Tutte le sfumature del reale

Among the many aspects of reality
 
 Ti porgeranno i miei occhi
 Tutte le sfumature del reale
 che Realtà non sono
 Ma Viaggio senza strada e senza sosta
 Dove dipende il Vero
 Dal raggio del tuo sguardo
 Non cercare lontano quello che ti occorre
 Non partire, rimani, entra e scendi
 Vai oltre il Tempo, oltre le superfici
 Fra il Bianco e il Nero
 E fra la Luce e il Buio
 Alla scoperta dei Colori Ignoti.
  
 Riyueren
  
   
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Near the cemetery (Genova Rivarolo)
Ho scattato le foto all’interno di questa struttura, posta a lato dell’ingresso del cimitero Torbella (Genova Rivarolo)
Near the cemetery (Genova Rivarolo)
In una visione più ampia… ecco la realtà del luogo (vicinissimo a dove abito, tra l’altro). Ma… è davvero questa la Realtà o non è piuttosto la sua superficie?
In the heart of a leaf
E come sarà, andare oltre, all’interno della superficie di una semplice foglia?

Ecco, questo volevo dire: quello che i miei occhi vedono è reale ma non è la Realtà, non quella che conosciamo, perché sempre più spesso è quella a cui ci fermiamo. Bisogna andare oltre, cioè “dentro”, cogliere le sfumature.

Oggi tutto o è Bianco o è Nero: non è questo il b&n che adoro. Più sfumature riusciamo a cogliere e più la Realtà è ricca. E più si avvicina alla verità. E alla Bellezza.

Stefano Bigazzi – Portraits

Stefano Bigazzi, giornalista (il Lavoro e Repubblica) e artista ( scrittore, poeta, scultore, critico, per 15 anni responsabile delle pagine di cultura e spettacolo dell’edizione genovese di Repubblica). In questi giorni presente nella mostra collettiva a Palazzo Ducale “Il Respiro dell’Arte”.

Stefano Bigazzi (Portrait) 2016
Marzo 2016 -Palazzo Ducale- Conferenza “Cosa significa un quadro”
Stefano Bigazzi (Portrait) 2016
Marzo 2016 Palazzo Ducale
Stefano Bigazzi (Portrait) 2016
Marzo 2016 Palazzo Ducale
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Febbraio 2020 Segrete – Tracce di memoria (rassegna d’arte contemporanea ideata e curata da Virginia Monteverde). “Poesia e Memoria”Reading poetico a cura della Stanza della Poesia
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020 (Chiostro di San Matteo)
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi  (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020 Salita Di Negro

“Orizzonti” dal Ponte Morandi al nuovo Ponte Genova San Giorgio.

In questi giorni si vanno intensificando suoni e rumori: hanno accompagnato il Ponte Morandi da subito dopo il crollo sino alla costruzione del nuovo Ponte Genova San Giorgio passando per la demolizione di quello che del vecchio ponte era rimasto.

Questo video, nonostante la musica di sottofondo, essendo realizzato solo con foto, vuole essere uno spazio di ricordo e insieme di silenzio, perché le immagini degli scatti fotografici sono un silenzio che parla a ciascuno di noi, nella sua propria lingua: ogni sguardo ha una vita, dietro, ed ogni sguardo traduce simultaneamente nel linguaggio dell’anima quello che vede.

“Orizzonti” è semplicemente l’insieme di quello che i miei occhi hanno visto dal poggiolo di casa, dal 2010 sino ad oggi, luglio 2020. Sono 10 anni di orizzonti visti sempre dalla stessa prospettiva (al massimo variando la portata del mio zoom, che non supera i 300 mm).

In un mondo in cui tutti innalzano muri, in se stessi e nei confronti degli altri, temo sia inevitabile che i ponti crollino, quelli metaforici e non.

Il mio orizzonte comprendeva il Ponte Morandi, l’ho sempre abbracciato con gli occhi ogni volta che fotografavo i tramonti da casa ( qui i cieli offrono spettacoli grandiosi).

Il Ponte Morandi mi ha insegnato molto: ho imparato a cogliere la luce nei suoi cambiamenti durante le varie ore del giorno. E ho imparato anche che un orizzonte può crollare in pochi secondi, portando con sé anche gli orizzonti altrui. Così per me il nuovo ponte è anche il Ponte degli Angeli, i 43 angeli che spero proteggano i loro cari e noi.

Ogni volta che citano la frase di Dostoevskij “La Bellezza salverà il mondo” io dentro me penso sempre “Ma chi salverà la Bellezza dal Mondo?” da questo mondo in cui viviamo, intendo.

Nessuno ha salvato il Morandi.  E nessuno mi crederà, ma quando, piangendo, lo confesso, ho fotografato (unica volta in vita mia che ho usato la raffica) la sequenza della demolizione, ho “sentito” il sollievo del vecchio ponte, finalmente libero di andare.

Offro questo video come atto d’amore all’orizzonte che è stato e a quello che d’ora in poi sarà.

Musica: “Resonance” © Airtone (ccMIxter)

Nuovo orizzonte (in costruzione)

Ieri, quasi al tramonto, ho visto il mio nuovo orizzonte: sta sorgendo in luce e bellezza.

Nuovo orizzonte (in costruzione)

 

Nuovo orizzonte (in costruzione)

 

Nuovo orizzonte (in costruzione)

 

Nuovo orizzonte (in costruzione)

Voglio cercare anche in me questa luce meravigliosa, questo silenzio luminoso e magico, dove tutto può rinascere, anche la speranza. E un orizzonte nuovo, tutto mio.

Nuovo orizzonte (in costruzione)

Un altro orizzonte

Orizzonti in Praglia

Un orizzonte …e poi un altro ancora: di fronte, ai lati, di spalle. Forse anche i giorni sono orizzonti: attimi, mentre ci sei dentro, e anni, se li guardi – e ti guardi – da lontano.

Ieri era il mio compleanno: ho ricevuto quei pochi auguri di chi ancora si ricorda di avermi conosciuta: Sono spariti – finalmente – gli inutili messaggi lanciati su Facebook, ora che me ne sono allontanata in silenzio . Bene, sono ritornata invisibile.

Mi mancano, quest’anno più di tutti gli altri anni, gli auguri di mia madre: la prima telefonata del mattino, il 7 novembre, era sempre e solo la sua. Sono 23 anni che quella voce non c’è più.

Con il tempo sono spariti orizzonti, voci e immagini: Mir, Sunny, l’olmo in cima alla salitina, il Ponte Morandi… Ora non so se sono spariti veramente o se sono io che mi sono allontanata. Forse tutto è rimasto lì dove era prima ed io non sono più capace di vederlo.

Il mattino, visto dai Piani di Praglia, la speranza che si apre varchi di luce in mezzo alle nuvole scure.

Altri orizzonti. Anche al di qua di questi occhi.

Orizzonti in Praglia

 

Orizzonti in Praglia

 

Orizzonti in Praglia

Scrivendo di sguardi: “le parole (in)segnano i confini, le immagini aprono orizzonti”.

Andando da casa mia verso Begato, in salita, sulla destra, puoi trovare una piccola grande meraviglia: devi semplicemente guardare oltre il muretto che separa la strada asfaltata dal bosco sottostante. Tutte le volte mi incanto: soltanto io, perché fra la gente che sale a Begato alcuni sembrano prestare attenzione solo a dove mettono i piedi mentre altri, quelli che corrono, sembrano non vedere proprio niente, persi nella musica del loro stereo.

Eppure basterebbe soltanto alzare di poco e di lato lo sguardo – il muro è talmente basso- per farsi catturare l’anima da una distesa di campanelle blu viola. Se non fosse per queste campanelle rampicanti, quella sarebbe una normalissima curva con a lato un normalissimo bosco.

Campanule nel bosco

Invece le campanelle, insieme alle loro foglie, sono diventate uno spesso tappeto che scende al di là del muro, lo ricopre completamente, continua sopra alla radura sottostante e si insinua persino sulla sommità degli alberi.

Campanule nel bosco

Qui luce ed ombra, a seconda dell’ora, si contendono i colori e le forme di questa autentica meraviglia naturale.

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Campanule nel bosco

 
Campanule nel bosco

 

Campanule nel bosco
Da qui io posso parlarti, scriverti, soltanto della mia esperienza, di emozioni che non hanno certo la pretesa di essere verità: solo la mia ricerca è vera, reale.

Non voglio spiegarti che cos’è la Fotografia, bensì quello che può diventare, quello che potrebbe essere, uno strumento di conoscenza, oh, non documentale, ma intima, interiore, diversa per ciascuno di noi, sicuramente, però meravigliosa come una distesa di campanelle blu viola.

Ps. In post produzione, ingrandendo le immagini, mi sono accorta che tutte le foglie sono bucherellate, divorate qua e là da qualche insetto vorace: anche questo insegna qualcosa, anzi, molte cose, direi. Lascio a te il divertimento di immaginare simboli e senso.

Fra le macerie del mio orizzonte

Fra le macerie del mio orizzonte hanno aperto una strada: una piccola striscia d’asfalto delimitata da una linea gialla funge da marciapiede e mi permette di camminare tra le case rimaste e il cantiere. Sotto al sole si consuma una rosa rossa: qualcuno l’ha infilzata nella rete verde che separa la strada dal luogo dei lavori, là, dove il mio orizzonte è caduto.Quando cade un orizzonte....

Ho camminato tutto attorno fotografando quello che vedevo, quello che è rimasto e quello che sparirà tra poco. Avrei voluto ci fosse silenzio, sarebbe stato più giusto, penso, ma sfrecciavano auto e bus, le ruspe scavavano via i detriti, i getti d’acqua sferzavano la polvere, anche il clik della mia fotocamera era fuori luogo, me ne rendo conto.

Ho amato questo ponte: lo vedevo in lontananza dalla mia casa. Era bello, specialmente al tramonto, quando il fiume Polcevera, se c’era acqua e il cielo sereno, diventava un nastro d’argento liquido che andava a gettarsi in mare: un’ incredibile striscia di luce tra le sponde in penombra.

L’ho visto quando è crollato durante un temporale terribile il 14 agosto 2018.

L’ho fotografato, piangendo, il 28 giugno scorso, quando lo hanno fatto saltare.

Non potevo non andare a vederlo prima che sparisse del tutto.

Ora quello che scriverò sicuramente non verrà compreso, ma glielo devo, a questo orizzonte che mi ha dato sempre gioia e meraviglia: non è un assassino, anche se è colpevole di essersi portato dietro 43 vite (che se invece di cadere sul fiume fosse caduto tra via Porro e via Fillak sarebbe stata una strage). Quando lo hanno fatto saltare credo sia stata per lui una liberazione, dopo l’agonia di quasi un anno. Per me il Ponte Morandi è la vittima n°44, vittima dell’incuria e dell’indifferenza. I veri colpevoli vanno cercati altrove e speriamo non restino impuniti.

 Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

Il vetro

Broken glass

Era la casa che tu dicevi mia.
Gli sguardi rotti nel silenzio cieco,
i muri alti delle tue parole,
le sbarre delle voci scolorite,
i frammenti del tempo alle finestre
e le mie ali, inchiodate a terra,
a immaginare il cielo.

Il sogno ed io abitavamo altrove.

Riyueren

Broken glass

 

Broken glass

 

Broken glass

 

Luci

Quando una foglia d'autunno diventa una lampada gialla...

La mia partenza dall’inizio incerto.
Posate le parole sulla pista,
pronte per la corsa, al primo passo
l’asfalto della vita le ha ingoiate:
l’anima si è spezzata sino al cuore.

Cammina, la mia bocca,
cerca i suoni perduti
sul ciglio di memorie che verranno:
trova soltanto rumore di pensieri
e qualche orma di luce silenziosa.

Riyueren

Afternoon

 

Afternoon

 

Afternoon

Dove? io ti chiedo: Dove?
Se è dentro, voglio entrare.
Se è fuori, voglio percorrere i suoi sentieri
annusare le sue orme, ovunque sia.

Voglio seguire, inseguire,
riaccendere il fuoco
benedire ogni fiamma,
ogni passo che mi brucia.

E non ti chiedo: Quando?
Il Tempo è ora.
Questo istante, questo respiro
per uscire e cercare
per entrare e trovare
il nome che porto e che mi porta.
Quel suono
che la mia carne indossa in silenzio.

Riyueren

...and a Happy New Year!!!

 

...and a Happy New Year!!!

 

...and a Happy New Year!!!

Cerco le luci del Nuovo Anno. Il 2018 ha portato luci ed ombre. Il primo Natale senza Giovanni che però ha trovato lavoro, korrepetitor nel teatro di Ulm, quello che lui ha sempre desiderato. Il primo Natale senza Sunny ma anche il primo Natale con Spritz.

Non ho scritto, come facevo un tempo, gli auguri sul blog. La mia vita reale mi porta lontano da qui e alla fine credo che questo luogo diventerà simile ai cassetti in cui da bambina nascondevo le cose che scrivevo: le nascondevo così bene che finivo per perderle. Forse in un blog riuscirò a ritrovarle, a ritrovarmi, chissà…

Il 2019 è iniziato, auguro a tutti voi un anno sereno, un anno di pace, almeno interiore, visto che nel mondo la pace non c’è.