“Ma il mio sguardo ancora cammina…”

Dreamstones

Erano sette gli alberi di amarene
Sette nuvole bianche in primavera
Ora due li nasconde
l’erba fitta e leggera
Gli altri cinque muoiono piano
incalzati dal vento e dai funghi

Ma il mio sguardo ancora cammina
su petali bianchi:
la memoria dei semi ricopre
il dolore del prato.

Riyueren

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Fotopoesia

Tre mesi di orizzonte

A tre mesi di distanza dal crollo, il mio orizzonte è sempre spezzato.

In un mondo dove si preferisce innalzare muri tra i popoli è inevitabile che cadano i ponti. E ogni volta che vado sul poggiolo l’orizzonte mi insegna qualcosa sulla vita, su di me… la speranza è un ponte che unisce la realtà ai sogni.

Scrivo qui sempre più raramente, lo so. Sono in un momento di silenzio: è l’unico modo che conosco per guardarmi dentro. Lo sto facendo da un po’. Mi piace. Ne ho bisogno.

 Ponte Morandi (Genova)

 

Ponte Morandi (Genova)

 

Ponte Morandi (Genova)

 

Ponte Morandi (Genova)

Tutte le ombre del vento

Tutte le ombre del vento

Lo stesso muro di cemento, alberi, le foglie degli alberi, il vento, le diverse ore del giorno, la luce del sole, la luce dei lampioni, un Huawei P10, il mio sguardo.

Un muro non è sempre un muro o non è soltanto un muro. Può diventare la tela di un quadro straordinario incredibilmente mutevole. Il vento può trasformare il muro in uno spartito musicale dove la luce gioca i suoi ritmi di ombre.

E tutte queste geometrie modellano il mio sguardo, contengono i miei pensieri, armonizzano le dissonanze della mia anima.

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

La Fotografia è un filo rosso…

… nei labirinti del mondo.

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

Un filo rosso che lega il mio cuore al cuore di tutte le cose e mi insegna che c’è sempre un lato nascosto, ben visibile ma che nessuno vede, non per problemi di vista ma semplicemente perché non ci pensa.

In questo caso specifico, complice la struttura messa a disposizione delle mie foto…ho potuto prendere in considerazione il lato B di questa mia piccola mostra.

 

Guci … o della Bellezza

Rainbow

Per parlarvi di Guci ho voluto iniziare con l’arcobaleno dell’altro giorno, perché è insieme sorriso e speranza, esattamente come Guci: un cane arcobaleno, più che un meticcio. Guci “indossa” i suoi numerosi incroci come i colori del mio arcobaleno.

Guci

Ho conosciuto Guci al Buoncanile, andando a trovare Spritz: gli sono grata per aver tenuto sotto alla sua ala (ala, sì, altro che zampa) protettrice quello che oggi è diventato il mio amico e compagno.

 Guci e Spritz

Vi premetto che se solo avessi avuto uno straccio di giardino e fossi stata più giovane non avrei mai scritto questo post e Guci sarebbe qui con noi insieme al piccolo Spritz. Purtroppo non mi è stato possibile prenderli entrambi.

 Guci e Spritz

Così sono qui a scrivere per farvi conoscere Guci e la sua storia, nella speranza che qualche mio lettore ligure (è adottabile solo in Liguria) si innamori di questo cane meraviglioso tanto da offrirgli finalmente una casa e tanto amore.

Guci

Guci ha circa 6 anni, maschio, taglia media,viene dal canile di Palermo.

Guci

Insieme al suo compagno Mosca, che è già stato adottato, viveva in strada con il suo padrone, un clochard di nome Fia. Quando Fia è morto, Guci e Mosca lo hanno vegliato e protetto. Trovate più informazioni qui, perché la loro storia era finita anche sui quotidiani.

Guci

Guci è in canile a Genova da un anno.

Quando ho chiesto il perché, mi è stato risposto: “Perché alla gente non piace”. Una volta di più ecco che devo stupirmi per l’incapacità di “vedere”delle persone.

Guci

Guci “non è bello”. Ma secondo quali criteri? La Bellezza, a mio avviso, è al di sopra di criteri e canoni. E c’è una bellezza che è solo apparenza, esteriorità, una bellezza che spesso non dura. Poi c’è la Bellezza interiore, che è come una luce che brilla anche quando l’esterno, l’involucro, per capirci, è irregolare, dissonante. In questo caso, un insieme di razze canine su di una “base” pastore tedesco. E non abbaia: il suo latrato è un po’ come una specie di singhiozzo, quindi non è nemmeno un cane rumoroso.

Guci

 

Guci

Guci è armonioso, solare, competente (proprio perché viveva in strada) e senza problemi, in grado di stare con altri cani, bambini, anziani…ovviamente in una famiglia dinamica, che lo porti fuori a correre ma che soprattutto lo ami.

Guci è un cane che sorride.

Qualcuno di voi, amici, vuole dargli una chance?

 Guci

Visioni

Sculture (Gianfranco Timossi)

Nei tempi antichi era assai comune un modo di pensare molto diverso dal nostro: quando oggi se ne parla, specie facendo riferimento a popoli lontani o nel tempo o dalla nostra realtà quotidiana, lo si definisce, forse con un po’ della nostra supponenza da esseri civili (che poi su questo “civili” ci sarebbe da dire) “pensiero magico”.

Non era esattamente un pensiero, era qualcosa di più, era anche uno sguardo, era soprattutto un “vedere”.

Così i nostri antenati sapevano che i boschi erano pieni di creature semidivine, anzi, meglio, gli alberi (ma anche le acque, dalle sorgenti ai fiumi) erano creature loro stessi.

Invisibile non vuol dire inesistente, significa semplicemente che i nostri occhi non riescono a vederlo.

Forse gli occhi non bastano. Forse ci vuole qualcosa di diverso in aggiunta.

Gianfranco Timossi non solo è in grado di “vedere” ma anche di mostrare agli altri quello che lui vede, cosa che solo un vero artista è in grado di fare.

Le sue sculture sia in pietra sia in legno (solitamente tronchi di ulivo) sono qualcosa di straordinario, testimonianza di un pensiero che è in grado di rendere visibili altre (e alte) dimensioni.

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Consumazione

Colors

Scivola ogni parola al posto giusto,
non cade: incede. Su pagine di marmo,
gradini silenziosi
e bianchi.

Un sipario di fogli
Un teatro di pensieri
Un soffio

Ma poi,
che cosa resta
della polvere
dopo che il vento è andato?

Riyueren

 

Colors

 

Colors

 

Colors

 

Colors

In questa tastiera nuova ogni singola lettera o numero o segno viene rivelata da luci sottostanti, colorate e mutevoli: mi hanno detto che viene adoperata per i videogiochi ma io me ne servo per pensare.

In questo momento particolare della mia vita la presenza di Spritz è come questa luce mutevole, colorata, sottostante:  rivela a me stessa la mia più intima essenza.

Io sono come questi segni sui tasti neri: abrasioni,in fondo, ferite da cui scaturiscono parole.

La mia luce è Spritz.

Spritz: un amico e un compagno.

Spritz

Finalmente abbiamo adottato, o meglio, siamo stati adottati, dal piccolo Spritz. Con oggi sono già tredici giorni che è a casa con noi: intelligentissimo, dolcissimo, tenerissimo ma anche con una sua personalità molto fiera.

In questi 13 giorni la nostra vita è decisamente cambiata, soprattutto la mia: ho dovuto riorganizzarmi completamente. Mi ritrovo infatti non con un cane, ma con un personal trainer, da quanto Spritz ama camminare ed esplorare il mondo nuovo che ha attorno: alla fine ho scaricato sullo smartphone un contapassi: mi fa superare i 6000 passi e bruciare oltre 400 calorie al giorno.

Da buon randagino, ha più paura delle auto che della macchina fotografica così posso approfittare della sua disponibilità.

Camminare con lui, anche nella vita, è qualcosa di straordinario.

Spritz

 

Spritz

 

Spritz

 

Spritz

 

Spritz

Secca, come una fontana senz’acqua…

Villa Borzino (Busalla)

Secca, come una fontana senz’acqua,
è la mia bocca: io non ho più parole.
Ricordi? con la voce ti abbracciavo
più che con le mani
e costruivo nidi di pensieri
per riposarti i sogni.
Mi ha prosciugato l’anima, il dolore,
ma io, nella tua assenza,
e nel silenzio,
affogo.

Riyueren

 

(foto scattate presso Villa Borzino, Busalla)

Villa Borzino (Busalla)

 

Villa Borzino (Busalla)

 

Ombre