate amiche.

 Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

Liubov ha raccolto gli ombrelli che la gente butta via, quegli ombrelli ormai inservibili, per capirci, che si trovano qua e là per strada dopo una forte pioggia con vento.

“La gente si affanna per comprare cose: la casa, l’automobile … se ne serve come un riparo, perché dà sicurezza e pensa che sia per sempre … ma tutto questo è come un ombrello: basta un colpo di vento più forte e non hai più nulla” e Liubov ha voluto esprimere e condividere questo suo pensiero.

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

Questa è la differenza tra una semplice decorazione (anche se ho saputo che dopo Luglio i coloratissimi, perfettissimi ombrelli – peraltro l’idea non è originale, dopo il Portogallo li stanno appendendo un po’ tutti – saranno venduti all’asta per beneficenza) e una creazione artistica: quest’ultima crea emozioni e riflessione, la prima non va oltre un po’ di stupore.

Il guaio è che molto spesso semplici “abbellimenti” e semplici “decorazioni” vengono spacciati ( e soprattutto venduti) per arte … ma questa è un’altra storia.

 

8 minuti di silenzio

8 minuti di silenzio… eppure vorrei che questo video fosse guardato indossando ugualmente le cuffie, per ascoltare meglio il suo silenzio.

Avrei potuto accompagnarlo con la mia voce o con qualche brano musicale, ma ho preferito “dare voce” esclusivamente alle immagini. Siamo troppo abituati ai rumori del mondo per sopportare, comprendere, abbracciare il silenzio.

Ci sono imbonitori che urlano i pregi delle loro “merci” da ogni tipo di piazza: io vi propongo il silenzio.

Questo video raccoglie quasi tutte le foto scattate da me sino ad oggi per il mio progetto aperto sulla violenza di genere.

Molto spesso, in certe occasioni, si chiede qualche minuto di silenzio, in ricordo di qualcosa o qualcuno: alla luce (o dovrei scrivere “all’ombra”?) di quanto accade nel mondo, oggi chiedo anch’io un po’ di silenzio, 8 minuti o poco più per ricordare tutte le piume (donne, bambini, esseri viventi, indipendentemente dal genere a cui appartengono, umano o no, ma anche emozioni, idee, sogni e pensieri) che non possono (più) volare.

Piuma come libertà e come volo. Sulle ali della speranza.

Buon silenzio.

Susanna

Corri, Amore

Nel cielo

Non sostare in me, Amore,
Non lasciarti imprigionare
dai miei pensieri,
trattenere dai miei bisogni

Non fermare per me il tuo volo
nella gabbia delle mie mani

Ma corri, Amore, corri,
libero come nuvola e onda

Il mio vuoto resta colmo
del tuo passaggio

Sfiorata da una sola tua piuma
io rinasco preziosa a me stessa

e corro, Amore,
corro e volo
anch’io
fra la Terra e il Cielo
Libera di essere quella che sono,
Luminosa e oscura
come il buio
quando un filo di luce
lo attraversa.

Riyueren

Nel cielo

 

Nel cielo

 

Nel cielo

Tra piume, ghiaccio e tempeste

Ice drop

Sto combattendo allo specchio
un avversario che io non conosco
anche se indossa il mio volto.

Lo sfido: viene avanti e mi affronta
Lo insulto: con la mia voce m’ingiuria.

Se chiedo, lui non risponde,
domanda a sua volta.

Ci parliamo addosso
condividiamo sguardi e silenzi.

Con le mie lacrime, piange

E ancora non so
chi tra noi sorride per primo.

Riyueren

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

Snow storm

 

Snow storm

 

Snow storm

 

Flowering of ice

 

Nidi di luce

La bottiglia azzurra

Per te ho costruito
fra i rami del Buio
un Nido di Luce.

Brilla più della Luna:
le stelle ne sono invidiose.
I pensieri notturni
gli volano attorno
come falene.

Non ha voce, né suono,
il mio nido di luce,
è un silenzio:
un respiro sospeso
in ascolto del vento.

Riyueren

La bottiglia

 

La bottiglia

Una meraviglia continua, per me, osservare come la luce renda preziose le cose più umili, quelle che abbiamo sotto agli occhi tutti i giorni, tanto da essere quasi invisibili: la luce, con le ombre che crea, le rende uniche dando nuovi significati, nuovo senso, a ciò che solitamente senso non ha, insignificante come è (o come noi crediamo che sia).

Così, anche una forchetta, alla fine di un pranzo, si trasforma davanti al mio sguardo in qualcosa di magico.

 The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

Kaleidoscope

Kaleidoscope

Sono troppo piena di sguardi,
troppo ingombra di sogni.

Dalle mie spalle traboccano universi
cadono gocce di orizzonti
e luci e ombre il Tempo
traghetta da una sponda all’altra
del mio cuore.

Riyueren

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

Senza la Luce che le genera, le ombre non sarebbero che oscurità totale, assoluta. D’altro canto, senza ostacoli, la Luce non sarebbe che un unico abbagliante silenzio. Invece, incontrando lungo il suo cammino esseri viventi e cose inanimate, la Luce si fa Musica: danza le forme e le ombre sono la sua voce.

Così è per le Emozioni: generano Immagini e Parole.

 

 

Le lacrime di Mimosa (Mimosa’s tears)

( E la storia di Mela continua…)

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

La vera lontananza è quel tuo silenzio così vicino e così senza sorriso…

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Intervallo n°1

Sei andata a nasconderti nello specchio, Mela: mi volti le spalle, non ti fai vedere, non sorridi. Sei arrabbiata con me. O delusa. Lo so, ogni tanto io me ne vado dall’altra parte del tuo specchio, getto via la penna o la dimentico: conosci qualche altro modo per evitare il dolore? Certi anni sono fatti di fango doloroso: devo lasciarlo sedimentare sul fondo, se voglio bere qualcosa di limpido.

Quanto tempo abbiamo perso, tu ed io? Qualche anno.

E quanto tempo ci resta? Non lo sappiamo.

Mela è come addormentata nel tempo. Si avvolge lo sguardo nei sogni, come fossero lenzuola, colorate, ovviamente:  lei sogna a colori. Io invece fotografo sempre a colori ma poi converto in bianco e nero, non voglio distrazioni mentre accarezzo le forme pure della luce e dell’ombra.

Mela dorme sul suo cuscino di ricordi: a volte pungono, non è un’imbottitura comoda.

E quando sogni e ricordi si mescolano, Mela si sveglia impaurita.

È allora che io me ne vado. Lo sai che non posso stare lì a vederti piangere, Mela.

Come puoi stare in equilibrio su quel filo di lacrime? Ho sempre paura di vederti cadere. Eppure tu ci cammini senza pensieri. Dovresti stare più attenta, bambina.

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Intervallo n°2

Mi prendo tempo per pensarti.

Mi prendo tempo per cercarti.

Mi prendo tempo per prenderti, Mela.

Ma sei tu a pensarmi, tu a cercarmi, tu a prendermi, Mela.

Sono io quella invisibile,

quella che è fuggita,

quella che si è nascosta.

Dietro a un dito. Dietro a un’intera mano.

Dietro a tutta una vita.

Tu mi hai semplicemente aspettata.

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Intervallo n°3

Odoriamo di solitudine, Mela.

Forse ne puzziamo anche.

Siamo il letame dove il dolore racchiude (nutre, abbraccia, riposa) semi di tempo e poesia.

Che meravigliosa terra è il dolore.

I ricordi crescono fra te e me, piccola: travi e pagliuzze non precisamente dorate… alla fine, dal mio sguardo al tuo, ci separa un’intera foresta.

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Per i tuoi occhi

The Moon

Scriverò parole per i tuoi occhi,
perché il tuo sguardo
non scivoli sui miei silenzi
e cada su strade senza nome.

Io sono un quadrato dai lati pazzi
ancorati a spigoli di lacrime
Una piuma senza volo e senza vento
L’arco di un filo d’erba senza prato
un frutto senza stagioni e senza semi.

Ma scriverò di piume e voli,
di prati e di stagioni,
di semi, vento e frutti.

Per i tuoi occhi, scrivo,
perché la mia radice
è nel tuo sguardo.

Riyueren

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon