Al cuore di una foglia

Usa quello che hai. Quello che vedi: chiedigli di mostrarti quello che non vedi, di insegnarti quello che sa del suo e del tuo cuore. Usa la luce che trovi: è un fiume inesauribile, impara a distinguerla quando è ancora un sottile filo dorato. Cerca le ombre: anche quelle che ti si allungano dentro come strade oscure.

Usa tutto quello che hai. Va bene anche il Dolore.

Usa tutto. Tutto quanto. E cerca te stesso. In ogni cosa. Ma soprattutto in te. E quando hai trovato tutto questo, lascialo andare.

E restituisci.

Leaf heart

 

Leaf heart

 

Leaf heart

 

Leaf heart

 

Leaf heart

 

The Lights I love

The lights I love

Nella stanza al mattino
sorge prima il silenzio,
poi viene il sole:
camminano insieme
piccoli passi di luce
sino a che l’intera parete è percorsa
di orme splendenti,
occhi che leggono in cuore.

Mentre il sole va altrove e tramonta
la parete si spegne:
nella stanza rimane il silenzio
a vegliare il mio tempo e i miei sogni.

Riyueren

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

Sono le luci che amo, quelle che entrano nella mia camera da letto e dilagano sull’intera parete che ho di fronte illuminandola solo nei mesi estivi.

Hanno colori diversi, a seconda di dove si posano.

La prima volta che le ho “viste” (eppure c’erano da anni, vivo qui dal 1980) era nell’agosto del 2011: da allora è tutto un gioco di specchi e di sguardi.

Lavori in corso (non temere le ombre, giocaci insieme)

Lavori in corso (d'ombra)

Da bambina avevo paura del buio, quindi ricordo che per andare a prendere le cose in dispensa accendevo tutte le luci: quella del corridoio, quella dell’ingresso e per ultima quella della dispensa. Fin qui, la cosa era normalissima: tutti i bambini hanno più o meno paura del buio.

Meno normale era invece che io se per caso mi svegliavo di notte chiamassi la mamma perché accendesse la luce nella mia camera: avevo paura di essere diventata cieca e restavo nel letto terrorizzata sino a quando la luce non mi dimostrava il contrario. Fu da allora che mia madre decise di lasciare un piccolo lume acceso nel corridoio tutta la notte, anche perché, povera donna, giustamente voleva dormire in santa pace. Ormai non ho più bisogno di quella lucina accesa… avrei invece bisogno della luce della mia mamma ma quella si è spenta ormai da tanti anni…

Le ombre, invece, mi hanno sempre incuriosita: le vedo come la soglia di un mondo fantastico, un mondo pieno di luce e di cose (tutte da scoprire), perché senza luce le ombre delle cose non esisterebbero.

E non parliamo poi delle forme che hanno. Se infine ci si mette di mezzo anche un poco di vento e le ombre si muovono pure, anzi, quasi danzano… fotografarle diventa una specie di gioco, anche se ti ritrovi in una stazione ferroviaria e sei in attesa del treno (e le persone intorno guardano tra l’incuriosito e lo scettico che cosa stai fotografando, perché non vedono nient’altro che dei semplici lavori di ristrutturazione della banchina).

Se le ombre mi chiamano e m’invitano a giocarci insieme… io non mi tiro certo indietro.

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

Flying on a magic carpet around planets and their satellites (video)

Il titolo è interamente di Cantus_firmus, come sua è la musica.

Regalo a tutti voi questo video così come a me è stata donata questa musica:  ho offerto le mie foto perché diventassero le ali di Cantus_firmus, finalmente visibili al mondo, ma soprattutto a Cantus.

Ma chi è, Cantus? se vorrà, si paleserà qui tramite un commento oppure deciderà di restare invisibile comunicando con noi attraverso la sua musica. Per me è un’anima magica quanto il suo tappeto volante, straordinaria quanto il suo volo…Cantus_firmus…nomade del cielo, anima senza fine, come il suo amato universo che continuamente si genera e si dissolve per tornare a rinascere nella luce di una stella.

In the heart color

 

In the heart color

 

In the heart color

 

In the heart color

 

Flying on a magic carpet around planets and their satellites

Light Games

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

Non c’è nulla di più stimolante dell’avere a che fare con dei confini ( nella fattispecie quelli di una fotocamera compatta) e trasformarli in orizzonti. 🙂

I limiti sono fatti per osare. E per essere superati.

Guardate un po’ questi video: qui dai limiti è nato un volo straordinario.

Un’emozione è…

Water Lights

Un’emozione è come il vento: se presti attenzione sai da quale direzione viene e verso dove si allontana, ma non ne conosci il luogo di origine, non sai dove si nasconde la sua sorgente … certo è nell’anima, nel cuore, nella mente, ma resta invisibile, non la puoi toccare o vedere… se non con l’anima, con il cuore, con la mente. Come il vento, ti porta profumi, odori, nuvole oscure di pioggia o colorate, può rendere il cielo sereno o tempestoso.

Un’emozione ti accarezza, ti culla, ti fa tremare come un fiore sul suo stelo o ti strappa via dal ramo come il vento fa con le foglie, ti fa vedere il sole o te lo nasconde.

Un’emozione deve avere un nome, ha bisogno di una strada di parole su cui camminare e di orizzonti in cui specchiarsi per diventare pensiero: solo così può alzarsi (e alzarti) in volo.

Un pensiero in volo, quando è condiviso, ritorna ad essere emozione… nell’anima, nel cuore, nella mente. E da quell’emozione, non più tua, nasceranno altri pensieri, altre ali, altri voli.

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights