La Realtà è una superficie di nuvole

La Realtà è una superficie di nuvole

Ovunque io lo posi, il mio sguardo incontra superfici: lisce o ruvide, oscure o luminose, povere o preziose. Forme, non essenze: bucce, cortecce, corazze. Le posso vedere, toccare, annusare. Posso infrangerle, sbatterci contro, mi ci posso immergere, dar loro un nome: realtà.

Ma se poso il cuore e la mente sul mio sguardo ogni forma si dissolve: la realtà è una superficie di nuvole.

Al suo interno danza l’intero Universo: un’unica essenza a cui non servono nomi e che tutti ci contiene.

Sono anch’io una superficie di nuvole.

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

Crisalide del mio sguardo

Questo accade: qualcosa in me si nutre dei miei dolori, delle mie gioie e poi si avvolge ( e mi avvolge) in un bozzolo di emozioni. Ed io divento una crisalide sconosciuta a me stessa, un silenzio che muta in parole, a volte, ma sempre più spesso in immagini. Sono parole e sguardi che volano via mentre io, ancorata ad una me stessa a cui in fondo non appartengo, perché somma indesiderata di memorie insipide, li guardo allontanarsi nella speranza di poterli seguire anch’io, un giorno. Che poi alla fine tutto non è che un volarsi dentro.

Della mia casa reale conosco ogni luce e ogni ombra, so gli angoli dove si posano meglio le stagioni, quando la pioggia è meglio del sole e viceversa, quando persino la polvere ha qualcosa da illuminare che sia una forma… o un’assenza. Quello che ancora ignoro e quindi ricerco è quanto questa casa esteriore sia simile alla casa che ho dentro.

 About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

Parole fra neve, alba e tramonto…

Il Tempo corre, le ore si infrangono, le giornate sono scogli appuntiti. Lo sguardo arriva a sera così stanco… vorrei addormentare anche il mio respiro e vedere se almeno lui riesce a sognare ancora.

 Poesia (black on white)

Le parole sono come i petali di un fiore, perdono i colori,avvizziscono, il profumo svanisce, poi cadono: forse lo stelo resiste un poco ancora.
Scende la neve: com’è bianco, il dolore. E quanto è calda, la solitudine che ne ricopre i semi.

Neve

Il tramonto e l’alba rendono diverso uno stesso luogo. Guardare è conoscere ma conoscere non sempre è accettare. Si scrive con la luce ma la luce scrive con le ombre. Anche dentro di noi.

Sunset (Coronata)

 

Dawn (Coronata)

Non sono che parole, fra neve, alba e tramonto. Un poco piegate. Ma non si spezzano. Non ancora. E non credo che lo faranno. Sarà perché mi appartengono. Sono mie. Sono me.

Neve

 

Sunset (Coronata)

 

Poesia (white on black)

Tre mesi di orizzonte

A tre mesi di distanza dal crollo, il mio orizzonte è sempre spezzato.

In un mondo dove si preferisce innalzare muri tra i popoli è inevitabile che cadano i ponti. E ogni volta che vado sul poggiolo l’orizzonte mi insegna qualcosa sulla vita, su di me… la speranza è un ponte che unisce la realtà ai sogni.

Scrivo qui sempre più raramente, lo so. Sono in un momento di silenzio: è l’unico modo che conosco per guardarmi dentro. Lo sto facendo da un po’. Mi piace. Ne ho bisogno.

 Ponte Morandi (Genova)

 

Ponte Morandi (Genova)

 

Ponte Morandi (Genova)

 

Ponte Morandi (Genova)

Tutte le ombre del vento

Tutte le ombre del vento

Lo stesso muro di cemento, alberi, le foglie degli alberi, il vento, le diverse ore del giorno, la luce del sole, la luce dei lampioni, un Huawei P10, il mio sguardo.

Un muro non è sempre un muro o non è soltanto un muro. Può diventare la tela di un quadro straordinario incredibilmente mutevole. Il vento può trasformare il muro in uno spartito musicale dove la luce gioca i suoi ritmi di ombre.

E tutte queste geometrie modellano il mio sguardo, contengono i miei pensieri, armonizzano le dissonanze della mia anima.

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

La Fotografia è un filo rosso…

… nei labirinti del mondo.

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

 

La Fotografia è un filo rosso

Un filo rosso che lega il mio cuore al cuore di tutte le cose e mi insegna che c’è sempre un lato nascosto, ben visibile ma che nessuno vede, non per problemi di vista ma semplicemente perché non ci pensa.

In questo caso specifico, complice la struttura messa a disposizione delle mie foto…ho potuto prendere in considerazione il lato B di questa mia piccola mostra.

 

Visioni

Sculture (Gianfranco Timossi)

Nei tempi antichi era assai comune un modo di pensare molto diverso dal nostro: quando oggi se ne parla, specie facendo riferimento a popoli lontani o nel tempo o dalla nostra realtà quotidiana, lo si definisce, forse con un po’ della nostra supponenza da esseri civili (che poi su questo “civili” ci sarebbe da dire) “pensiero magico”.

Non era esattamente un pensiero, era qualcosa di più, era anche uno sguardo, era soprattutto un “vedere”.

Così i nostri antenati sapevano che i boschi erano pieni di creature semidivine, anzi, meglio, gli alberi (ma anche le acque, dalle sorgenti ai fiumi) erano creature loro stessi.

Invisibile non vuol dire inesistente, significa semplicemente che i nostri occhi non riescono a vederlo.

Forse gli occhi non bastano. Forse ci vuole qualcosa di diverso in aggiunta.

Gianfranco Timossi non solo è in grado di “vedere” ma anche di mostrare agli altri quello che lui vede, cosa che solo un vero artista è in grado di fare.

Le sue sculture sia in pietra sia in legno (solitamente tronchi di ulivo) sono qualcosa di straordinario, testimonianza di un pensiero che è in grado di rendere visibili altre (e alte) dimensioni.

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Sculture (Gianfranco Timossi)

 

Consumazione

Colors

Scivola ogni parola al posto giusto,
non cade: incede. Su pagine di marmo,
gradini silenziosi
e bianchi.

Un sipario di fogli
Un teatro di pensieri
Un soffio

Ma poi,
che cosa resta
della polvere
dopo che il vento è andato?

Riyueren

 

Colors

 

Colors

 

Colors

 

Colors

In questa tastiera nuova ogni singola lettera o numero o segno viene rivelata da luci sottostanti, colorate e mutevoli: mi hanno detto che viene adoperata per i videogiochi ma io me ne servo per pensare.

In questo momento particolare della mia vita la presenza di Spritz è come questa luce mutevole, colorata, sottostante:  rivela a me stessa la mia più intima essenza.

Io sono come questi segni sui tasti neri: abrasioni,in fondo, ferite da cui scaturiscono parole.

La mia luce è Spritz.

Secca, come una fontana senz’acqua…

Villa Borzino (Busalla)

Secca, come una fontana senz’acqua,
è la mia bocca: io non ho più parole.
Ricordi? con la voce ti abbracciavo
più che con le mani
e costruivo nidi di pensieri
per riposarti i sogni.
Mi ha prosciugato l’anima, il dolore,
ma io, nella tua assenza,
e nel silenzio,
affogo.

Riyueren

 

(foto scattate presso Villa Borzino, Busalla)

Villa Borzino (Busalla)

 

Villa Borzino (Busalla)

 

Ombre

Gli Ombrelli di Genova

Credo di essere uno dei pochi fotoamatori che non è andato a scattare foto all’Euroflora: sinceramente non ci sarei andata nemmeno se mi avessero regalato il biglietto… non mi piace fare foto ad un giardino finto, preferisco la Villa (Durazzo Pallavicini) che è un luogo vero, non “allestito”.

Un altro allestimento, ahimè, sta sospeso sulle nostre teste (genovesi e non) da inizio Euroflora ed è stato prolungato, a quanto ho capito, sino a fine Luglio: gli ombrelli.

Ombrelli a Genova

 

Ombrelli a Genova

 

Ombrelli a Genova

Tutti hanno scattato foto, tutti si sono cimentati nel riprenderli nel modo più originale possibile. Confesso che io non avrei fotografato nemmeno questi ombrelli, ma … ma l’ho fatto perché ne ho fotografato altri e questi mi servono per esprimere un mio pensiero. Ho voluto fare un confronto tra quello che è un semplice “abbellimento” e quello che dietro ha anche e soprattutto un pensiero.

Si tratta dell’allestimento che Liubov Bakhtina ha creato all’interno dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, proprio sopra la scalinata all’ingresso ( questo significa che dalla strada non è semplice vederlo, oltretutto con centinaia di altri ombrelli poco più avanti ).

Da una parte abbiamo ombrelli coloratissimi, tutti uguali, tutti perfetti (quelli che vento e pioggia distruggono vengono subito sostituiti dalla ditta che li ha forniti).

Liubov, invece … Mi ha sorpresa mentre stavo fotografando, incantata, la sua installazione… “Sono meravigliosi – le ho detto. E lei: “L’ho fatto io”.

eccola: siamo diventate amiche.

 Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

Liubov ha raccolto gli ombrelli che la gente butta via, quegli ombrelli ormai inservibili, per capirci, che si trovano qua e là per strada dopo una forte pioggia con vento.

“La gente si affanna per comprare cose: la casa, l’automobile … se ne serve come un riparo, perché dà sicurezza e pensa che sia per sempre … ma tutto questo è come un ombrello: basta un colpo di vento più forte e non hai più nulla” e Liubov ha voluto esprimere e condividere questo suo pensiero.

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

Questa è la differenza tra una semplice decorazione (anche se ho saputo che dopo Luglio i coloratissimi, perfettissimi ombrelli – peraltro l’idea non è originale, dopo il Portogallo li stanno appendendo un po’ tutti – saranno venduti all’asta per beneficenza) e una creazione artistica: quest’ultima crea emozioni e riflessione, la prima non va oltre un po’ di stupore.

Il guaio è che molto spesso semplici “abbellimenti” e semplici “decorazioni” vengono spacciati ( e soprattutto venduti) per arte … ma questa è un’altra storia.