Lightroots: segni di luce nelle stanze dell’Io (2011)

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Lightroots: “Segni di luce nelle stanze dell’io”

 Le foto, le immagini, non sono nient’altro che specchi: una danza di sguardi… un “passo a due”, sempre.

… perché le foto non sono soltanto “occhi che hanno visto” ma anche e soprattutto “occhi che ti guardano”.

In queste foto non ci siamo soltanto la mia famiglia ed io… ci sono molti occhi, qui, molti sguardi.

Sul muro non ci sono assenze… quello che i miei occhi vedono fa parte di me, mi ha intrecciato d’anima e di carne.

Sul muro il mio sguardo ha cercato di cogliere la luce delle sue lontane radici.

Anche quando la luce illumina un sorriso ed il resto della foto è in ombra… lo sguardo c’è, sempre.

“Quando il mattino scioglie le sue ombre,
rigano il muro i volti del mio sangue.
Un mormorio di luci spegne il Tempo:
sguardi e pensieri, eterni nel silenzio,
come radici nutrono i miei occhi,
stanze dell’io, dove si gioca i sogni
una bambina nello specchio nudo.”

“Raíces de luz en los aposentos del yo”

Las fotografías, las imágenes, no son nada más que espejos: una danza de miradas… un “paso a dos”, siempre.

… porque las fotografías no son únicamente “ojos que han visto” sino también y sobre todo “ojos que te miran”.

En estas fotos no estamos únicamente mi familia y yo… hay muchos ojos, aquí, muchas miradas.

En el muro no hay ausencias… aquello que ven mis ojos hace parte de mí, entretejiéndome de alma y carne.

En el muro mi mirada ha buscado captar la luz en sus lejanas raíces.

Aún cuando la luz ilumina una sonrisa y el resto de la fotografía está en sombra… la mirada está, siempre.

“Cuando la mañana diluye sus sombras,
rallan el muro los rostros de mi sangre.
Un murmullo de luces apaga el Tiempo:
miradas y pensamientos, eternos en el silencio,
como raíces nutren mis ojos,
aposentos del yo, donde solaza los sueños
una niña ante el espejo desnudo.”

 

“When morning loosens its shadows,
the faces of my blood  are streaming down the wall.
A murmur of lights turns off  the Time:
looks and thoughts, eternal  in silence,
nourish my eyes as roots ,
rooms of ego, where a little girl plays her dreams
in the naked mirror.”

Susanna (Riyueren)

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