Non visibili voli

Invisibili voli

Colmo di voci il mio silenzio vive,
nei ricordi muti degli occhi:
fragili voci, tremule di tempo,
piume del mio respiro,
in questa gabbia – intreccio
di voli non visibili.

Voci senza parole,
come il ceppo dell’olmo sulla strada:
ogni giorno mi parla con lo specchio
delle sue radici
che la terra nasconde
a gente d’asfalto e di rumori.

Riyueren

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

L'olmo

Le ombre dei sogni

Dream shadows

Sopra il mio guscio il Tempo imprime solchi
così profondi che non ti so mostrare.
Non ho cornice d’alberi o di mani
per meglio offrirti un cielo di conchiglia.

I sogni che per te ho sognato
ti ho visto cancellarli a uno a uno:
senza guardare… e avevi gli occhi aperti.
Ma tutto è buio, per chi non sa vedere.

Riyueren

Dream shadows

In Villa Durazzo Pallavicini: Presenze n°2

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

Solo poche righe e alla fine del post.  Le “presenze” hanno solo bisogno di sguardi che siano abbracci e carezze. Hanno bisogno non di parole, perché si fanno troppi discorsi, oggi, nel mondo: le “presenze” hanno bisogno di silenzio e di ascolto.

E l’amore è tutto questo: sguardo, silenzio e ascolto.

E chi l’ha detto che tutto questo non sia anche parola? ci sono parole senza suono ma con tanto cuore .

Ps. Le foto sopra sono state scattate agli esterni della Coffee House in Villa. Vi segnalo qui le ultime iniziative.

18 giugno ore 10: i significati esoterico-massonici del parco

 

Aperitivo in Paradiso: 25 giugno ore 19:15

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze

Da una sponda all’altra

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano.

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

Da una sponda all’altra, ombre
e solo di passaggio
corrono a ricordi d’acqua.

Il pensiero di te
lega la riva del mio giorno
alla sabbia della notte.

Cammino.
Cadono le foglie
dal ramo disadorno del mio cuore.

Ma la speranza è un ponte
che mi riunisce al tempo che era nostro.

In fine, bagnata dalla luce,
questa mia strada è un’onda
che mi porta al largo
senza bisogno d’ancora e di vela.

Riyueren

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano sul Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano sul Lago Grande

 

Il mosaico della vita

Villa Durazzo Pallavicini: Nel Viale Gotico

 

“Non calpestarmi, danzami
Non aspettarmi, incontrami”

 Villa Durazzo Pallavicini: La grande terrazza

 

Villa Durazzo Pallavicini: La grande terrazza

 

Villa Durazzo Pallavicini: Coffee House ( pavimento: esterno)
Villa Durazzo Pallavicini: Coffee House (pavimento: interno)

 

Villa Durazzo Pallavicini: Coffee House (pavimento: interno)

 

Villa Durazzo Pallavicini: Coffee House (pavimento: interno)

 

Villa Durazzo Pallavicini: Coffee House (pavimento: interno)

 

Villa Durazzo Pallavicini: Coffee House (pavimento: interno)

“Non calpestarmi, danzami. Non aspettarmi, incontrami” : sono le parole che voglio legare a queste foto ( il Viale Gotico e i particolari dei pavimenti esterni e interni della Coffee House in cui il Viale Gotico termina per confluire poi nel Viale Classico).

Le lego alle foto ma in realtà è la Villa a legare me. E ormai sono sotto incantesimo da tempo: qui, dove i miei occhi si sono posati per primi, poi i miei passi subito dopo, si cammina sopra a un essere vivente, perché così è ogni giardino ma in special modo questa Villa.

Stasera voglio condividere letteralmente i miei passi, cioè i pavimenti su cui ho camminato, ma in realtà è stato come danzare. Alla Villa si va incontro, non si può stare fermi.

Così è nella vita, quel mosaico di giorni di cui non siamo che una  tessera, un semplice tassello colorato…eppure così unico…

Dobbiamo danzare e andare incontro.

Le fontane senz’acqua

Dreamstones

Come riesce a vivere, una fontana senz’acqua? è ancora una fontana, o deve cambiare nome? Le statue guardano altrove o forse si guardano dentro, ma alle due fontane di cui sono parte essenziale voltano le spalle. Sentiranno la mancanza della voce dello zampillo centrale, quando ricadeva frammentandosi in mille rivoli sonori? o forse si accontentano dei canti degli uccellini assetati che vanno a visitarle comunque?

Qualcuno ha aggiunto violenza all’abbandono e all’incuria: alcune statue recano su di sé sfregi di parole, come cicatrici oscene.

Spero che stamattina il mio sguardo abbia riempito quelle due fontane se non di acqua, almeno di amore e di rispetto.

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

Ps. Per gli amici genovesi, queste sono le statue delle due fontane vuote nei giardini di fronte alla stazione Brignole.

 

Street

Genova

Posso fotografarti? Ne ho il diritto? Posso prendere il tuo dolore, la tua gioia, la tua anima, il tuo sguardo… e mostrarlo e condividerlo con il mondo?

Forse non sai nemmeno che quando non ti metti in posa il mio occhio coglie tutto di te, quello che non vorresti mai far vedere e anche quello che neppure tu vedi.

Ti fotografo di nascosto, ti derubo di un sorriso, approfitto di un momento di debolezza, di disperazione, di umiliazione (rendendoti pure ridicolo)… e magari me lo vendo anche?

Mi dispiace, ma la street non fa per me: preferisco fotografare la gente per strada o così in controluce o semplicemente con gli occhi.

Oggi ho visto un signore seduto quasi per terra, con due cani, non sembrava chiedere l’elemosina, benvestito, forse era seduto lì ad aspettare qualcuno. Un cane era molto fiero, taglia piccola come il mio Sunny, manto nocciola, coda diritta, dominante, attento; l’altro nero, anche lui ( o lei?) piccolo, accovacciato ai piedi del padrone. Quel signore era bellissimo: cappello, occhiali, barba e baffi bianchi e soprattutto sedeva nella luce radente del tardo pomeriggio, quella che rende preziosa ogni cosa su cui si posa. Il viso era sereno, lo sguardo dolce, probabilmente se io avessi tirato fuori la mia piccola Lumix Lx 100 non avrebbe detto nulla… ma io non l’ho fatto. Già mi sembrava di avergli rubato questo suo momento con i miei occhi.

Oggi ho visitato alcune mostre di fotografia, una decisamente di street: belle foto, belle inquadrature, molto meno bella la luce in stampa che in proiezione (questa è una fregatura del digitale, temo). Quella di Bresson, stupenda, era decisamente al contrario: proiezione “spenta”, originali con una luce specialissima ( e qui l’analogico dice la sua e la dice più che bene).

Mi piace, quando posso, andare per mostre: non soltanto imparo cose, metto anche a fuoco i miei pensieri e le mie intenzioni sugli scatti futuri.

Ovviamente alla fine ho fatto un po’ di street. A modo mio. 🙂

Genova

 

Genova

 

Genova

 

Genova

Ps. Oggi si fotografa di tutto, senza permesso, si pubblica ovunque e senza riflettere. Io dico che dove non c’è pensiero non c’è il rispetto. L’amore, poi… sta diventando una cosa da alieni. E non solo in fotografia.

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

Il tempio sembra galleggiare sull’acqua del Lago Grande, mentre la luce si diverte a creare scenografie mutevoli a seconda dell’ora del giorno. Ed io mi chiedo: nelle notti d’estate, quando la Villa è chiusa, quando i visitatori se ne sono andati… le lucciole prenderanno possesso di questo luogo d’anima? le immagino danzare fra i tritoni che eternamente soffiano nelle loro conchiglie ( e mi sembra addirittura di poterlo sentire, questo suono, io che sempre di più m’inoltro nel silenzio, mentre la luce mi guida, mi dice “è qui, nasce da qui, ascolta”).  Ci sono delle voci, nelle ombre e nelle luci che io vedo ma non so se riuscirò mai a condividere questi suoni.

Certo è che la luce si posa sui Tritoni come una farfalla sui fiori. E le ombre diventano dolci come il miele.

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

 

Villa Durazzo Pallavicini: Tritons

Villa Durazzo Pallavicini (nel giardino di Flora, il Paradiso)

Villa Durazzo Pallavicini

In Villa Durazzo Pallavicini

 

In Villa Durazzo Pallavicini

 

In Villa Durazzo Pallavicini

 

In Villa Durazzo Pallavicini

 

In Villa Durazzo Pallavicini

 

In Villa Durazzo Pallavicini

 

Nel Giardino Segreto

Se sapessi intrecciare le parole
io ne farei un cestino
e me ne andrei nei campi
a cogliere le erbe del silenzio,
le fragole selvatiche dei sogni
le corolle di luce in fondo all’ombra.

Poi strapperei i tuoi rovi dal mio cuore.

Riyueren