Soffio

Riflessi in gabbia
Soffio
 
Camminiamo su fantasmi di parole
Ognuno al passo della sua stagione
E non importa
Quanto è lunga
L'ombra del giorno
Se è veloce o lenta
O muore quando il sole cade

Anche il Tempo cammina
E ci calpesta il cuore

Andiamo avanti entrambi
Inconsapevoli viaggi
Mete incerte di infinite strade

Respiri di Universo
Niente di più che un soffio

Niente di meno

Meno di niente

Piume migranti che una gabbia abbraccia
O il vento spinge nelle finestre a rete
 
Le nuvole soltanto
Ridono delle sbarre
E vanno via in un soffio
 
Chi mai potrebbe imprigionare il cielo?

Riyueren
Feather in cage Feather in cage Feathers Feathers Cage and Clouds
Sky from home
dalla mia casa, il cielo: libero, sempre. Così come le nuvole, libere di volarci dentro come pure di dissolversi. (perchè ci sono infinite forme di nuvole, di libertà, di solitudine… ma questa è un’altra storia).

Che i canti tornino al silenzio…

Morning Moon

DUE

Che i canti tornino al silenzio
Che nella gola taccia ogni rumore
Che il respiro si addormenti
Che i suoni non lascino orme
Quando il viaggio non si ferma
Ho bisogno di parole per le mie ossa
L’inverno è tornato
Il mio cuore è senza stagioni
Niente più voce, niente più tempo
Il vento passa e la strada si frantuma
Si rialzerà mai ciò che stanotte cade?
E rimarrà qualcosa di quel che oggi ho perso?
 
Riyueren

 
Arcobaleno solare

La realtà che il mio sguardo conosce non è la Realtà vera ma soltanto quello che vedono i miei occhi, a volte solo quello che la mia mente desidera far esistere.

Questo mondo che mi corre attorno non è l’oasi che cercavo bensì il suo miraggio, una proiezione di bisogni, quel riflesso sull’acqua che il vento si diverte a frantumare e moltiplicare all’infinito.

Mai come in questi giorni il velo di Maya è stato così fitto.

Il mio cuore, perché è il cuore l’unico vero occhio che davvero distingue quello che sta al di là delle forme, ne è rimasto turbato.

Siamo in guerra. Eppure le nostre case sono in piedi: io cammino e non vedo macerie ma prati in fiore. Malgrado noi, la Primavera è arrivata. L’aria ha come un gusto, un profumo, un odore di vita.

Il nemico è invisibile eppure ha colpito, e ancora colpisce, duramente. Le città, i Paesi, avevano mura. Tutti le credevano impenetrabili ma le porte erano aperte.

Il nemico non è solo, troppi alleati gli hanno spianato la strada ovunque si è presentato. Sono arrivati, anzi, erano già dentro, come i greci nel cavallo di Troia: l’indifferenza, il desiderio di potere, l’avidità, la corruzione, la disorganizzazione, la stupidità, l’incapacità di attenersi alle regole, a cominciare da quelle del buonsenso…. Perché sembrava lontano, il nemico, ma gli alleati erano già dentro di noi.

Mai come in questi giorni il velo di Maya presenta strappi, qua e là.

E allora ecco che io, umana, portando in passeggiata il mio cane, mi ritrovo a indossare una specie di museruola, a mettere guanti di plastica, a tenere le distanze dagli altri, non meno di un metro, a giustificare per iscritto le mie uniche uscite: spesa e bisogni del cane.

E persino la spazzatura è cambiata, ovunque trovi guanti di plastica abbandonati per strada.

Le case non si sgretolano, quella che chiamavamo civiltà, sì.

Che cosa verrà dopo, io non lo so, ma di una cosa sono certa: alla scuola della vita non impariamo mai la lezione.

 Arcobaleno solare

 

Arcobaleno solare

Ps.  La foto in alto è una luna mattutina, le altre documentano l’alone attorno al sole del 16 Aprile scorso, il cosiddetto “arcobaleno solare”.

Le tue parole

Come sapete non amo “le Giornate”: quella di ieri, anzi, ormai dell’altro ieri, in particolare, mi lascia sempre molta amarezza, non dovrebbe esistere un tema del genere, la violenza sulle donne. Il portfolio “Ali (s)velate, ali di silenzio” è un progetto aperto che mi porto dietro da un po’, con foto e parole. Ogni tanto aggiungo qualcosa. Come “Le tue parole” (che non sono le parole di una sola persona…)

Catherine wheel

Le tue parole sono così rotonde
senza spigoli, levigate e lisce.
Morbide, dalle tue labbra scivolano
rotolano da un foglio all’altro
senza pensieri acuti,
ma solo forme ottuse.

Le tue parole sono come rose:
nascondono le spine.
Mentre mi baci, pungi tutti i miei sogni
ed al silenzio pieghi la mia bocca.

Le tue parole sono vette orgogliose
gelidi sorrisi nevicano sul mio cuore:
l’anima mi frantumi sino al passo.

Le tue parole sono ali rapaci,
spezzano i miei voli
e oscurando il cielo
di me fanno tempesta e pioggia.

Le tue parole nascono senza mani
non asciugano lacrime
non sollevano il dolore,
mi tengono lontana da me stessa.

Le tue parole mi annegano il respiro
ma il tuo silenzio è simile alla morte.

Riyueren

Catherine wheel

 

Fragile

Fragile

 

Fragile

Fragile

Fragile

Accade sia diverso lo sguardo
Forse dal prossimo istante
Le nuvole restano nuvole
Si dissolvono i draghi nel cielo
Si chiudono gli occhi dei fiori
E le parole non sono
Che inutili suoni
Quei segni di onde
Marea di memorie
Sul guscio dei giorni

Riyueren

Fragile

 

Fragile

 

Fragile

 

Il vetro

Broken glass

Era la casa che tu dicevi mia.
Gli sguardi rotti nel silenzio cieco,
i muri alti delle tue parole,
le sbarre delle voci scolorite,
i frammenti del tempo alle finestre
e le mie ali, inchiodate a terra,
a immaginare il cielo.

Il sogno ed io abitavamo altrove.

Riyueren

Broken glass

 

Broken glass

 

Broken glass

 

“Ma il mio sguardo ancora cammina…”

Dreamstones

Erano sette gli alberi di amarene
Sette nuvole bianche in primavera
Ora due li nasconde
l’erba fitta e leggera
Gli altri cinque muoiono piano
incalzati dal vento e dai funghi

Ma il mio sguardo ancora cammina
su petali bianchi:
la memoria dei semi ricopre
il dolore del prato.

Riyueren

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Dreamstones

 

Fotopoesia

Travelers (I Viaggiatori)

Blue

Conosco le infinite sfumature del silenzio,
il mio sguardo respira i suoi colori:
la solitudine azzurra del cielo senza nubi
la malinconia bianca del soffitto sulle pareti vuote
l’attimo rosa di un sorriso
il nero delle assenze
e quel dolore rosso del tramonto
mentre i pensieri migrano nell’alba.

Riyueren

Self portrait

I Viaggiatori non s’incontrano, solo le loro ombre si sovrappongono ma non impediscono gli arrivi e le partenze. Non intralciano i silenzi, non coprono i rumori.

Milano, Stazione Centrale, 22 dicembre. Anche i miei ricordi hanno ai loro piedi ombre: viaggiando nella luce è inevitabile avere accanto l’oscuro. Il Viaggio li origina entrambi.

Io conosco le sfumature dei percorsi. La polvere dei silenzi e quella delle parole.

Un Nuovo Anno. Nuovi viaggi, nuovi percorsi, ogni giorno, ad ogni respiro.

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers

 

Travelers