La tua presenza assente

Dreaming

La tua presenza assente
e quel silenzio nelle tue parole,
e quel tuo sguardo
che non mi ha mai vista…
pungono la mia vita, fanno male
ma non sono spine:
mi cadono nel cuore come semi.

Bagno con il dolore questa terra,
dove a passi di lacrima cammino,
giardino invisibile e segreto.
Negli occhi mi germoglia la Bellezza
che tu non sai vedere:
anche i tuoi sogni neghi,
solo perché ti svegli e non ricordi.

Riyueren

Dreamy water

 

Dreamy water

 

Dreamy water

 

Dream

 

Fly a dream

Alle pendici dell’Alba

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

Alle pendici dell’Alba
lascio salire il mio cuore:
troppo stanchi gli occhi
per camminare ancora
incontro al cielo.

Questo sole che sorge
è il mio respiro:
nasce dentro di me
dopo essere morto
altrove.

Ma poi, dalla collina al golfo,
guida le vele il mare del tramonto:
fogli di nuvole nel vento
parole fra le mani come ali
in cerca di una bocca
per spiccare il volo
alle pendici gloriose della Notte.

Riyueren

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

 

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

 

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

 

Riflessi in Villa Durazzo Pallavicini

http://www.villadurazzopallavicini.com/

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Spegnerò al Silenzio tutte le sue ombre.
Accenderò parole nella sua bocca vuota
e lui verrà: una triste falena
che brucia il suo volo
al calore dei suoni.

Incendierò i miei sogni
e del cristallo che sono
ne farò arcobaleni.

Riyueren

Nel Viale Classico (Villa Durazzo Pallavicini)

http://www.villadurazzopallavicini.com/  Parco più bello d’Italia 2017

Sull’Arco di trionfo, nel viale classico, una scritta in latino che tradotta suona così: “Addio cittadine cure che opprimete l’animo: mi chiamano gli alti monti, le selve, le fonti e quanto di più sublime ed eloquente ha la natura per sollevare lo spirito a Dio”

Al di là dell’Arco, quasi un tutt’uno, come un cambio di scena di quelli che avvengono in teatro, appare il Romitaggio, la Solitudine che permette di andare “oltre”.

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Villa Durazzo Pallavicini Parco pubblico più bello d'Italia 2017

 

Quello che ora vorrei condividere, apparentemente non ha nulla a che fare con le foto, lo so, ma a volte penso che le immagini aiutino a veicolare emozioni. Insomma, più io guardo queste foto, più mi aiutano a descrivere (forse solo a me stessa, non so) quello che ho provato due sere fa portando fuori Sunny per la passeggiata di mezzanotte. Nell’androne del palazzo, al buio, il vento molto forte che proveniva dagli alberi di fronte, più scuri ancora del cielo… e mentre chiudevo gli occhi e me lo sentivo soffiare sul volto… attraversavo la Terza Porta, quella che pone la domanda: “Dove stai andando?”

Da dove vieni,
soffio che ti accompagni al mio respiro?
mano invisibile
che strappi al mondo i suoi umori
per farne profumo ai miei capelli?
abbraccio che avvolgi il mio silenzio
nella tua pace tempestosa?
e dove finisce la tua voce
che scompigliando l’anima
offre il suo volo
alle mie ali stanche?

Riyueren

Mareggiata di nuvole

Mareggiata di nuvole

Sarà una notte d’alba
o un giorno di tramonto
quando i miei occhi
alzeranno le vele all’orizzonte.

Crederò di andare via…
avrò timore di partire.

E invece… arriverò.

Riyueren

Mareggiata di nuvole

A mio figlio (vecchio scritto del 1994)

Io conosco un mondo misterioso e lontano che se ne va alla deriva nel mare stellato dell’ Universo, un mondo che si perde lungo sentieri luminosi d’immenso e di meraviglia: il Paese del Tempo Incantato.

Voglio dirti dei suoi colori, simili a quelli che rivestono e ravvivano il nostro mondo, ma più intensi, al punto da emanare dal loro interno respiri di luce.Così, tutto attorno al Paese, sale e si avvolge un palpitante pulviscolo d’ arcobaleni.

Voglio narrarti dei Soli che sorgono più volte nel medesimo giorno e della Grande Notte che muove a passi di danza lungo le sette atmosfere, dei petali di rose e di viole che arrivano con il vento del tramonto, delle ombre rapide e leggere che destano le valli addormentate.

Delle vette lontane, dove la neve regna, candida eterna sovrana dal manto di gelo trasparente.

Del sussurro delle foglie nei boschi, dove il vento ruba canzoni e leggende disperdendole poi lungo le acque.

E canterò anch’io, per te, il riso d’argento dei ruscelli mentre corrono al fiume, tra il borbottare scontento dei ciottoli e le sommesse preghiere dell’ erba china sul riflesso che fugge.

Insieme andremo al riposo del fiume. Nel suo letto calmo e paziente culleremo i nostri sogni, sino al Grande Mare della Luce.

Qui la morte non è che il doloroso spezzarsi di un bozzolo lucente da cui sfuggono pensieri alati in forme d’amore.

Riyueren    1994

Mareggiata di nuvole

Non visibili voli

Invisibili voli

Colmo di voci il mio silenzio vive,
nei ricordi muti degli occhi:
fragili voci, tremule di tempo,
piume del mio respiro,
in questa gabbia – intreccio
di voli non visibili.

Voci senza parole,
come il ceppo dell’olmo sulla strada:
ogni giorno mi parla con lo specchio
delle sue radici
che la terra nasconde
a gente d’asfalto e di rumori.

Riyueren

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

Invisibili voli

 

L'olmo

Da una sponda all’altra

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano.

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

Da una sponda all’altra, ombre
e solo di passaggio
corrono a ricordi d’acqua.

Il pensiero di te
lega la riva del mio giorno
alla sabbia della notte.

Cammino.
Cadono le foglie
dal ramo disadorno del mio cuore.

Ma la speranza è un ponte
che mi riunisce al tempo che era nostro.

In fine, bagnata dalla luce,
questa mia strada è un’onda
che mi porta al largo
senza bisogno d’ancora e di vela.

Riyueren

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano sul Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano sul Lago Grande

 

The Lights I love

The lights I love

Nella stanza al mattino
sorge prima il silenzio,
poi viene il sole:
camminano insieme
piccoli passi di luce
sino a che l’intera parete è percorsa
di orme splendenti,
occhi che leggono in cuore.

Mentre il sole va altrove e tramonta
la parete si spegne:
nella stanza rimane il silenzio
a vegliare il mio tempo e i miei sogni.

Riyueren

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

Sono le luci che amo, quelle che entrano nella mia camera da letto e dilagano sull’intera parete che ho di fronte illuminandola solo nei mesi estivi.

Hanno colori diversi, a seconda di dove si posano.

La prima volta che le ho “viste” (eppure c’erano da anni, vivo qui dal 1980) era nell’agosto del 2011: da allora è tutto un gioco di specchi e di sguardi.

Ogni nuovo dolore

Reflections

Quante volte un nuovo dolore
ne addolcisce uno più antico…
Nessun dolore cancella un dolore,
ne lenisce soltanto le spine,
poi si fondono insieme.
La speranza è una palla di gomma
che rimbalza fra loro e non cancella
neppure il silenzio di un giorno:
lo schiarisce di ombre e di assenza.

Riyueren

Waterlilies

 

Waterlilies

 

Waterlilies

Piuma Bianca

La piuma

Qualcosa d’infinitamente piccolo

Un passo di formica sotto le foglie
lo stelo del fiore che trema nel vento,
la sua radice che avanza nella terra
una goccia di cielo nella pozzanghera
un bordo di nuvola che il tramonto dissolve
la polvere dell’orma sparsa sul sentiero
il filo di luce che ricama le ombre
il fiocco di neve che incorona la mimosa
i cerchi sull’acqua di una pietra che cade
un grano di sabbia nel cuore dell’onda
un sogno dimenticato sul cuscino
una lacrima di silenzio sul mio sguardo

Qualcosa d’infinitamente piccolo…
Qualcosa d’infinito.

Riyueren

La piuma

 

La piuma

 

La piuma

 

La piuma