Soffio

Riflessi in gabbia
Soffio
 
Camminiamo su fantasmi di parole
Ognuno al passo della sua stagione
E non importa
Quanto è lunga
L'ombra del giorno
Se è veloce o lenta
O muore quando il sole cade

Anche il Tempo cammina
E ci calpesta il cuore

Andiamo avanti entrambi
Inconsapevoli viaggi
Mete incerte di infinite strade

Respiri di Universo
Niente di più che un soffio

Niente di meno

Meno di niente

Piume migranti che una gabbia abbraccia
O il vento spinge nelle finestre a rete
 
Le nuvole soltanto
Ridono delle sbarre
E vanno via in un soffio
 
Chi mai potrebbe imprigionare il cielo?

Riyueren
Feather in cage Feather in cage Feathers Feathers Cage and Clouds
Sky from home
dalla mia casa, il cielo: libero, sempre. Così come le nuvole, libere di volarci dentro come pure di dissolversi. (perchè ci sono infinite forme di nuvole, di libertà, di solitudine… ma questa è un’altra storia).

Nuovo (un sorriso di parole)

Invado questo spazio: è nuovo. L’ho dipinto di nero. Scrivo con inchiostro bianco. È come luce. Come una fotografia. Solo un poco più lenta nel tempo, una posa B.

Mi faccio strada fra le ombre. Avanzo nelle forme.

Salto fra le righe, invento i miei cieli. Faccio volare le sillabe, spalanco precipizi. E non cado: volo.

Voglio vedere l’invisibile. Fotografare i pensieri. Parlare le immagini.

Non sapevo da dove ricominciare, con le parole.

Le ho sentite allontanarsi. E le cercavo. Nei luoghi sbagliati. Nei modi sbagliati. A volte non le seguivo neppure, le lasciavo andare via. Nella stanchezza di questa pace inquieta ero come cieca.

Sono fuggite, le parole che amavo tanto. Disperse. Svaporate. Mi sono chiusa nella nebbia. Muta.

Quanto silenzio può racchiudere il Dolore? Quanto dolore può contenere il Silenzio?

Mi hanno scavata i giorni. Mi hanno svuotata le notti.

Ora le parole possono tornare. Ci sono vuoti da riempire. In me.

Una sola voce, da ora, per entrambe: abbiamo lo stesso suono.

Clouds

HO PENSATO IL CIELO

Ho pensato il cielo.
Non è solo nuvole e azzurro
Il cielo non si ferma all’orizzonte sul mare
Scivola fra le onde
Continua sugli alberi
S’intrufola tra una foglia e l’altra, poi
Scende a toccare la terra

Il cielo si ferma sui prati
Il mio sguardo lo coglie come un fiore

Clouds

ORME DI LUCCIOLE

In quel momento del sonno
Che ancora non è sogno
Scrivo nel cuore
Un foglio vuoto
Senza parole o segni

Orme di lucciole
Nel cielo notturno.

Clouds

AL MATTINO SOSPESO

Al mattino sospeso
Come a un filo di ragno
Dondola il Tempo
E mi culla il respiro

Clouds

QUELLO CHE È STATO

Quello che è stato
Ha lasciato un’orma.

Quello che non è stato
Proietta la sua ombra.

IL MIO NUOVO

Nella pozza dei sogni
Il mio nuovo riflesso
Un sorriso di parole

LA FOGLIA SULL’ACQUA

Mio padre era un sogno
Al mattino un inquieto risveglio
Mi lega le mani

Una foglia sull’acqua
Una foglia caduta
Continua a cadere
Quasi prossima al salto
Giù dall’orlo del vuoto
Ma prima
Su sé stessa si piega
E si avvita
Per l’ultimo giro

 

Essere speranza

Hope

Parole e Immagini:riflessi di paesaggi interiori che il mio sguardo cerca di mettere a fuoco. Che sia questa la strada? Trovare una voce, dare un corpo, al silenzio?

Stare in equilibrio su di un foglio cercando di non inciampare troppo nella vita quotidiana. E desiderare di essere speranza mentre il volo resta sospeso tra mondi in bianco e nero, dove le ali sono impigliate da mesi alle spine di un albero spoglio, e mondi tutti a colori, dove una girandola, come un fiore fra l’erba, aspetta il vento di un sorriso per schiudersi.

Sto cercando di reggere il cielo sulle mie spalle, ma com’è pesante questo infinito che trabocca di azzurro e di tempesta….

 Inner Landscape

 

Misty (inner landscape)

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento
Hope

 

Hope

 

Hope

Suoni d’Autunno

Aurora

Canto di foglia
Voce nuda sul ramo.
Suoni d’Autunno.

Riyueren

Suoni d'Autunno

Tutto ha un suono. Tutto ha una voce. Tutto ha un linguaggio. Tutto cerca di esprimersi, di conoscere e di conoscersi.

I colori dell’Autunno cantano mentre io canto l’Autunno, a volte anche senza i colori.

La stagione del mio inizio, del mio primo respiro, del mio primo sguardo.

Era un giovedì. Era un giorno di luna piena, io traboccavo di domande ma non sapevo le parole.

Ho attraversato molte stagioni: nasco e muoio ogni giorno e le parole non hanno più importanza.

Non ci sono più domande. Non ci saranno mai risposte.

La mia voce nuda, cantando, cade dal ramo. Siamo come le foglie. Ci addormentiamo nel vento.

E la Terra profuma di noi.

Ginkgo biloba

Suoni d'Autunno

Suoni d'Autunno

Le tue parole

Come sapete non amo “le Giornate”: quella di ieri, anzi, ormai dell’altro ieri, in particolare, mi lascia sempre molta amarezza, non dovrebbe esistere un tema del genere, la violenza sulle donne. Il portfolio “Ali (s)velate, ali di silenzio” è un progetto aperto che mi porto dietro da un po’, con foto e parole. Ogni tanto aggiungo qualcosa. Come “Le tue parole” (che non sono le parole di una sola persona…)

Catherine wheel

Le tue parole sono così rotonde
senza spigoli, levigate e lisce.
Morbide, dalle tue labbra scivolano
rotolano da un foglio all’altro
senza pensieri acuti,
ma solo forme ottuse.

Le tue parole sono come rose:
nascondono le spine.
Mentre mi baci, pungi tutti i miei sogni
ed al silenzio pieghi la mia bocca.

Le tue parole sono vette orgogliose
gelidi sorrisi nevicano sul mio cuore:
l’anima mi frantumi sino al passo.

Le tue parole sono ali rapaci,
spezzano i miei voli
e oscurando il cielo
di me fanno tempesta e pioggia.

Le tue parole nascono senza mani
non asciugano lacrime
non sollevano il dolore,
mi tengono lontana da me stessa.

Le tue parole mi annegano il respiro
ma il tuo silenzio è simile alla morte.

Riyueren

Catherine wheel

 

Landscapes (in my room)

Landscapes (in my home)

Che cos’è un Paesaggio? Qualcosa di reale, qualcosa che tutti possono vedere? un tramonto, una città, un paesino, un lago, le montagne innevate? La testimonianza di un viaggio, di quanto lontano sei riuscito ad andare e che ora mostri anche agli altri?

Sin da piccola mi sono abituata a viaggiare senza muovermi di un passo, anche ad allontanarmi, ad andare proprio davvero lontano, senza che gli altri nemmeno se ne accorgessero da tanto me ne stavo tranquilla alla scrivania…o alla finestra.

Sono cresciuta, sono rimasta bambina eppure sono diventata anche una donna.. addirittura una mamma…  chi lo avrebbe mai detto?

I pensieri, le emozioni, creano paesaggi incredibili, solo che stanno all’interno di ognuno di noi… ho sempre cercato di condividerli con le parole ma l’esperienza insegna che è molto più efficace mostrare qualcosa invece che parlarne soltanto.

E non ci sono soltanto i paesaggi dei pensieri o delle emozioni, esistono anche quelli reali, nel senso di realmente tangibili, ma che restano invisibili perché nessuno li vede, anche se tutti, volendo, potrebbero tranquillamente vederli, dal momento che ce li hanno proprio davanti agli occhi.

La mia casa, la mia camera, per esempio, ne è piena.

Questi sono alcuni paesaggi che ho visto l’altro ieri (in questo periodo viaggio in casa per colpa di un brutto raffreddore).

 Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

 

Landscapes (in my home)

Bruma

Bruma

Quando guardi, che cosa vedi? Gli occhi vagano e cadono qua e là sulla terra come le foglie d’autunno o il cuore è un vento consapevole che soffia anima attraverso il tuo sguardo?

Tutto quello che hai attorno sono altri occhi, spesso invisibili ai tuoi, ma ti guardano e chiamano perché tu li veda a tua volta: voci più simili a sussurri o sbuffi di vento, suoni che non fanno più rumore del respiro di un bimbo quando dorme.

È così che la luce canta, dall’interno di ogni cosa: hai mai visto il chiarore incantato delle ombre?

Se provi a guardare consapevolmente, se comprendi che al di fuori di te il mondo è uno specchio –  anche se a volte troverai solo frammenti, perché molto spesso le cose vanno in pezzi, te compreso – scoprirai che lo sguardo, quando il cuore si apre, è in grado di ricomporre l’intero universo – soprattutto quello che hai dentro.

Bruma

 

Bruma

 

Bruma

 

Bruma

Un altro orizzonte

Orizzonti in Praglia

Un orizzonte …e poi un altro ancora: di fronte, ai lati, di spalle. Forse anche i giorni sono orizzonti: attimi, mentre ci sei dentro, e anni, se li guardi – e ti guardi – da lontano.

Ieri era il mio compleanno: ho ricevuto quei pochi auguri di chi ancora si ricorda di avermi conosciuta: Sono spariti – finalmente – gli inutili messaggi lanciati su Facebook, ora che me ne sono allontanata in silenzio . Bene, sono ritornata invisibile.

Mi mancano, quest’anno più di tutti gli altri anni, gli auguri di mia madre: la prima telefonata del mattino, il 7 novembre, era sempre e solo la sua. Sono 23 anni che quella voce non c’è più.

Con il tempo sono spariti orizzonti, voci e immagini: Mir, Sunny, l’olmo in cima alla salitina, il Ponte Morandi… Ora non so se sono spariti veramente o se sono io che mi sono allontanata. Forse tutto è rimasto lì dove era prima ed io non sono più capace di vederlo.

Il mattino, visto dai Piani di Praglia, la speranza che si apre varchi di luce in mezzo alle nuvole scure.

Altri orizzonti. Anche al di qua di questi occhi.

Orizzonti in Praglia

 

Orizzonti in Praglia

 

Orizzonti in Praglia

Scrivendo di sguardi: “le parole (in)segnano i confini, le immagini aprono orizzonti”.

Andando da casa mia verso Begato, in salita, sulla destra, puoi trovare una piccola grande meraviglia: devi semplicemente guardare oltre il muretto che separa la strada asfaltata dal bosco sottostante. Tutte le volte mi incanto: soltanto io, perché fra la gente che sale a Begato alcuni sembrano prestare attenzione solo a dove mettono i piedi mentre altri, quelli che corrono, sembrano non vedere proprio niente, persi nella musica del loro stereo.

Eppure basterebbe soltanto alzare di poco e di lato lo sguardo – il muro è talmente basso- per farsi catturare l’anima da una distesa di campanelle blu viola. Se non fosse per queste campanelle rampicanti, quella sarebbe una normalissima curva con a lato un normalissimo bosco.

Campanule nel bosco

Invece le campanelle, insieme alle loro foglie, sono diventate uno spesso tappeto che scende al di là del muro, lo ricopre completamente, continua sopra alla radura sottostante e si insinua persino sulla sommità degli alberi.

Campanule nel bosco

Qui luce ed ombra, a seconda dell’ora, si contendono i colori e le forme di questa autentica meraviglia naturale.

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Campanule nel bosco

 
Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Da qui io posso parlarti, scriverti, soltanto della mia esperienza, di emozioni che non hanno certo la pretesa di essere verità: solo la mia ricerca è vera, reale.

Non voglio spiegarti che cos’è la Fotografia, bensì quello che può diventare, quello che potrebbe essere, uno strumento di conoscenza, oh, non documentale, ma intima, interiore, diversa per ciascuno di noi, sicuramente, però meravigliosa come una distesa di campanelle blu viola.

Ps. In post produzione, ingrandendo le immagini, mi sono accorta che tutte le foglie sono bucherellate, divorate qua e là da qualche insetto vorace: anche questo insegna qualcosa, anzi, molte cose, direi. Lascio a te il divertimento di immaginare simboli e senso.

Fragile

Fragile

 

Fragile

Fragile

Fragile

Accade sia diverso lo sguardo
Forse dal prossimo istante
Le nuvole restano nuvole
Si dissolvono i draghi nel cielo
Si chiudono gli occhi dei fiori
E le parole non sono
Che inutili suoni
Quei segni di onde
Marea di memorie
Sul guscio dei giorni

Riyueren

Fragile

 

Fragile

 

Fragile