Al di qua del vetro.

Al di qua del vetro.

 

Al di qua del vetro.

Al di qua dei vetro, un volo non sospeso, solo un po’ curioso del mondo che sta fuori, incantato dai colori che scaturiscono dall’incontro del sereno con la pioggia ( e le lenzuola del letto da rifare).

Al di qua del vetro ci sono anch’io (invisibile, con quella piuma leggera fra le dita e fotografo con una mano sola sino a sentire dolore per il peso) io che non sono vista ma vedo.

Al di là del vetro il sole asciuga gentilmente le gocce di pioggia con una luce delicata come le ali di una farfalla.

Tutto è presenza.Tutto è respiro.Significa che c’è vita comunque e dovunque.

Nonostante noi, l’infinito continua ad essere infinito…semplicemente l’orizzonte si fa un po’ più vicino.Quasi bussa sui vetri con mani di pioggia e di luce: sei pronta per aprire? pronta per volare con quell’unica piuma? Sì, ma tu dammi un cielo di colori.

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

Rosso e silenzioso: solo alcune foto di un lavoro più ampio. Credevo che il silenzio fosse in bianco e nero e invece ho scoperto che è rosso. Sicuramente dovrei comunicare visivamente un po’ meglio, mi dispiace. Solo la mia vita ed io, la mia fotografia ed io, sappiamo perché non può che essere rosso, il silenzio.

Che ciascuno ci veda quello che vuole, è il destino delle immagini, del resto: a volte dicono molto, a volte dicono nulla, a volte dicono cose diverse da quello che ci aspettavamo, da quello che volevamo dire (e questo succede anche a noi che le abbiamo “viste”, non solo a chi le guarda). Di sicuro parleranno a ciascuno di noi: io non dirò altro, cercherò di ascoltare la voce del silenzio rosso.

E delle cicatrici gloriose di cui mi ha parlato uno scanner che stavo utilizzando per tutt’altro.

Still… lives.

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

 

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

 

Rosso e silenzioso (red and silent)

 

Cicatrici Gloriose (Glorious Scars)

 

Rosso e silenzioso (red and silent)

 

Umbrae

L’altro giorno ho portato un po’ in giro la mia compattina, la Nikon coolpix P5000, quella con cui ho iniziato a fotografare nel 2008.Ho lasciato riposare la D610 … e anche le mie spalle.:)

C’è un’altra realtà all’interno della realtà visibile e forse una compattina aiuta a vederla meglio. Così sono nate queste “umbrae”, rigorosamente sotto casa e col sole a picco del mezzogiorno. Che cosa sono? non sono certo foglie e rami, tronchi d’albero, gradini o… me che fotografo me stessa insieme alla realtà visibile: è uno stare sulla soglia, per ora, è uno sguardo che si affaccia su luoghi noti che però si rivelano “altri” e ancora sconosciuti.

Sconosciuti… per ora.😉

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

Umbrae (Shadows)

 

Umbrae ( Shadows)

 

My balcony

Ormai ho perso il conto degli anni in cui il mio poggiolo è rimasto spoglio.Ho deciso di rimediare ed ora eccolo qui.  Ho lavato per bene anche le mollette che ora… sono appese ad asciugare se stesse:)
My balcony

In realtà questo è più di un poggiolo. Ho creato un nido tutto per me Ci sono mondi incantati, fiori… “magici”, colori in cui mi rispecchio..e persino un giardino zen rigorosamente fatto in casa.

Ecco quello che ho “visto”.

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony

 

My balcony