Un Magico Unicorno

The magic (keyring) unicorn

Un unicorno, anche se portachiavi, è sempre magico: la polvere che lo ricopre è magica anch’essa, così l’acqua del bagnetto di pulizia a poco a poco diventa un incantesimo di schiuma e bollicine, mentre il magico unicorno sorride felice per la stellina ritrovata che torna a brillare nel suo cuore. Poi si asciuga al sole in compagnia delle piantine sul poggiolo.

Prima di sera, qui in casa, saremo tutti stregati, me lo ha promesso mentre se ne stava sulla mia mano: getterà su di noi l’Incantesimo del Sorriso.

Non sapete cos’è?!

è quando il sole sorge dalla tua bocca invece che dalle colline e le parole illuminano la casa e le persone che ci abitano, le nuvole scure del silenzio si dissolvono, gli sguardi si fanno azzurri come il cielo sereno, profondi come il mare, quieti come un lago ma vivaci come il ruscello più chiacchierino e un arcobaleno unisce la tua mano a quella dell’altro.

Ps. Un unicorno portachiavi … rende magiche anche le chiavi che custodisce: ti si aprono porte di infinita dolcezza e passaggi verso mondi incantati (soprattutto al tuo interno).

Universi da esplorare…

Pps: e naturalmente…un Ferragosto Incantevole a tutti!

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

 

The magic (keyring) unicorn

Gioco di vento e di parole: cambio di vocale.

Segni. Le parole sono (soltanto?) segni. Sono le orme che i pensieri ti lasciano fra le dita. Tracce che servono alle emozioni per trovare la strada di casa, dopo che il cuore le ha cacciate via e gli ha chiuso la porta in faccia (non ha più vent’anni, poverino: non ce la fa a sopportare tutta quella confusione).

Segni. Ma basta che il vento di un pensiero impertinente…(eccolo che arriva!) si infili in una vocale soltanto, la strapazzi un poco, ci soffi dentro, la gonfi a mo’ di palloncino… e le parole sono diventate … “sogni”.

E cosa succede, quando le parole si trasformano in sogni?

Succede che tu alzi gli occhi al cielo notturno mentre porti fuori il cane e ti trovi proprio lì, sopra la tua testa, incorniciato da un piumaggio di foglie ombrose, un bellissimo geco aggrappato al lampione.

A gecko in the moon

E cosa sta facendo, il bellissimo geco? Sta cercando di convincere moscerini e falene che quella è la luna, non una luce qualunque. E li invita a visitare la luna viaggiando con lui, che possiede addirittura un’astronave, anche se non specifica che si tratta della sua pancia.

Dopo quattro notti consecutive in cui, rischiando di cadere dalle scale insieme al cane per guardare in aria, si è visto il geco circumnavigare indisturbato la sua luna lampione (una notte qui, una notte più in là, ora in verticale, ora in orizzontale) il lampione è tornato lampione e il geco è sparito.

Forse nel boschetto si è sparsa la voce che raccontava bugie? eh, erano un po’ troppo corte, quelle zampette…

Oppure…

Che sia andato davvero sulla luna, magari in cerca di extrafarfalle aliene?

Forse, molto più semplicemente, il vento dell’altra sera, così impetuoso, avrà rimesso a posto qualche vocale… e le parole sono tornate ad essere “segni”.  🙂

A gecko in the moon

 

A gecko in the moon

The Lights I love

The lights I love

Nella stanza al mattino
sorge prima il silenzio,
poi viene il sole:
camminano insieme
piccoli passi di luce
sino a che l’intera parete è percorsa
di orme splendenti,
occhi che leggono in cuore.

Mentre il sole va altrove e tramonta
la parete si spegne:
nella stanza rimane il silenzio
a vegliare il mio tempo e i miei sogni.

Riyueren

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

Sono le luci che amo, quelle che entrano nella mia camera da letto e dilagano sull’intera parete che ho di fronte illuminandola solo nei mesi estivi.

Hanno colori diversi, a seconda di dove si posano.

La prima volta che le ho “viste” (eppure c’erano da anni, vivo qui dal 1980) era nell’agosto del 2011: da allora è tutto un gioco di specchi e di sguardi.

Clouds dancing in the moonlight

Clouds dancing in the moonlight

Ieri notte il mio sguardo ha danzato con le nuvole mentre il cielo intero danzava al chiaro di luna.

Che cosa sono le nuvole? che cos’è la Luna? e il cielo, cos’è?

Probabilmente qualsiasi enciclopedia anche virtuale ha le risposte giuste, ma non sono quelle che mi ha dato il cielo notturno di ieri.

Mi ha detto che nelle nuvole c’è il vento, nella Luna c’è il Sole e nel cielo c’è Tutto: le nuvole, il vento, la Luna, il Sole… e ci siamo anche noi, con i nostri pensieri, che sono come le nuvole nel vento, noi, con i nostri sogni, che sono come la Luna, illuminati dal Sole e a tratti nascosti dai pensieri-nuvola.

E uno sguardo danza quando il cuore è in musica.

Clouds dancing in the moonlight

 

Clouds dancing in the moonlight

 

Clouds dancing in the moonlight

 

Clouds dancing in the moonlight

 

Clouds dancing in the moonlight

 

Clouds dancing in the moonlight

 

Clouds dancing in the moonlight

 

Punti…(anzi, colori) di vista

Ciò che gli occhi vedono è la forma, l’involucro esterno… cioè quello che appare, non quel che è. Non sempre esterno ed interno coincidono. Nelle cose e nelle persone. Per queste ultime ci vuole molto tempo prima che l’interno si manifesti anche esternamente.

L’apparenza risente dello sguardo e questo, a sua volta, risente dell’esperienza di chi osserva ma l’esperienza non ha a che fare con gli occhi, bensì con l’anima e con il cuore che la nutre e la fa danzare al ritmo dei sogni.

Così accade che gli occhi vedano un’apparenza (per esempio il vaso con il Lucky Bamboo in camera mia) e l’anima e il cuore ascoltino il suono dei sogni di quell’ “apparenza”… alla fine il risultato è qualcosa di molto diverso: il vaso è sempre quello, all’incirca nella stessa posizione, sul tavolino coperto con la tovaglietta di non – tessuto rosa, la camera è la stessa, la finestra è sempre dietro al vaso, anche la luce cade allo stesso modo, ma… bastano due carte di colore diverso, una blu e una rossa, e si comincia a vedere cosa può esserci dentro… non solo nel vaso, anche in chi guarda. E pure, scusate il gioco di parole, in chi guarda me e quello che io ho guardato 🙂

Una frase di Modigliani che ho trascritto visitando la mostra (molto bella) a lui dedicata qui a Palazzo Ducale.

“Con un occhio guarda il mondo esterno, con l’altro nella profondità di te stesso”

Lucky Bamboo

Lucky Bamboo

Lucky Bamboo

Lucky Bamboo

Iris (in cerca di bellezza)

Iris

Elaborazioni…

elaborare un’immagine è qualcosa che va oltre la post produzione (che di per sé, per come la vedo io, non è certo un ritocco, nel senso di un imbroglio, correzione e stravolgimento del soggetto: scattare in Nef significa automaticamente dover sviluppare in camera chiara, ovvero, per quel che mi riguarda, estrarre la bellezza interiore dell’immagine, svelarla per poterla condividere)… elaborare è un passo successivo, passo che non sempre faccio, soprattutto quando non converto in b/n (la conversione in b/n dall’originale a colori è l’espressione e la condivisione di uno sguardo se possibile ancora più interiore, a quel punto è la mia anima a diventare un’ulteriore fotocamera).

Ogni volta che post produco, sviluppo, un file digitale, il soggetto ed io ci accordiamo su cosa vuole (lui, il soggetto, non io, che come dico sempre non sono che un mezzo, un tramite). Quante volte è capitato che il soggetto mi obbligasse a tornare indietro di tutti i passaggi che stavo facendo di testa mia senza ascoltarlo…!

Questi fiori si sono trovati a sbocciare in alcune aiuole vicino a ponteggi e lavori in corso, quindi con uno sfondo decisamente non consono (fontanella dell’acqua a parte).

I fiori hanno letteralmente preteso una texture, anzi, addirittura due, persino un filtro vintage.

Non si può certo discutere con dei fiori, per cui ho fatto come volevano loro.  🙂

ps. nel post produrre, convertire in b/n, elaborare, avviene una specie di ulteriore “messa a fuoco”…cioè, quando immagine, cuore, anima, emozioni, sguardo reciproco… si trovano a coincidere perfettamente, ecco, allora è il momento di salvare il file, ridurlo e condividerlo qui. 🙂

pps. mi rendo sempre più conto di cercare la bellezza anche nelle cose che altri troverebbero misere e miserabili. Io penso che sia perché anche la speranza (che sta dentro ad ogni cosa, in qualunque condizione si trovi) è una forma di bellezza. Una piuma fra le tante che formano le ali della Bellezza, quelle ali che spero un giorno sollevino in volo anche la mia anima.

Iris

 

Iris

 

Iris

 

Iris

Flying on a magic carpet around planets and their satellites (video)

Il titolo è interamente di Cantus_firmus, come sua è la musica.

Regalo a tutti voi questo video così come a me è stata donata questa musica:  ho offerto le mie foto perché diventassero le ali di Cantus_firmus, finalmente visibili al mondo, ma soprattutto a Cantus.

Ma chi è, Cantus? se vorrà, si paleserà qui tramite un commento oppure deciderà di restare invisibile comunicando con noi attraverso la sua musica. Per me è un’anima magica quanto il suo tappeto volante, straordinaria quanto il suo volo…Cantus_firmus…nomade del cielo, anima senza fine, come il suo amato universo che continuamente si genera e si dissolve per tornare a rinascere nella luce di una stella.

In the heart color

 

In the heart color

 

In the heart color

 

In the heart color

 

Flying on a magic carpet around planets and their satellites

Child of Feathers (La Bambina delle Piume)

Child of feathers

Si può togliere, il colore. E si può aggiungere, per poter (de)scrivere il Tempo dell’Anima.

La Bambina delle Piume cerca il suo nome, per poter volare: i nomi delle cose sono piume.

E il Cielo? ah, quello bisognerà immaginarlo: può essere ovunque, anche in una pozzanghera, in un sorriso, uno sguardo, una mano… forse il cielo è una piuma bianca nel cuore.

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

“Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears”

Epifania…

Ciò che  viene rivelato, ciò che si manifesta … ma io credo che l’essenza di ogni cosa sia visibile solo agli occhi del cuore: è l’unico sguardo con cui davvero valga la pena di osservare il mondo, perché solo così riesci a vedere anche dentro di te, solo così ogni respiro è un’alba.

È per questo che quando mi sveglio al mattino la prima cosa che il mio cuore fa è guardare il cielo.

Alba

Lo stesso accade quando esco di casa. Magari stando attenta a non cadere mentre il mio cuore guarda il cielo e scopre che alle tre del pomeriggio uno spicchio di luna gioca con le nuvole.
Afternoon sky

 Afternoon sky

Poi il mio cuore ed io vorremmo anche spiccare il volo, ma i gabbiani non ci aspettano e dobbiamo accontentarci di seguirli con gli occhi.
Afternoon sky

Anche una musica ci parla del mondo, ci porta in volo e si fa persino carezza.

Prende il tuo cuore per mano e lo accompagna sul cammino delle parole.

“Abbracciata a me stessa
addormento la vita
in-difesa d’amore:

è questa lacrima il canto
di un giorno nuovo
o il silenzio di un nuovo sogno?

Sono già in volo
o ancora cammino sulle mie ali?

Sfioro nuvole o calpesto piume bianche?

Il mio nido va naufragando
in una pozzanghera
o dell’Oceano ha fatto la sua casa?

Abbracciata a me stessa
come un fiore
nella notte respiro…

in-difesa d’amore.”

Riyueren

ps. Vi invito, se ne avete tempo e voglia, a rileggere il post ascoltando questo canto meraviglioso, una preghiera siriana di cui purtroppo non ho trovato in rete la traduzione. Ma soprattutto vi invito a vedere il film Human perché è un’esperienza straordinaria: se cercate su Rai Play guida tv replay Rai5 vedrete … beh, andate a vedere e poi mi dite…