8 minuti di silenzio

8 minuti di silenzio… eppure vorrei che questo video fosse guardato indossando ugualmente le cuffie, per ascoltare meglio il suo silenzio.

Avrei potuto accompagnarlo con la mia voce o con qualche brano musicale, ma ho preferito “dare voce” esclusivamente alle immagini. Siamo troppo abituati ai rumori del mondo per sopportare, comprendere, abbracciare il silenzio.

Ci sono imbonitori che urlano i pregi delle loro “merci” da ogni tipo di piazza: io vi propongo il silenzio.

Questo video raccoglie quasi tutte le foto scattate da me sino ad oggi per il mio progetto aperto sulla violenza di genere.

Molto spesso, in certe occasioni, si chiede qualche minuto di silenzio, in ricordo di qualcosa o qualcuno: alla luce (o dovrei scrivere “all’ombra”?) di quanto accade nel mondo, oggi chiedo anch’io un po’ di silenzio, 8 minuti o poco più per ricordare tutte le piume (donne, bambini, esseri viventi, indipendentemente dal genere a cui appartengono, umano o no, ma anche emozioni, idee, sogni e pensieri) che non possono (più) volare.

Piuma come libertà e come volo. Sulle ali della speranza.

Buon silenzio.

Susanna

Corri, Amore

Nel cielo

Non sostare in me, Amore,
Non lasciarti imprigionare
dai miei pensieri,
trattenere dai miei bisogni

Non fermare per me il tuo volo
nella gabbia delle mie mani

Ma corri, Amore, corri,
libero come nuvola e onda

Il mio vuoto resta colmo
del tuo passaggio

Sfiorata da una sola tua piuma
io rinasco preziosa a me stessa

e corro, Amore,
corro e volo
anch’io
fra la Terra e il Cielo
Libera di essere quella che sono,
Luminosa e oscura
come il buio
quando un filo di luce
lo attraversa.

Riyueren

Nel cielo

 

Nel cielo

 

Nel cielo

Nidi di luce

La bottiglia azzurra

Per te ho costruito
fra i rami del Buio
un Nido di Luce.

Brilla più della Luna:
le stelle ne sono invidiose.
I pensieri notturni
gli volano attorno
come falene.

Non ha voce, né suono,
il mio nido di luce,
è un silenzio:
un respiro sospeso
in ascolto del vento.

Riyueren

La bottiglia

 

La bottiglia

Una meraviglia continua, per me, osservare come la luce renda preziose le cose più umili, quelle che abbiamo sotto agli occhi tutti i giorni, tanto da essere quasi invisibili: la luce, con le ombre che crea, le rende uniche dando nuovi significati, nuovo senso, a ciò che solitamente senso non ha, insignificante come è (o come noi crediamo che sia).

Così, anche una forchetta, alla fine di un pranzo, si trasforma davanti al mio sguardo in qualcosa di magico.

 The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

The Light and the Fork

 

Kaleidoscope

Kaleidoscope

Sono troppo piena di sguardi,
troppo ingombra di sogni.

Dalle mie spalle traboccano universi
cadono gocce di orizzonti
e luci e ombre il Tempo
traghetta da una sponda all’altra
del mio cuore.

Riyueren

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

Senza la Luce che le genera, le ombre non sarebbero che oscurità totale, assoluta. D’altro canto, senza ostacoli, la Luce non sarebbe che un unico abbagliante silenzio. Invece, incontrando lungo il suo cammino esseri viventi e cose inanimate, la Luce si fa Musica: danza le forme e le ombre sono la sua voce.

Così è per le Emozioni: generano Immagini e Parole.

 

 

da Hobby Pell Valerio

Valerio confeziona la borsa per la mia Lumix LX100 e gentilmente mi ospita nel suo negozio laboratorio permettendomi così di seguire la lavorazione passo dopo passo.

Potrei scrivere qualcosa come mio solito, ma dice già tutto la targa che sta in vetrina ( e lo dice molto meglio di me)  🙂

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

da Hobby Pell Valerio

 

Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi.

Incantesimi

Che cosa c’è di più magico, di più incantevole… del canto? Non me ne vogliano gli altri strumentisti, mio figlio compreso con il suo pianoforte, ma la voce umana è il più straordinario fra gli strumenti, il più… unico, il più vivo, perché suonatore e strumento coincidono perfettamente… e quando il suonatore muore anche lo strumento muore, nello stesso istante in cui il respiro si estingue… nessun altro più potrà ricavarne un suono… nessuna parola, nessuna musica più: delle grandi voci di un tempo non sono rimasti che ricordi scritti dai loro contemporanei; di voci a noi più vicine restano filmati e/o registrazioni ma questo non basta, anche se è già qualcosa: la tecnologia aiuta, ma ci può solo rendere presente un immobile passato, può solo riprodurre suoni di voci che non produrranno più nulla nel futuro.

L’opera lirica conosce molte magie, molti incanti. Uno di questi ci viene reso visibile (gratuitamente, perché l’ingresso è libero, sino al 28 gennaio) a Milano nelle sale degli Arazzi a Palazzo Reale grazie alla mostra “Incantesimi. I costumi del teatro alla Scala dagli anni Trenta ad oggi”. Il costume di scena è la magia che aiuta sia chi canta sia chi assiste allo spettacolo, perché contribuisce a rendere ancora più vero quello che la musica narra. Si entra in un altro mondo, un’altra dimensione.

E la stessa meraviglia avvolge chi visita la mostra. Certo, i costumi sono indossati da manichini senza volto ma le voci che questi abiti stupendi hanno rivestito riecheggiano  nelle sale e i filmati, in contrasto con l’immobilità dei manichini, ne accentuano la bellezza.

A questo link trovate più informazioni.

Mi dispiace aver potuto fotografare solo con la compattina, perché avevo portato la reflex da Pravo per pulire il sensore ed ero in giro per Milano in attesa di poterla ritirare. Spero di essere riuscita a trasmettere le mie emozioni, più che raddoppiate rispetto alle mie foto solite, perché tanti anni fa, per motivi di studio, ero entrata anch’io in questo magico mondo ed è da allora che ho capito quanto la voce sia l’anima della persona o forse, meglio ancora: la voce è lo strumento (musicale e non solo) attraverso cui l’anima si manifesta.

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

 

Incantesimi

Travelers (I Viaggiatori)

Blue

Conosco le infinite sfumature del silenzio,
il mio sguardo respira i suoi colori:
la solitudine azzurra del cielo senza nubi
la malinconia bianca del soffitto sulle pareti vuote
l’attimo rosa di un sorriso
il nero delle assenze
e quel dolore rosso del tramonto
mentre i pensieri migrano nell’alba.

Riyueren

Self portrait

I Viaggiatori non s’incontrano, solo le loro ombre si sovrappongono ma non impediscono gli arrivi e le partenze. Non intralciano i silenzi, non coprono i rumori.

Milano, Stazione Centrale, 22 dicembre. Anche i miei ricordi hanno ai loro piedi ombre: viaggiando nella luce è inevitabile avere accanto l’oscuro. Il Viaggio li origina entrambi.

Io conosco le sfumature dei percorsi. La polvere dei silenzi e quella delle parole.

Un Nuovo Anno. Nuovi viaggi, nuovi percorsi, ogni giorno, ad ogni respiro.

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

Auguri

Buone Feste

Un altro anno è trascorso… siamo di nuovo (!?) a Natale: alcune cose sono cambiate, altre no. Alcune cose cambieranno, altre resteranno tali e quali. C’è chi si muove e c’è chi resta fermo. Io quando posso cammino e quando non posso camminare… allora camminano i miei pensieri. A dire il vero i miei pensieri sono come farfalle: hanno ali fragili, colorate e preziose, magari soltanto ai miei occhi, ma di sicuro conservano addosso una magica polvere di sogni, magari di frammenti di sogni… una ragnatela impalpabile che cattura emozioni… per poi lanciarle lontano.

Ecco, quando non posso camminare… allora io volo.

Buone Feste

Non sarebbe Natale se sotto all’albero non vi offrissi un dono, ma tutto quello che possiedo è nel mio sguardo… l’anima, il cuore… sta tutto lì.

Vi dono un viaggio in treno nell’alba. Lo so, i finestrini non sono puliti, la fotocamera è una compattina, ma l’alba è sempre alba ed io ero felice mentre andavo a Milano, ieri, incontro a mio figlio ( Giovanni è tornato da Stoccarda per le vacanze natalizie).

Lasciamo che sia un giorno nuovo, un preludio ad un anno migliore che trovi noi non migliori, ma semplicemente sempre più noi stessi.

Nulla deve nascere, perché tutto è già lì. Lasciamo che venga alla luce: è già dentro di noi, come la pianta nel seme, come il frutto nel fiore.

 Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

Ci si vede il prossimo anno. Auguri ancora!

 

“I miei due cuori nomadi” di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

Qui sul blog credo non abbiate mai trovato recensioni, ma per questo libro voglio fare un’eccezione. E non perché ho scattato le foto durante la sua presentazione alla Feltrinelli qui a Genova, ma perché la storia che Omar racconta ci dimostra che spesso la vita reale è più romanzesca di una storia inventata. L’autore ha realmente vissuto in due mondi, quello occidentale e quello arabo (da qui i suoi due cuori, penso).

 

È una storia vera e lo posso confermare: Omar è il figlio dei nostri vicini “del piano di sopra”, Angela, italiana, e Ahmad, palestinese.  Un solo anno lo separa da mio figlio Giovanni: Omar è dell’84, Giovi dell’85. Sono cresciuti insieme, hanno giocato insieme… sino a quel 23 maggio del 1990, quando improvvisamente Omar, che allora ha sei anni, viene rapito dal padre e portato in Giordania. Quello che poi è avvenuto, Omar lo racconta ( benissimo, oltretutto, è uno di quei libri che ti coinvolge… insomma, non riesci a posarlo sino a che non lo hai letto tutto sino in fondo) nel suo libro: la sua vita in Giordania, poi in Kuwait, la fuga (proprio il giorno prima dell’invasione delle truppe di Saddam Hussein) la figura del padre, che lui comunque ama, la lontananza dalla madre, questa donna che io conosco bene, riservata, di poche parole, che coraggiosamente parte alla ricerca di suo figlio, non può riportarselo a casa e allora con grandi sacrifici affronta numerosi viaggi in Giordania per cercare di stargli vicino, a volte anche malmenata dai parenti del marito, il breve ritorno a casa e il secondo rapimento, la nuova famiglia del padre, i suoi nuovi fratelli e sorelle e la sua vita dal 96 (l’anno del ritorno definitivo) sino ad oggi, nel nostro Paese ma con un altro Paese rimasto comunque nel suo cuore.

Le mie parole sono inadeguate a descrivere i due cuori nomadi di Omar. Leggendo il libro (e la bella prefazione del Prof. Vittorio Coletti, qui sotto nella foto con Omar) capirete perché.

“La battaglia emotiva dentro di me era potente come l’energia dell’acqua nel punto di incontro fra un fiume e il mare, e cominciava a rivelare sempre più chiaramente le mie due nature, i miei due cuori nomadi, quella condizione che mi faceva sentire né carne né pesce, uno straniero ovunque, sconosciuto persino a me stesso”. Omar Rizq.


(nella foto Omar con Vittorio Coletti e Nicolò de Mari)

Omar si è poi laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere qui a Genova, dove per quattro anni ha insegnato lingua araba agli studenti. Oggi lavora come impiegato, sempre a Genova.

Ps. Il libro potete trovarlo qui

altre recensioni più esaustive le trovate a questo link.

E a quest’altro .

 "I miei due cuori nomadi" di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

 

"I miei due cuori nomadi" di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

 

"I miei due cuori nomadi" di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

 

"I miei due cuori nomadi" di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

 

"I miei due cuori nomadi" di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

 

"I miei due cuori nomadi" di Omar Rizq (Il Canneto Editore)

Il tuo silenzio

Portrait (rain & tears)

Anche se chiudo gli occhi
posso ancora vedere il tuo silenzio.

E se il Tempo
posa le mani oscure
sul mio volto,
posso sentirlo ancora,
il tuo silenzio che mi parla, mi tocca
e mi ferisce.

Una nuvola di buio e di silenzi
che dal tuo sguardo
piove sulla mia pelle,
e fa di ogni mio sogno
lacrima e memoria.

Riyueren

Portrait (rain & tears)

 

Portrait (rain & tears)

 

 

Cages & Shadows

 

Cages & Shadows

 

Birthday