Per Giuliana

Reflection
Nella tua chiusa dimora
Assapori silenzi di luce

Tace ogni rumore
Il mondo volta il passo
In direzione opposta
Al tuo sentiero

Il tuo nome si spegne come un fiore
ma un seme vive ancora nei miei occhi:
Il tuo sguardo pieno di voci
Il suono fragile delle tue parole

Riyueren
Giuliana
Giuliana Traverso – Donna e Fotografa – 23 Dicembre 1930 – 14 Aprile 2021 Foto scattate a Sestri Levante nel 2012 durante le letture del Portfolio “Penisola di Luce”

Ancora non posso crederci. Non ho mai pensato che anche tu potessi andare via, ti ho creduta eterna, sapevo che c’eri e me lo facevo bastare. Certo – e non te l’ho mai detto – mi costava non venire a trovarti, non poterti telefonare: tanto la tua voce si faceva più fievole, quanto il mio udito andava peggiorando; non volevo amareggiarti: te la prendevi con la tua voce e ti addoloravi per me. Ho sbagliato: perdonami.Mi sei mancata tanto prima e adesso ancora di più.

Mi hai insegnato in quel modo tutto particolare e tutto tuo, ricordi? Credo di poter riassumere tutto in una frase sola: “Hai liberato il mio sguardo”.

Mi dicevi che io vedevo cose che gli altri non vedono e che era quello che dovevo fotografare. Continuerò a farlo, Giuliana, e tu vedrai attraverso i miei occhi.

Giuliana Traverso

Lanfranco Colombo

Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana
Giuliana e Lanfranco
Giuliana Traverso e Lanfranco Colombo (1924 – 2015) nella loro casa genovese

Un sole nebbioso (Misty Sun)

Misty Sun
Sole Nebbioso (Misty Sun)

I

Un sole nebbioso, imitando la luna
S'impiglia fra i rami più alti,
Irraggiungibile nel suo incavo azzurro.

Nelle mani ho lettere rugose,
Avanzi di sopravvivenza,
Parole non nate ancora
Soltanto forme sciolte
Libere da labbra e foglio
Irraggiungibili nel cavo del silenzio.

II

Al di là dei vetri, il vento
L'inquietudine è il suo lavoro
La calma dissolve le sue strade
Il Drago della pioggia ha un suo segreto
Teme il fuoco
anche quando lo spegne con un soffio

Noi siamo acqua e fiamma
Ancora non sappiamo
Quando essere incendio o temporale.

III

Sono gli ostacoli che rivelano la natura del vento.

Riyueren
Misty Sun
Misty Sun
Misty Sun
Misty Sun
Segni
Segni
Segni

Hearts

Vorrei che queste foto, elaborazioni e immagini, così lontane dall’idea del Natale scintillante e rosso a cui siamo abituati da una vita, portassero al vostro sguardo quella parte di me che, pur restando sempre di più solitaria, vi pensa con affetto e vi augura per queste feste e per l’anno a venire, tanta serenità e, visti i tempi, tanta salute.

Dove si posano gli occhi, lì si nasconde uno specchio che ci dice da dove veniamo, chi siamo e dove stiamo andando: è così che le immagini diventano visioni interiori e ci aiutano nel cammino della nostra vita.

Occorre solo restare aperti nel cuore e nello sguardo. ❤

Heart
Heart (processed image)
Heart
Heart
Heart
Heart
Heart (Suncatcher)
Heart (Suncatcher)
Heart (processed image)
Heart (processed image)

Tutte le sfumature del reale

Among the many aspects of reality
 
 Ti porgeranno i miei occhi
 Tutte le sfumature del reale
 che Realtà non sono
 Ma Viaggio senza strada e senza sosta
 Dove dipende il Vero
 Dal raggio del tuo sguardo
 Non cercare lontano quello che ti occorre
 Non partire, rimani, entra e scendi
 Vai oltre il Tempo, oltre le superfici
 Fra il Bianco e il Nero
 E fra la Luce e il Buio
 Alla scoperta dei Colori Ignoti.
  
 Riyueren
  
   
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Among the many aspects of reality
Near the cemetery (Genova Rivarolo)
Ho scattato le foto all’interno di questa struttura, posta a lato dell’ingresso del cimitero Torbella (Genova Rivarolo)
Near the cemetery (Genova Rivarolo)
In una visione più ampia… ecco la realtà del luogo (vicinissimo a dove abito, tra l’altro). Ma… è davvero questa la Realtà o non è piuttosto la sua superficie?
In the heart of a leaf
E come sarà, andare oltre, all’interno della superficie di una semplice foglia?

Ecco, questo volevo dire: quello che i miei occhi vedono è reale ma non è la Realtà, non quella che conosciamo, perché sempre più spesso è quella a cui ci fermiamo. Bisogna andare oltre, cioè “dentro”, cogliere le sfumature.

Oggi tutto o è Bianco o è Nero: non è questo il b&n che adoro. Più sfumature riusciamo a cogliere e più la Realtà è ricca. E più si avvicina alla verità. E alla Bellezza.

Stefano Bigazzi – Portraits

Stefano Bigazzi, giornalista (il Lavoro e Repubblica) e artista ( scrittore, poeta, scultore, critico, per 15 anni responsabile delle pagine di cultura e spettacolo dell’edizione genovese di Repubblica). In questi giorni presente nella mostra collettiva a Palazzo Ducale “Il Respiro dell’Arte”.

Stefano Bigazzi (Portrait) 2016
Marzo 2016 -Palazzo Ducale- Conferenza “Cosa significa un quadro”
Stefano Bigazzi (Portrait) 2016
Marzo 2016 Palazzo Ducale
Stefano Bigazzi (Portrait) 2016
Marzo 2016 Palazzo Ducale
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Febbraio 2020 Segrete – Tracce di memoria (rassegna d’arte contemporanea ideata e curata da Virginia Monteverde). “Poesia e Memoria”Reading poetico a cura della Stanza della Poesia
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020 (Chiostro di San Matteo)
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi  (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020
Stefano Bigazzi (Portrait) 2020
Settembre 2020 Salita Di Negro

Carezze

Feather

Quando sono arrivata da lui con la spesa, la porta di casa era aperta: entrando ho chiesto cosa fosse successo e dalla cucina papà mi ha detto che ti eri rotta. Te ne faceva addirittura una colpa: “Ha funzionato per tanto tempo, quella serratura, e ora si rompe così, di punto in bianco, senza avvisare”.

Ti confesso che subito non mi sono resa ben conto della cosa: ho tolto le viti che ti ancoravano alla porta e sono andata di corsa dal ferramenta. Lui ti ha guardata ( in un modo sprezzante, se posso dire, che mi ha dato un po’ fastidio). Eri “proprio rotta” e anche “troppo vecchia”. Intanto ci mettevamo d’accordo che suo figlio sarebbe passato il giorno dopo con una serratura nuova, “più moderna e sicura” – così mi ha detto. E anche: ” Tanto a lei non serve più, la buttiamo noi, va bene?” “Sì, grazie” – e me ne sono tornata a casa da papà (che ha continuato a brontolare ancora un po’ sulla tua dipartita improvvisa e che per fortuna avevamo due serrature e che almeno quella rimasta gli permetteva di chiudere la porta).

Mentre tornavo a casa mia, però, ho cominciato a pensare…Io avevo 3 anni e mezzo quando i miei si erano trasferiti in quella casa, ne avevo 23 quando sono andata io ad abitare altrove, ma sono almeno 59 anni che tu ed io ci conosciamo. Hai visto crescere le mie mani, hai conosciuto quelle di tutti noi, le hai riconosciute, forse, dal modo in cui ti toccavano per aprire o chiudere la porta.

Sei stata con noi per molto molto tempo: hai vissuto tutti i nostri momenti, tristi e lieti. Hai accolto le manine di mio figlio, le hai viste crescere , come hai fatto con le mie.  Hai aperto la porta per l’ultimo viaggio della mia mamma.

Non me la sono sentita di lasciarti andare via così.

Arrivata a casa mia ho telefonato al ferramenta: “Scusi, ha ancora la mia vecchia serratura? Sì? bene, può gentilmente dire a suo figlio se domani, quando viene a montare la nuova, me la può riportare? “

Sapendo che papà non avrebbe capito, non ho nemmeno cercato di dare spiegazioni o giustificazioni: ti ho presa e portata a casa mia. Io sì che sapevo cosa fare di te. Sapevo come ti avrei fotografata.

Quella piuma è molte cose: sono io che entro ed esco dai ricordi, che mi apro a me stessa.

Quella piuma bianca sono le nostre mani, anche e soprattutto quelle di chi non c’è più – e sono davvero tanti, ormai – ( la mamma, i nonni, la zia…).

Sono le nostre carezze per te.

 The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

The old broken lock (59 y.o.)

 

Essere speranza

Hope

Parole e Immagini:riflessi di paesaggi interiori che il mio sguardo cerca di mettere a fuoco. Che sia questa la strada? Trovare una voce, dare un corpo, al silenzio?

Stare in equilibrio su di un foglio cercando di non inciampare troppo nella vita quotidiana. E desiderare di essere speranza mentre il volo resta sospeso tra mondi in bianco e nero, dove le ali sono impigliate da mesi alle spine di un albero spoglio, e mondi tutti a colori, dove una girandola, come un fiore fra l’erba, aspetta il vento di un sorriso per schiudersi.

Sto cercando di reggere il cielo sulle mie spalle, ma com’è pesante questo infinito che trabocca di azzurro e di tempesta….

 Inner Landscape

 

Misty (inner landscape)

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento

 

Nel vento
Hope

 

Hope

 

Hope

Camminando…e a piccoli sguardi ( tra confini,angeli,riflessi d’albero e di vetrina,un passero leggendario,una ballerina sul tetto, cristalli e arcobaleni domestici..)

Concludo così questo 2019, regalando un po’ di sguardi e augurando a tutti voi un 2020 pieno di cose belle ma soprattutto di serenità e salute (perchè tutto il resto viene di conseguenza).

Nel titolo (mai scritto, credo, un titolo così lungo) c’è un po’ tutto quello che ho visto a Ulm, quello che mi ha colpito di più, naturalmente.

La cosa più incredibile è il confine che separa il Baden-Württemberg, dove sorge Ulm, dalla Baviera (qui sorge Neu Ulm e anche il Riku Hotel dove ho dormito due notti e gustato una favolosa colazione).

Quando si parla di confine uno pensa ad una catena montuosa, un muro…qualcosa di solido e tangibile, insomma. Qui invece il confine scorre… è un confine… liquido!!! Nel  bel mezzo del Danubio! E’ la cosa che mi ha colpito ed emozionato di più, l’idea di un confine d’acqua.

 Ulm (Danubio)

 

Ulm (Danubio)

E poi c’è il Munster con il campanile più alto del mondo (161,6 m e 768 gradini).

Ulm (Munster)

 

Ulm ( e mercatino di Natale)
Le case di Ulm non sono molto alte, per cui lo si vede benissimo (persino dalla finestra del mio albergo): volendo, si può usare come punto di riferimento: e qui, l’unico confine è il cielo.

Ulm (il Munster dalla finestra del Riku Hotel, Neu Ulm)

Siamo all’interno del Munster.

 Ulm (Munster, interno)

Nel titolo del post ho parlato di un “passero leggendario”. Eccolo: l’Ulmer Spatz.

Ulm (Munster, interno, Der Spatz)

La leggenda narra che durante la costruzione del Duomo non si riuscisse a far passare dalla porta della città una lunga trave, che era trasportata di traverso su di un carro. Ecco però arrivare un passerotto che stava facendo il nido in un buco lì vicino portando un bastoncino lungo che però riuscì a far entrare posizionandolo longitudinalmente. Lo stesso fecero gli abitanti con la trave.

Da allora il passerotto è diventato il simbolo della città, un po’ per questa leggenda e un po’ come simbolo di libertà nei confronti dell’aquila imperiale. Gli abitanti stessi si definiscono “Spatzen”, passeri.

Nel Munster c’è anche un angelo, San Michele, terribile e temibile. Originariamente era a guardia del monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, poi i nazisti lo vollero nella posizione in cui si trova ora, appeso in alto (l’ho fotografato da dietro, per sottolineare maggiormente l’inquietudine che mi ha trasmesso).

Ulm: Munster (interno)

 

Ulm (Munster, interno)

Questo angelo, invece, è dolcissimo. In vetrina, come alcuni altri “sguardi”che ho incontrato a Ulm.

Ulm (in vetrina)

Figuriamoci se non riuscivo a trovare un Buddha.

Ulm (in vetrina)

E Babbo Natale, ovviamente.

Ulm (in vetrina)

Per non parlare dei “riflessi d’albero” (e foglie).

Riflessi

E dei passeri che si trovano dappertutto, anche come logo del Theater Ulm, biglietto compreso.

Ulm (ticket)

 

Ulm (Theater Ulm)

E la “ballerina sul tetto” (del teatro). Molto bella di giorno ma spettacolare di notte.

Ulm (Theater Ulm, particolare)

Tornata a casa, ho subito appeso i 3 cristalli comprati al Mercatino di Natale (Giovanni  sta per spedirmene altri 5!!!).

Cristalli

 

Cristalli

 

Cristalli

E gli arcobaleni, così, sono dappertutto.

Arcobaleni

Sì, proprio su ogni cosa (Spritz compreso).

Arcobaleni