In the sea of heaven

Nel mare del cielo (In the sea of ​​heaven)
Chiudo le mani a nido:
Per il mio volto cerco
Il riposo di un sogno.
Ma fra le dita
Prende forma
Il peso del silenzio

Della marea nel Tempo
Cercavo la sorgente:
Ho avuto il cielo.

Nuvole tempestose
Vele nel cielo azzurro.

Riyueren
Nel mare del cielo (In the sea of ​​heaven)
Nel mare del cielo (In the sea of ​​heaven)
Nel mare del cielo (In the sea of ​​heaven)
Nel mare del cielo (In the sea of heaven)
IN THE SEA OF HEAVEN


I close my hands like a nest:
For my face I seek
The rest of a dream.
But between the fingers
The weight of silence
Takes shape

Of the tide in Time
I was looking for the source:
I got heaven.

Stormy clouds
Sails in the blue sky.

Riyueren

Per Giuliana

Reflection
Nella tua chiusa dimora
Assapori silenzi di luce

Tace ogni rumore
Il mondo volta il passo
In direzione opposta
Al tuo sentiero

Il tuo nome si spegne come un fiore
ma un seme vive ancora nei miei occhi:
Il tuo sguardo pieno di voci
Il suono fragile delle tue parole

Riyueren
Giuliana
Giuliana Traverso – Donna e Fotografa – 23 Dicembre 1930 – 14 Aprile 2021 Foto scattate a Sestri Levante nel 2012 durante le letture del Portfolio “Penisola di Luce”

Ancora non posso crederci. Non ho mai pensato che anche tu potessi andare via, ti ho creduta eterna, sapevo che c’eri e me lo facevo bastare. Certo – e non te l’ho mai detto – mi costava non venire a trovarti, non poterti telefonare: tanto la tua voce si faceva più fievole, quanto il mio udito andava peggiorando; non volevo amareggiarti: te la prendevi con la tua voce e ti addoloravi per me. Ho sbagliato: perdonami.Mi sei mancata tanto prima e adesso ancora di più.

Mi hai insegnato in quel modo tutto particolare e tutto tuo, ricordi? Credo di poter riassumere tutto in una frase sola: “Hai liberato il mio sguardo”.

Mi dicevi che io vedevo cose che gli altri non vedono e che era quello che dovevo fotografare. Continuerò a farlo, Giuliana, e tu vedrai attraverso i miei occhi.

Giuliana Traverso

Lanfranco Colombo

Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana e Lanfranco
Giuliana Traverso e Lanfranco Colombo (1924 – 2015) nella loro casa genovese

Un sole nebbioso (Misty Sun)

Misty Sun
Sole Nebbioso (Misty Sun)

I

Un sole nebbioso, imitando la luna
S'impiglia fra i rami più alti,
Irraggiungibile nel suo incavo azzurro.

Nelle mani ho lettere rugose,
Avanzi di sopravvivenza,
Parole non nate ancora
Soltanto forme sciolte
Libere da labbra e foglio
Irraggiungibili nel cavo del silenzio.

II

Al di là dei vetri, il vento
L'inquietudine è il suo lavoro
La calma dissolve le sue strade
Il Drago della pioggia ha un suo segreto
Teme il fuoco
anche quando lo spegne con un soffio

Noi siamo acqua e fiamma
Ancora non sappiamo
Quando essere incendio o temporale.

III

Sono gli ostacoli che rivelano la natura del vento.

Riyueren
Misty Sun
Misty Sun
Misty Sun
Misty Sun
Segni
Segni
Segni

(Che cos’è) la Bellezza?

Suncatcher in the morning

Suncatcher in the morning
Suncatcher in the morning
Aurora

Che cos’è la Bellezza, quella che io ho sempre definito “effimera ma non fragile”? Che cos’è “il bello” per me? Me lo sto chiedendo da diversi giorni, da quando la prima foto lassù, pubblicata come copertina sul mio profilo Facebook, ha fatto battibeccare due persone che conosco (ma che non si conoscono fra loro) mentre io restavo prudentemente in silenzio.

Forse dovrei chiedermi “che cos’è bello per le altre persone”.

Una delle due ha criticato il panorama, l’altra è intervenuta dicendo che è una questione di sensibilità e che ognuno di noi vede le cose a seconda della sensibilità che ha. A questo punto l’altra ha replicato che allora evidentemente lei non era sensibile allo stesso modo definendola ‘”arbiter elegantiae”. Per fortuna la cosa non è continuata ma io ho continuato a pensarci sopra.

A dire il vero io non avevo nemmeno preso in considerazione l’estetica del quartiere di periferia dove vivo: avevo semplicemente visto, nell’ordine: il sole che stava sorgendo, il colore rosato della collina, il piccolo punto luminoso del mio cristallo-cuore, il drappeggio della tenda della mia camera da letto e il modo in cui la luce metteva in risalto la forma delle pieghe. Anzi, forse non ho nemmeno visto “un ordine delle cose”: come mio solito ho abbracciato tutto insieme nello stesso tempo e ho scattato.

Bello è tutto ciò che mi dà un’emozione e nello stesso tempo dà voce ( o luce, scegliete voi) alle mie emozioni, quelle che mi porto dentro e che hanno sempre bisogno di esprimersi, altrimenti la mia anima implode.

Bellezza è Armonia, ma è qualcosa di diverso dall’estetica, dalla linearità delle forme. Insomma, “bello” non vuol dire “perfetto”. Non per me, almeno.

Bello è quando i frammenti si ricompongono, ognuno al suo posto, come gli elementi di un puzzle, ma non sono certo tutti uguali, come non sono perfette le tessere di un mosaico antico.

Ma soprattutto la Bellezza per me è Meraviglia, oh, non sto parlando della mia meraviglia, io intendo quella delle cose, sono loro che si meravigliano quando la luce viene a renderle consapevoli del loro esistere: è una meraviglia gioiosa di cui rendono partecipe il mio sguardo.

E allora è come se anche in me si accendesse una luce.

Le radici

Se noi ora siamo è perché loro sono stati. Nessuno di noi può dirsi veramente solo, perché in noi sono molti quelli che ci hanno preceduto. E quando scrivo “in noi”, intendo realmente dentro di noi, nelle cellule del nostro corpo, nel nostro stesso sangue e probabilmente anche nell’anima. La nostra essenza ha origine dalle loro scelte.

Ho deciso di realizzare un video con le foto che facevano parte del portfolio che aveva vinto nel 2012 la sesta edizione del Portfolio al mare Penisola di Luce a Sestri Levante. Sono i volti di una parte della mia famiglia: di loro so quello che mi raccontavano soprattutto i miei nonni.In queste settimane mi sto destreggiando tra atti di nascita, nozze e morte, per lo più microfilmati: di alcuni avevo qualche foto, di altri nemmeno il nome e così ho pensato di cercare almeno quello: loro sono in noi memoria soprattutto fisica, il resto è lasciato, purtroppo, alla nostra curiosità, al nostro voler conoscere, altrimenti per loro è solo l’oblio. E forse è questa la vera morte, non essere più nemmeno ricordo.

Dato che il ramo paterno è pressoché completo, grazie al lavoro di un cugino, mi sto concentrando sulla ricostruzione di quello materno. Ho potuto vedere, per ora solo in foto, ma non vedo l’ora di andarci di persona, dove era nata mia nonna: esiste ancora, a Rossiglione, la cascina Gargassino. Ho potuto dare finalmente un nome alla sua mamma, la mia bisnonna, morta a soli 33 anni: Maddalena. Ho scoperto che la loro casa è vicinissima ad una piccola chiesetta dove ho sempre amato sostare. E’ a lei che voglio dedicare questa ricerca che mi emoziona così tanto. A lei e ad un fratello del mio bisnonno paterno Andrea (tant’è ho curiosato anche nei registri di San Martino di Lupari in provincia di Padova) di cui ho scoperto per puro caso, cercando l’atto di morte della mia quadrisavola Domenica Gelain nel 1878, nell’elenco dei defunti dello stesso anno, la morte a soli 9 anni: si chiamava Bavaresco Giuseppe e ho provato un’immensa tenerezza per questo bimbo.

Non voglio ricostruire semplicemente un albero genealogico, voglio raccontare di loro tutto quello che so e passarlo a mio figlio Giovanni, soprattutto ora che vive in Germania: voglio che sappia chi siamo e da dove veniamo. Siamo contadini (villici, è scritto sui registri veneti, contadini invece in quelli genovesi) qualche giornaliero, alcuni calzolai, qualche tessitrice e molte “donne di casa”. E pure parecchi analfabeti o illetterati. Ed io ne sono orgogliosa. Spero che loro lo siano altrettanto di me e di lui.

Involucri di Tempo

Clessidre
CLESSIDRE

Involucri di tempo
Dove la sabbia è pioggia
Che non bagna

Fragili di parole
I confini di vetro
Fra i miei sogni

Questo silenzio è un ramo
Un nido di stagioni
Il fiore di ogni giorno
Il seme di ogni notte

Si capovolge il cielo
Torna ad essere terra

Il Tempo è sabbia
E nel mio corpo scorre
Insieme al sangue

La fine è inizio e l’inizio è fine.

Riyueren
Meditation

Ora che la tempesta… (28 Dicembre)

It's snowing
 
 Ora che la tempesta è un poco quieta
 anche se ancora ringhia, non doma, come un lupo
 Ora è il momento di chiedere alle foglie
 quanto pesava il vento lungo il volo
 se aveva mani delicate o rozze
  
 È tempo di sapere
 quanti respiri anch'io devo cantare
 prima di riabbracciare le radici
 quando il mio sguardo germoglierà la neve.
  
 Riyueren 
It's snowing
It's snowing
It's snowing

It's snowing

Hearts

Vorrei che queste foto, elaborazioni e immagini, così lontane dall’idea del Natale scintillante e rosso a cui siamo abituati da una vita, portassero al vostro sguardo quella parte di me che, pur restando sempre di più solitaria, vi pensa con affetto e vi augura per queste feste e per l’anno a venire, tanta serenità e, visti i tempi, tanta salute.

Dove si posano gli occhi, lì si nasconde uno specchio che ci dice da dove veniamo, chi siamo e dove stiamo andando: è così che le immagini diventano visioni interiori e ci aiutano nel cammino della nostra vita.

Occorre solo restare aperti nel cuore e nello sguardo. ❤

Heart
Heart (processed image)
Heart
Heart
Heart
Heart
Heart (Suncatcher)
Heart (Suncatcher)
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