Suoni d’Autunno

Aurora

Canto di foglia
Voce nuda sul ramo.
Suoni d’Autunno.

Riyueren

Suoni d'Autunno

Tutto ha un suono. Tutto ha una voce. Tutto ha un linguaggio. Tutto cerca di esprimersi, di conoscere e di conoscersi.

I colori dell’Autunno cantano mentre io canto l’Autunno, a volte anche senza i colori.

La stagione del mio inizio, del mio primo respiro, del mio primo sguardo.

Era un giovedì. Era un giorno di luna piena, io traboccavo di domande ma non sapevo le parole.

Ho attraversato molte stagioni: nasco e muoio ogni giorno e le parole non hanno più importanza.

Non ci sono più domande. Non ci saranno mai risposte.

La mia voce nuda, cantando, cade dal ramo. Siamo come le foglie. Ci addormentiamo nel vento.

E la Terra profuma di noi.

Ginkgo biloba

Suoni d'Autunno

Suoni d'Autunno

Bruma

Bruma

Quando guardi, che cosa vedi? Gli occhi vagano e cadono qua e là sulla terra come le foglie d’autunno o il cuore è un vento consapevole che soffia anima attraverso il tuo sguardo?

Tutto quello che hai attorno sono altri occhi, spesso invisibili ai tuoi, ma ti guardano e chiamano perché tu li veda a tua volta: voci più simili a sussurri o sbuffi di vento, suoni che non fanno più rumore del respiro di un bimbo quando dorme.

È così che la luce canta, dall’interno di ogni cosa: hai mai visto il chiarore incantato delle ombre?

Se provi a guardare consapevolmente, se comprendi che al di fuori di te il mondo è uno specchio –  anche se a volte troverai solo frammenti, perché molto spesso le cose vanno in pezzi, te compreso – scoprirai che lo sguardo, quando il cuore si apre, è in grado di ricomporre l’intero universo – soprattutto quello che hai dentro.

Bruma

 

Bruma

 

Bruma

 

Bruma

Scrivendo di sguardi: “le parole (in)segnano i confini, le immagini aprono orizzonti”.

Andando da casa mia verso Begato, in salita, sulla destra, puoi trovare una piccola grande meraviglia: devi semplicemente guardare oltre il muretto che separa la strada asfaltata dal bosco sottostante. Tutte le volte mi incanto: soltanto io, perché fra la gente che sale a Begato alcuni sembrano prestare attenzione solo a dove mettono i piedi mentre altri, quelli che corrono, sembrano non vedere proprio niente, persi nella musica del loro stereo.

Eppure basterebbe soltanto alzare di poco e di lato lo sguardo – il muro è talmente basso- per farsi catturare l’anima da una distesa di campanelle blu viola. Se non fosse per queste campanelle rampicanti, quella sarebbe una normalissima curva con a lato un normalissimo bosco.

Campanule nel bosco

Invece le campanelle, insieme alle loro foglie, sono diventate uno spesso tappeto che scende al di là del muro, lo ricopre completamente, continua sopra alla radura sottostante e si insinua persino sulla sommità degli alberi.

Campanule nel bosco

Qui luce ed ombra, a seconda dell’ora, si contendono i colori e le forme di questa autentica meraviglia naturale.

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Campanule nel bosco

 
Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Da qui io posso parlarti, scriverti, soltanto della mia esperienza, di emozioni che non hanno certo la pretesa di essere verità: solo la mia ricerca è vera, reale.

Non voglio spiegarti che cos’è la Fotografia, bensì quello che può diventare, quello che potrebbe essere, uno strumento di conoscenza, oh, non documentale, ma intima, interiore, diversa per ciascuno di noi, sicuramente, però meravigliosa come una distesa di campanelle blu viola.

Ps. In post produzione, ingrandendo le immagini, mi sono accorta che tutte le foglie sono bucherellate, divorate qua e là da qualche insetto vorace: anche questo insegna qualcosa, anzi, molte cose, direi. Lascio a te il divertimento di immaginare simboli e senso.

Fragile

Fragile

 

Fragile

Fragile

Fragile

Accade sia diverso lo sguardo
Forse dal prossimo istante
Le nuvole restano nuvole
Si dissolvono i draghi nel cielo
Si chiudono gli occhi dei fiori
E le parole non sono
Che inutili suoni
Quei segni di onde
Marea di memorie
Sul guscio dei giorni

Riyueren

Fragile

 

Fragile

 

Fragile

 

Tutte le ombre del vento

Tutte le ombre del vento

Lo stesso muro di cemento, alberi, le foglie degli alberi, il vento, le diverse ore del giorno, la luce del sole, la luce dei lampioni, un Huawei P10, il mio sguardo.

Un muro non è sempre un muro o non è soltanto un muro. Può diventare la tela di un quadro straordinario incredibilmente mutevole. Il vento può trasformare il muro in uno spartito musicale dove la luce gioca i suoi ritmi di ombre.

E tutte queste geometrie modellano il mio sguardo, contengono i miei pensieri, armonizzano le dissonanze della mia anima.

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

Corri, Amore

Nel cielo

Non sostare in me, Amore,
Non lasciarti imprigionare
dai miei pensieri,
trattenere dai miei bisogni

Non fermare per me il tuo volo
nella gabbia delle mie mani

Ma corri, Amore, corri,
libero come nuvola e onda

Il mio vuoto resta colmo
del tuo passaggio

Sfiorata da una sola tua piuma
io rinasco preziosa a me stessa

e corro, Amore,
corro e volo
anch’io
fra la Terra e il Cielo
Libera di essere quella che sono,
Luminosa e oscura
come il buio
quando un filo di luce
lo attraversa.

Riyueren

Nel cielo

 

Nel cielo

 

Nel cielo

Tra piume, ghiaccio e tempeste

Ice drop

Sto combattendo allo specchio
un avversario che io non conosco
anche se indossa il mio volto.

Lo sfido: viene avanti e mi affronta
Lo insulto: con la mia voce m’ingiuria.

Se chiedo, lui non risponde,
domanda a sua volta.

Ci parliamo addosso
condividiamo sguardi e silenzi.

Con le mie lacrime, piange

E ancora non so
chi tra noi sorride per primo.

Riyueren

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

Snow storm

 

Snow storm

 

Snow storm

 

Flowering of ice

 

Le lacrime di Mimosa (Mimosa’s tears)

( E la storia di Mela continua…)

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

La vera lontananza è quel tuo silenzio così vicino e così senza sorriso…

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Intervallo n°1

Sei andata a nasconderti nello specchio, Mela: mi volti le spalle, non ti fai vedere, non sorridi. Sei arrabbiata con me. O delusa. Lo so, ogni tanto io me ne vado dall’altra parte del tuo specchio, getto via la penna o la dimentico: conosci qualche altro modo per evitare il dolore? Certi anni sono fatti di fango doloroso: devo lasciarlo sedimentare sul fondo, se voglio bere qualcosa di limpido.

Quanto tempo abbiamo perso, tu ed io? Qualche anno.

E quanto tempo ci resta? Non lo sappiamo.

Mela è come addormentata nel tempo. Si avvolge lo sguardo nei sogni, come fossero lenzuola, colorate, ovviamente:  lei sogna a colori. Io invece fotografo sempre a colori ma poi converto in bianco e nero, non voglio distrazioni mentre accarezzo le forme pure della luce e dell’ombra.

Mela dorme sul suo cuscino di ricordi: a volte pungono, non è un’imbottitura comoda.

E quando sogni e ricordi si mescolano, Mela si sveglia impaurita.

È allora che io me ne vado. Lo sai che non posso stare lì a vederti piangere, Mela.

Come puoi stare in equilibrio su quel filo di lacrime? Ho sempre paura di vederti cadere. Eppure tu ci cammini senza pensieri. Dovresti stare più attenta, bambina.

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Intervallo n°2

Mi prendo tempo per pensarti.

Mi prendo tempo per cercarti.

Mi prendo tempo per prenderti, Mela.

Ma sei tu a pensarmi, tu a cercarmi, tu a prendermi, Mela.

Sono io quella invisibile,

quella che è fuggita,

quella che si è nascosta.

Dietro a un dito. Dietro a un’intera mano.

Dietro a tutta una vita.

Tu mi hai semplicemente aspettata.

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Intervallo n°3

Odoriamo di solitudine, Mela.

Forse ne puzziamo anche.

Siamo il letame dove il dolore racchiude (nutre, abbraccia, riposa) semi di tempo e poesia.

Che meravigliosa terra è il dolore.

I ricordi crescono fra te e me, piccola: travi e pagliuzze non precisamente dorate… alla fine, dal mio sguardo al tuo, ci separa un’intera foresta.

Le lacrime di Mimosa (Mimosa's tears)

 

Per i tuoi occhi

The Moon

Scriverò parole per i tuoi occhi,
perché il tuo sguardo
non scivoli sui miei silenzi
e cada su strade senza nome.

Io sono un quadrato dai lati pazzi
ancorati a spigoli di lacrime
Una piuma senza volo e senza vento
L’arco di un filo d’erba senza prato
un frutto senza stagioni e senza semi.

Ma scriverò di piume e voli,
di prati e di stagioni,
di semi, vento e frutti.

Per i tuoi occhi, scrivo,
perché la mia radice
è nel tuo sguardo.

Riyueren

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon