About Silence

About silence

Ho visitato le terre del Silenzio
Ho amato le sue strade infinite:
i miei passi hanno pianto
ai crocevia nebbiosi
alle sue curve oscure
alle mie cadute
sulla sua polvere di parole…

perché mi ha frantumata, il Silenzio,
e poi mi ha ricomposta.

Ho conosciuto il suo porto,
acque tranquille e calde come un nido:
a volte mi ha abbracciata,
a volte ancorata a catene d’acciaio
per un secondo o per intere vite.

Ho viaggiato le sue tempeste
in mare aperto
come guscio di noce e come onda.
Ho imparato i suoi linguaggi:
non ho finito ancora
di indossarne le piume una ad una.

Non è mai silenzioso, il Silenzio,
lui ha delle parole tutte sue
da ascoltare con gli occhi e con il cuore:
canta di luce e d’ombra,
di orizzonte e confine
di Oceano e di riva,
canta di pietra e sabbia.

Ma è fragile, il Silenzio,
come tutte le cose in questo mondo.
Lo spezzi con un gesto:
una carezza, un bacio…

un semplice sorriso.

Riyueren

About silence

 

Il cielo e la ninfea (Villa Durazzo Pallavicini)

 

Il cielo e la ninfea (Villa Durazzo Pallavicini)

 

Orizzonti

Villa Durazzo Pallavicini: Notturno nel Castello del Capitano

Fra lucciole e stelle
la Notte mi confonde:
non distinguo più il Cielo dalla Terra.
Io so soltanto di essere Orizzonte.

Riyueren

Villa Durazzo Pallavicini: Notturno nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Presenze (Coffee House)

Sempre più spesso mi capita che le parole nascano dopo la foto: non sono mai una didascalia, bensì un’emozione complementare; non descrivono, aggiungono, completano, definiscono gli argini oltre i quali l’immagine trabocca di orizzonti sempre e comunque.

Questa è una di quelle sempre più rare volte in cui accade il contrario: da un orizzonte di parole ad un altro ( in queste foto ho ritrovato l’eco visibile di un’emozione notturna).

 

 

Child of Feathers (La Bambina delle Piume)

Child of feathers

Si può togliere, il colore. E si può aggiungere, per poter (de)scrivere il Tempo dell’Anima.

La Bambina delle Piume cerca il suo nome, per poter volare: i nomi delle cose sono piume.

E il Cielo? ah, quello bisognerà immaginarlo: può essere ovunque, anche in una pozzanghera, in un sorriso, uno sguardo, una mano… forse il cielo è una piuma bianca nel cuore.

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

“Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears”

Calligrafie d’anima

Questo è l’intero lavoro presentato in mostra e in conferenza a Morro d’Alba (AN).Se cliccate sulle foto trovate per ciascuna una breve descrizione.

Ringrazio qui gli organizzatori delle Giornate: Simona Guerra e Lisa Calabrese che mi hanno dato la possibilità di fare questa bellissima esperienza e di incontrare tante persone splendide. Non ultimo anche poter vedere finalmente le colline amate da Mario Giacomelli.

Piano piano ci saranno cose anche su Cruna.Intanto qui vi regalo il mio sguardo, in immagini e parole.

Calligrafie d'Anima (1)

 

Calligrafie d'Anima (2)

 

Calligrafie d'Anima (3)

 

Calligrafie d'Anima (4)

 

Calligrafie d'Anima (5)

 

Calligrafie d'Anima (6)

 

Calligrafie d'Anima (7)

 

Calligrafie d'Anima (8)

 

Calligrafie d'Anima (9)

 

Calligrafie d'Anima (10)

 

Calligrafie d'Anima (11)

 

Calligrafie d'Anima (12)

 

Calligrafie d'Anima (13)

 

Calligrafie d'Anima (14)

 

Calligrafie d'Anima (15)

 

Calligrafie d'Anima (16)

 

Calligrafie d'Anima (17)

 

Calligrafie d'Anima (dedica)

 

Sarà una bellissima esperienza… a Morro d’Alba (Giornate di Fotografia)

Condivido con tutti voi la mia emozione. Questo era il bando di selezione:

“La fotografia incontra la scrittura. Esperienze a confronto”

12645260_1219267764757039_7716314561088057487_n

12963506_1267693439914471_8177641702389610823_n (1)

Questo è stato pubblicato poco fa su FB da parte dell’organizzazione di Giornate di Fotografia (Simona Guerra e Lisa Calabrese).
“Le parole (in)segnano i confini. Le immagini aprono orizzonti.” afferma Susanna Bavaresco.
La serie “Calligrafie d’anima” raccoglie fotografie che ritraggono realmente segni, scritture di luci che s’imprimono sui volti a segnare percorsi di memoria, riflessi sull’acqua, dove sempre e comunque le ombre non sono che luci spezzate, calligrafie di voli, segni e disegni di scrittura “altra” , nel senso di non umana, dove lo sguardo si libera al di là del senso, del significato… accoglie insieme, e abbraccia, anche la parola scritta che nella poesia, soprattutto se essenzialmente breve, come lo sguardo dell’haiku, si fa occhio e visione, affacciandosi sulle immagini e accompagnando il mio viaggio dall’interno all’esterno e viceversa, in uno scambio continuo come tra l’onda e la riva del mare.
 12512642_1268770946473387_6597615392890239691_n
Per motivi di impaginazione è stato possibile rendere visibile solo la foto.
Brevemente descrivo: il progetto si compone di 17 dittici, a sinistra immagine, a destra cartoncino nero (stesse dimensioni, entrambi in formato quadrato uniti da uno stesso passepartout, ) dove ho scritto a mano con gel bianco altrettanti haiku, più un dittico formato da due cartoncini neri con dedica (chi mi conosce bene sa a chi posso aver dedicato un lavoro che parla di anima) e alcune riflessioni su fotografia e poesia.
I progetti inviati da tutta Italia erano 48: ne sono stati scelti 12 che verranno proiettati interamente durante la conferenza che si terrà a Morro d’Alba (AN) nel pomeriggio dell’8 Maggio e fra i tre autori che andranno anche in mostra il 7 Maggio…ci sono anch’io! 🙂
Ci sono amici blogger che abitano abbastanza vicino e chissà, forse potremo incontrarci, mi hanno detto. Questo aggiunge gioia a gioia.