Pensieri (Hawks)

Net

Il mio mondo, un poco oltre la finestra, un po’ di più al di qua, in fondo, in quella parte di me che ha confini ma a volte pensa di non averne e si confonde con quello che sta al di fuori, quello che chiamano realtà, universo, Dio, e a volte ci crede veramente, che non esistano confini ma a volte no, perché in fondo ciò che pensa è ciò che sta al buio, anche se porta il mio nome e si può vedere allo specchio, ma solo in superficie.

Mi sono scavata uno spazio, una tana, tra una parola e l’altra, abito un mucchietto di silenzio fra due respiri.

Perché io sono come sono? la vita mi va modellando e non sempre lo fa con gentilezza: i miei pensieri vanno a sbattere contro spigoli inattesi ma chi si fa male è il mio cuore.

Alla finestra ho gettato una rete: la polvere è prigioniera, non il cielo. La luce entra.

La rete non cattura: trattiene, non respinge.

La rete danza al vento. Il mio sguardo, al cuore.

C’è un varco, un’apertura, fra le nuvole. I falchi arrivano, inattesi, all’improvviso. Finché posso li seguo con gli occhi, poi solo la mia anima può unirsi al volo. La magia scompare, i falchi renderanno sacre altre porzioni di cielo. La meraviglia, invece, rimane: silenziosa eppure così profonda….

Net
Opening
Hawks
Hawks
Hawks

Fra rive di parole ( dove il pensiero scorre)

Angel
Il mio Sogno... il mondo
Queste pareti lisce
E alla finestra... il cielo

Queste parole dolci
Che immagino a me stessa
Una casa, per me
Che sorge come il sole

Poi nella notte
L'anima riposa
Chiusa fra le sue ali, dorme
Ma intermittente brilla insieme al cuore

Riyueren
Angel

Le Parole in-segnano i confini, le Immagini aprono Orizzonti: questo pensiero mi accompagna da tempo. Le Parole tracciano un confine, non sono limiti, bensì sponde: le immagino come rive di un fiume dove i pensieri sono acqua che scorre.

Le Parole mi contengono, mi abbracciano. Ne ho un bisogno immenso: ne ho bisogno io, ne hanno bisogno le mie emozioni. Senza nomi, senza confini, senza rive tra cui fluire,nel silenzio, il pensiero non è che un urlo senza fine.

Molte cose sono cambiate. E così doveva essere, come sempre quando si arriva a toccare il limite, il fondo. Avevano detto che il cambiamento avrebbe portato una coscienza nuova: sorrido. Come può nascere una coscienza nuova in chi coscienza non l’ha mai avuta?Consapevolezza? E quale mai? Ormai tutti ragionano solo per opposti: bianco/nero, ricco/povero, ateo/credente, omosessuale/eterosessuale, pro questo/ no questo, quasi si fosse in un eterno derby calcistico. A pensare così si fa prima, niente fatica.

Le sfumature non le vede nessuno, non le prende in considerazione nessuno. Possono essere dolorose, in effetti.

Non mi spaventa l’ignoranza (volendo ci si pone rimedio), mi spaventa la poca intelligenza. Il mix, poi, ignoranza e poca intelligenza, direi che è letale.

Così mi è rimasto il cielo da poter guardare e una riva di parole a cui poter approdare ogni tanto, quando la mia situazione familiare me lo permette.

In questi ultimi tempi non fa altro che venirmi in mente una splendida frase di Gibran, tratta dal mio libro preferito: “Il Profeta”. “(…) io vi ho visti. Adoravate, prostrati, la vostra libertà”

Non ho intenzione di prostrarmi. Riesco ad essere libera anche tra quattro mura. Mi basta poter vedere il cielo, per volare.

Heart
Il suono di una conchiglia
Il rumore della nebbia
Il silenzio del mio nome


Riyueren

Moonsky
Passi in un soffio
Chiedi e non ascolti
Vai oltre
Corri
Non ti fermi
Ma se indugiassi un poco
Con lo sguardo
Vedresti che io esisto
E soprattutto
Che nonostante te io resto viva.

Riyueren

Moonsky

(Che cos’è) la Bellezza?

Suncatcher in the morning

Suncatcher in the morning
Suncatcher in the morning
Aurora

Che cos’è la Bellezza, quella che io ho sempre definito “effimera ma non fragile”? Che cos’è “il bello” per me? Me lo sto chiedendo da diversi giorni, da quando la prima foto lassù, pubblicata come copertina sul mio profilo Facebook, ha fatto battibeccare due persone che conosco (ma che non si conoscono fra loro) mentre io restavo prudentemente in silenzio.

Forse dovrei chiedermi “che cos’è bello per le altre persone”.

Una delle due ha criticato il panorama, l’altra è intervenuta dicendo che è una questione di sensibilità e che ognuno di noi vede le cose a seconda della sensibilità che ha. A questo punto l’altra ha replicato che allora evidentemente lei non era sensibile allo stesso modo definendola ‘”arbiter elegantiae”. Per fortuna la cosa non è continuata ma io ho continuato a pensarci sopra.

A dire il vero io non avevo nemmeno preso in considerazione l’estetica del quartiere di periferia dove vivo: avevo semplicemente visto, nell’ordine: il sole che stava sorgendo, il colore rosato della collina, il piccolo punto luminoso del mio cristallo-cuore, il drappeggio della tenda della mia camera da letto e il modo in cui la luce metteva in risalto la forma delle pieghe. Anzi, forse non ho nemmeno visto “un ordine delle cose”: come mio solito ho abbracciato tutto insieme nello stesso tempo e ho scattato.

Bello è tutto ciò che mi dà un’emozione e nello stesso tempo dà voce ( o luce, scegliete voi) alle mie emozioni, quelle che mi porto dentro e che hanno sempre bisogno di esprimersi, altrimenti la mia anima implode.

Bellezza è Armonia, ma è qualcosa di diverso dall’estetica, dalla linearità delle forme. Insomma, “bello” non vuol dire “perfetto”. Non per me, almeno.

Bello è quando i frammenti si ricompongono, ognuno al suo posto, come gli elementi di un puzzle, ma non sono certo tutti uguali, come non sono perfette le tessere di un mosaico antico.

Ma soprattutto la Bellezza per me è Meraviglia, oh, non sto parlando della mia meraviglia, io intendo quella delle cose, sono loro che si meravigliano quando la luce viene a renderle consapevoli del loro esistere: è una meraviglia gioiosa di cui rendono partecipe il mio sguardo.

E allora è come se anche in me si accendesse una luce.

Tutte le sfumature del reale

Among the many aspects of reality
 
 Ti porgeranno i miei occhi
 Tutte le sfumature del reale
 che Realtà non sono
 Ma Viaggio senza strada e senza sosta
 Dove dipende il Vero
 Dal raggio del tuo sguardo
 Non cercare lontano quello che ti occorre
 Non partire, rimani, entra e scendi
 Vai oltre il Tempo, oltre le superfici
 Fra il Bianco e il Nero
 E fra la Luce e il Buio
 Alla scoperta dei Colori Ignoti.
  
 Riyueren
  
   
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Near the cemetery (Genova Rivarolo)
Ho scattato le foto all’interno di questa struttura, posta a lato dell’ingresso del cimitero Torbella (Genova Rivarolo)
Near the cemetery (Genova Rivarolo)
In una visione più ampia… ecco la realtà del luogo (vicinissimo a dove abito, tra l’altro). Ma… è davvero questa la Realtà o non è piuttosto la sua superficie?
In the heart of a leaf
E come sarà, andare oltre, all’interno della superficie di una semplice foglia?

Ecco, questo volevo dire: quello che i miei occhi vedono è reale ma non è la Realtà, non quella che conosciamo, perché sempre più spesso è quella a cui ci fermiamo. Bisogna andare oltre, cioè “dentro”, cogliere le sfumature.

Oggi tutto o è Bianco o è Nero: non è questo il b&n che adoro. Più sfumature riusciamo a cogliere e più la Realtà è ricca. E più si avvicina alla verità. E alla Bellezza.

Metamorfosi

Ipomea


Non volevo avere quello che sono
 
non lo cercavo           non mi cercavo
forse non c'era         forse non c'ero
forse lo avrei perso   forse mi sarei persa
 
Non volevo essere voce
Osservavo il mio silenzio
crescere nella gola
un rumore di tuono
 
La tempesta è arrivata
Solo qualche ramo è sconfitto
 
Ne verranno altre
 
Mi darò radici profonde

Riyueren

Io guardo il cielo

Cielo al tramonto

Ogni cosa ha al suo interno infiniti orizzonti: ho iniziato a indagarli con il cuore, più che con gli occhi, poi  ho provato a condividerli, un po’ con le parole scritte e un po’, molto più di un po’, a dire il vero, attraverso la mia fotocamera. È da allora che io guardo il cielo: è la prima cosa che faccio al mattino ma a volte mi capita anche durante il giorno; al tramonto, poi, uno sguardo è d’obbligo, non posso farne a meno. E durante l’ultima uscita della sera con Spritz come si fa a non cercare la luna ?

Il cielo ed io abbiamo sempre qualcosa da dirci: ci scambiamo parole che udiamo solo noi, un discorso fatto di sguardi, forse l’unico vantaggio del diventare sempre più sorda: non ti perdi il minimo movimento o colore, ti basta il ritmo delle nuvole per sentire nel cuore danzare una musica indescrivibile a parole (ad immagini forse mi è un poco più facile).

Non saprei come spiegarlo: io esploro orizzonti. In ogni cosa vive un cielo che aspetta di essere visto. E chissà, forse ci si potrebbe pure volare dentro.

Cielo al tramonto
Cielo al tramonto
Cielo al tramonto

Soffio

Riflessi in gabbia
Soffio
 
Camminiamo su fantasmi di parole
Ognuno al passo della sua stagione
E non importa
Quanto è lunga
L'ombra del giorno
Se è veloce o lenta
O muore quando il sole cade

Anche il Tempo cammina
E ci calpesta il cuore

Andiamo avanti entrambi
Inconsapevoli viaggi
Mete incerte di infinite strade

Respiri di Universo
Niente di più che un soffio

Niente di meno

Meno di niente

Piume migranti che una gabbia abbraccia
O il vento spinge nelle finestre a rete
 
Le nuvole soltanto
Ridono delle sbarre
E vanno via in un soffio
 
Chi mai potrebbe imprigionare il cielo?

Riyueren
Feather in cage Feather in cage Feathers Feathers Cage and Clouds
Sky from home
dalla mia casa, il cielo: libero, sempre. Così come le nuvole, libere di volarci dentro come pure di dissolversi. (perchè ci sono infinite forme di nuvole, di libertà, di solitudine… ma questa è un’altra storia).

Nuovo (un sorriso di parole)

Invado questo spazio: è nuovo. L’ho dipinto di nero. Scrivo con inchiostro bianco. È come luce. Come una fotografia. Solo un poco più lenta nel tempo, una posa B.

Mi faccio strada fra le ombre. Avanzo nelle forme.

Salto fra le righe, invento i miei cieli. Faccio volare le sillabe, spalanco precipizi. E non cado: volo.

Voglio vedere l’invisibile. Fotografare i pensieri. Parlare le immagini.

Non sapevo da dove ricominciare, con le parole.

Le ho sentite allontanarsi. E le cercavo. Nei luoghi sbagliati. Nei modi sbagliati. A volte non le seguivo neppure, le lasciavo andare via. Nella stanchezza di questa pace inquieta ero come cieca.

Sono fuggite, le parole che amavo tanto. Disperse. Svaporate. Mi sono chiusa nella nebbia. Muta.

Quanto silenzio può racchiudere il Dolore? Quanto dolore può contenere il Silenzio?

Mi hanno scavata i giorni. Mi hanno svuotata le notti.

Ora le parole possono tornare. Ci sono vuoti da riempire. In me.

Una sola voce, da ora, per entrambe: abbiamo lo stesso suono.

Clouds

HO PENSATO IL CIELO

Ho pensato il cielo.
Non è solo nuvole e azzurro
Il cielo non si ferma all’orizzonte sul mare
Scivola fra le onde
Continua sugli alberi
S’intrufola tra una foglia e l’altra, poi
Scende a toccare la terra

Il cielo si ferma sui prati
Il mio sguardo lo coglie come un fiore

Clouds

ORME DI LUCCIOLE

In quel momento del sonno
Che ancora non è sogno
Scrivo nel cuore
Un foglio vuoto
Senza parole o segni

Orme di lucciole
Nel cielo notturno.

Clouds

AL MATTINO SOSPESO

Al mattino sospeso
Come a un filo di ragno
Dondola il Tempo
E mi culla il respiro

Clouds

QUELLO CHE È STATO

Quello che è stato
Ha lasciato un’orma.

Quello che non è stato
Proietta la sua ombra.

IL MIO NUOVO

Nella pozza dei sogni
Il mio nuovo riflesso
Un sorriso di parole

LA FOGLIA SULL’ACQUA

Mio padre era un sogno
Al mattino un inquieto risveglio
Mi lega le mani

Una foglia sull’acqua
Una foglia caduta
Continua a cadere
Quasi prossima al salto
Giù dall’orlo del vuoto
Ma prima
Su sé stessa si piega
E si avvita
Per l’ultimo giro

 

Essere speranza

Hope

Parole e Immagini:riflessi di paesaggi interiori che il mio sguardo cerca di mettere a fuoco. Che sia questa la strada? Trovare una voce, dare un corpo, al silenzio?

Stare in equilibrio su di un foglio cercando di non inciampare troppo nella vita quotidiana. E desiderare di essere speranza mentre il volo resta sospeso tra mondi in bianco e nero, dove le ali sono impigliate da mesi alle spine di un albero spoglio, e mondi tutti a colori, dove una girandola, come un fiore fra l’erba, aspetta il vento di un sorriso per schiudersi.

Sto cercando di reggere il cielo sulle mie spalle, ma com’è pesante questo infinito che trabocca di azzurro e di tempesta….

 Inner Landscape

 

Misty (inner landscape)

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento
Hope

 

Hope

 

Hope