Tracce (passi di luce)

Tracce (footsteps of..)

Due foto dello stesso muro, scattate a distanza di pochi secondi: le ho unite insieme perché volevo far comprendere l’importanza che ha per me lo sguardo quando interagisce con la luce. Basta un’inclinazione diversa (anche del pensiero, volendo) e un muro diventa un qualcosa di magico ( i “passi” luminosi di una lumaca che tracciano percorsi verso chissà dove) o torna ad essere un semplice muro.

Tracce. Passi di luce. La luce che arriva e segna percorsi anche su di noi. Strade d’ombre, in questo caso, ma sempre nate dalla luce.

Tracce (footsteps of..)

 

Tracce (footsteps of..)

 

Tracce (footsteps of..)

Dalla sua sorgente, il Sole, la luce sgorga come l’acqua e come acqua scorre ovunque, dentro e fuori di noi.

Il cielo diventa un oceano. Altri passi, altre orme. Chiare ed oscure.

Sentieri di luce, sempre.

Tracce (footsteps of..)

Riflessi in Villa Durazzo Pallavicini

http://www.villadurazzopallavicini.com/

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Riflessi nel Castello del Capitano

 

Spegnerò al Silenzio tutte le sue ombre.
Accenderò parole nella sua bocca vuota
e lui verrà: una triste falena
che brucia il suo volo
al calore dei suoni.

Incendierò i miei sogni
e del cristallo che sono
ne farò arcobaleni.

Riyueren

Da una sponda all’altra

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano.

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

Da una sponda all’altra, ombre
e solo di passaggio
corrono a ricordi d’acqua.

Il pensiero di te
lega la riva del mio giorno
alla sabbia della notte.

Cammino.
Cadono le foglie
dal ramo disadorno del mio cuore.

Ma la speranza è un ponte
che mi riunisce al tempo che era nostro.

In fine, bagnata dalla luce,
questa mia strada è un’onda
che mi porta al largo
senza bisogno d’ancora e di vela.

Riyueren

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano sul Lago Grande

 

Villa Durazzo Pallavicini: Il Ponte Romano sul Lago Grande

 

The Lights I love

The lights I love

Nella stanza al mattino
sorge prima il silenzio,
poi viene il sole:
camminano insieme
piccoli passi di luce
sino a che l’intera parete è percorsa
di orme splendenti,
occhi che leggono in cuore.

Mentre il sole va altrove e tramonta
la parete si spegne:
nella stanza rimane il silenzio
a vegliare il mio tempo e i miei sogni.

Riyueren

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

 

The lights I love

Sono le luci che amo, quelle che entrano nella mia camera da letto e dilagano sull’intera parete che ho di fronte illuminandola solo nei mesi estivi.

Hanno colori diversi, a seconda di dove si posano.

La prima volta che le ho “viste” (eppure c’erano da anni, vivo qui dal 1980) era nell’agosto del 2011: da allora è tutto un gioco di specchi e di sguardi.

Nel Castello del Capitano (Villa Durazzo Pallavicini): appunti… di luce.

Castello del Capitano (Villa Durazzo Pallavicini, Pegli)

Villa Durazzo Pallavicini

Vorrei parlare dell’importanza della Luce, ma credo che la luce non abbia bisogno di troppe parole: la luce va semplicemente vista… (di)mostrata, se possibile ( e amata, sempre).

Forse è la Luce che vede noi, che ci rende visibili a noi stessi… e che ci ama, sempre.

Noi siamo come quel pavimento lì sopra: magari un po’ rovinato da tutti i piedi che lo hanno calpestato, ma sempre bello… però, se lo guardiamo, ci accorgiamo che è silenzioso, muto. Già, a volte il silenzio diventa una polvere che ci si deposita addosso.

Il sorriso della Luce ci fa sorridere: non si dice forse che un sorriso è “luminoso”?

La luce più bella è quella che non solo ci illumina ma ci colora, anche.

Quindi occorrono delle vetrate… e che siano a colori.

Ne abbiamo molte, a disposizione, a cominciare dalle vetrate della Natura… e poi quelle dell’Arte, delle persone che amiamo e che ci amano.

A volte accade che la luce passi attraverso le vetrate dei nostri stessi frammenti: e sono quelli i colori più belli.

 Lights

 

Lights

 

Lights

 

Lights

 

Lights

 

Castello del Capitano (Villa Durazzo Pallavicini, Pegli)

 

Lights

The small willow & the big beech (parole fra l’acqua e il vento nel Parco di Villa Durazzo Pallavicini)

The small willow b/w

I luoghi dell’anima traboccano di luci e di ombre mutevoli, a seconda della stagione, dell’ora del giorno… oserei dire che cambiano ad ogni sguardo: per questo bisogna visitarli più volte, perché arricchiscono il cuore nutrendolo di gioia e armonia.

Sono ritornata in Villa Durazzo Pallavicini in un tardo pomeriggio, quasi in prossimità della chiusura e quasi al tramonto.

Il piccolo salice sul piccolo isolotto era immobile nella luce ma mentre lo fotografavo si è improvvisamente alzato il vento: un vento di danza.

Dall’altro lato del lago, davanti all’obelisco, il grande faggio pendulo accarezzava l’acqua mentre la luce illuminava ogni sua singola foglia.

Un immenso in-canto sull’acqua e sul vento, un canto di luce tra un piccolo salice e un grande faggio (e il mio cuore).

The small willow (and the wind)

 

The small willow (and the wind)

 

The small willow (and the wind)

 

The small willow (and the wind)

 

The small willow (and the wind)

 

The small willow (and the wind)

 

The big beech

 

The big beech

 

The big beech

 

The big beech

 

The big beech

 

The big beech

Child of Feathers (La Bambina delle Piume)

Child of feathers

Si può togliere, il colore. E si può aggiungere, per poter (de)scrivere il Tempo dell’Anima.

La Bambina delle Piume cerca il suo nome, per poter volare: i nomi delle cose sono piume.

E il Cielo? ah, quello bisognerà immaginarlo: può essere ovunque, anche in una pozzanghera, in un sorriso, uno sguardo, una mano… forse il cielo è una piuma bianca nel cuore.

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

“Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears”

Light Games

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

Non c’è nulla di più stimolante dell’avere a che fare con dei confini ( nella fattispecie quelli di una fotocamera compatta) e trasformarli in orizzonti. 🙂

I limiti sono fatti per osare. E per essere superati.

Guardate un po’ questi video: qui dai limiti è nato un volo straordinario.

Un’emozione è…

Water Lights

Un’emozione è come il vento: se presti attenzione sai da quale direzione viene e verso dove si allontana, ma non ne conosci il luogo di origine, non sai dove si nasconde la sua sorgente … certo è nell’anima, nel cuore, nella mente, ma resta invisibile, non la puoi toccare o vedere… se non con l’anima, con il cuore, con la mente. Come il vento, ti porta profumi, odori, nuvole oscure di pioggia o colorate, può rendere il cielo sereno o tempestoso.

Un’emozione ti accarezza, ti culla, ti fa tremare come un fiore sul suo stelo o ti strappa via dal ramo come il vento fa con le foglie, ti fa vedere il sole o te lo nasconde.

Un’emozione deve avere un nome, ha bisogno di una strada di parole su cui camminare e di orizzonti in cui specchiarsi per diventare pensiero: solo così può alzarsi (e alzarti) in volo.

Un pensiero in volo, quando è condiviso, ritorna ad essere emozione… nell’anima, nel cuore, nella mente. E da quell’emozione, non più tua, nasceranno altri pensieri, altre ali, altri voli.

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Luci nel buio

Light in the Dark (Una luce nel buio)

Non manca molto: tra poco diranno che un periodo di tempo è terminato e ne comincia un altro.

Ma che cos’è il Tempo? la misura di ciò che accade? il ricordo di quello che è stato? la speranza di quello che ancora deve venire? Non ci bastano l’alba e il tramonto? la notte e il giorno? No, abbiamo bisogno di calendari, agende, cassetti in cui confinarci da soli quando non sono gli altri a farlo.

Naturalmente ho appena indossato qualcosa di rosso, un maglioncino, anche se in casa non fa freddo.

Naturalmente sto aspettando anch’io che mi annuncino l’entrata in un Nuovo Anno… e come tutti anch’io farò progetti, anzi, li ho già fatti, per i prossimi 365 giorni e rotti che, se tutto va bene, dovrei avere.

Naturalmente da stamattina mi è arrivato di tutto sul telefonino: auguri-copia-incolla-a-invio-multiplo-collettivo più qualche catena di S.Antonio che dovrebbe assicurare, soprattutto a chi me la manda, amore e soldi, che poi è tutto quello che il mondo desidera.

Sul mio stato WhatsApp, dalla disperazione, ho scritto chiedendo espressamente che mi venisse risparmiato lo squallore di questi Auguri palesemente finti, fatti “tanto per”, ma nessuno si è preso la briga di leggere ed hanno continuato tutti.

Ho mangiato un po’ di salatini e fatto il bis di gelato, poi mi sono messa al pc. Chiave di ricerca: “la produzione italiana di armi da guerra” e “mappa delle guerre nel mondo”.

Direi che non c’è proprio niente da festeggiare.

Ho scelto delle foto particolari, per questa serata. Sono luci nel buio: la candela rossa solitaria è la mia, anzi, sono io, foto dell’altro ieri. Quelle più sotto sono dell’anno scorso, al Santuario della Madonna della Guardia ( a Genova è molto conosciuto). Ogni candela, ogni luce, rappresenta tutte le persone che sono andate lì a chiedere una grazia o semplicemente a pregare. La preghiera è una luce che vorrebbe illuminare il buio.

Io, le poche volte che prego, non chiedo mai niente, faccio lo stesso quando scrivo, quando cantavo, quando scatto fotografie e ora pure quando disegno: è il mio modo per dire al mondo, alla Natura o chi per esso: Ti amo, grazie perché sono viva, ti offro quello che so fare, mi consumo, mentre lo faccio, ma è bello consumarsi così, perché brucio di gioia.

Il mio augurio di stasera è come sempre un augurio di Luce. Forse se ci accendiamo tutti il Buio se ne andrà via.

Preghiere

 

Preghiere

 

Preghiere

 

Preghiere