Fra le macerie del mio orizzonte

Fra le macerie del mio orizzonte hanno aperto una strada: una piccola striscia d’asfalto delimitata da una linea gialla funge da marciapiede e mi permette di camminare tra le case rimaste e il cantiere. Sotto al sole si consuma una rosa rossa: qualcuno l’ha infilzata nella rete verde che separa la strada dal luogo dei lavori, là, dove il mio orizzonte è caduto.Quando cade un orizzonte....

Ho camminato tutto attorno fotografando quello che vedevo, quello che è rimasto e quello che sparirà tra poco. Avrei voluto ci fosse silenzio, sarebbe stato più giusto, penso, ma sfrecciavano auto e bus, le ruspe scavavano via i detriti, i getti d’acqua sferzavano la polvere, anche il clik della mia fotocamera era fuori luogo, me ne rendo conto.

Ho amato questo ponte: lo vedevo in lontananza dalla mia casa. Era bello, specialmente al tramonto, quando il fiume Polcevera, se c’era acqua e il cielo sereno, diventava un nastro d’argento liquido che andava a gettarsi in mare: un’ incredibile striscia di luce tra le sponde in penombra.

L’ho visto quando è crollato durante un temporale terribile il 14 agosto 2018.

L’ho fotografato, piangendo, il 28 giugno scorso, quando lo hanno fatto saltare.

Non potevo non andare a vederlo prima che sparisse del tutto.

Ora quello che scriverò sicuramente non verrà compreso, ma glielo devo, a questo orizzonte che mi ha dato sempre gioia e meraviglia: non è un assassino, anche se è colpevole di essersi portato dietro 43 vite (che se invece di cadere sul fiume fosse caduto tra via Porro e via Fillak sarebbe stata una strage). Quando lo hanno fatto saltare credo sia stata per lui una liberazione, dopo l’agonia di quasi un anno. Per me il Ponte Morandi è la vittima n°44, vittima dell’incuria e dell’indifferenza. I veri colpevoli vanno cercati altrove e speriamo non restino impuniti.

 Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

 

Quando cade un orizzonte....

Fragile

Fragile

 

Fragile

Fragile

Fragile

Accade sia diverso lo sguardo
Forse dal prossimo istante
Le nuvole restano nuvole
Si dissolvono i draghi nel cielo
Si chiudono gli occhi dei fiori
E le parole non sono
Che inutili suoni
Quei segni di onde
Marea di memorie
Sul guscio dei giorni

Riyueren

Fragile

 

Fragile

 

Fragile

 

Una finestra sul cielo

Finestra sul cielo (Fotopoesia)

 

Finestra sul cielo

 

Finestra sul cielo

 

Finestra sul cielo

 

Il Tempo va e non ritorna. Della casa restano i muri a incorniciare una finestra senza vetri. E la finestra diventa il mio sguardo. E incornicia o no il cielo a seconda del lato da cui io osservo il mondo. Di qua, altri muri. Di là, nuvole bianche.

Il Tempo che viene sembrerebbe lo stesso di prima … giorni, notti, stagioni, istanti, ore e minuti: solo i nomi non cambiano ed il nuovo è già vecchio mentre io lo guardo. E se ne va a morire mentre io lo vivo.

Ma c’è sempre un tempo sino a che anch’io ci sono.

A Sunny (2001-2018)

Scrivere di ciò che si è perduto ti fa sentire ancora di più la sua assenza.

Vedere queste foto che raccontano una vita insieme dal suo inizio sino quasi alla fine mi obbliga a rendermi conto che te ne sei andato veramente.  Ho scelto il suono del pianoforte di Giovanni e ti vedo ad ascoltarlo coricato sul divano che amavi tanto. “Sometimes I feel” era la tua canzone preferita, quella che ti cantavo sempre, la stessa che ti ho cantato, molto malamente, lo so, accarezzandoti mentre te ne andavi via da me.

Mi hai mandato Spritz, ne sono sempre più convinta, e ti ringrazio anche per questo: hai visto il mio dolore e hai cercato di darmi …una zampa.

Ti immagino con Mir, non potete che essere insieme. Un giorno ci rivedremo, al Ponte.

E staremo insieme.Per sempre. ❤

Il vetro

Broken glass

Era la casa che tu dicevi mia.
Gli sguardi rotti nel silenzio cieco,
i muri alti delle tue parole,
le sbarre delle voci scolorite,
i frammenti del tempo alle finestre
e le mie ali, inchiodate a terra,
a immaginare il cielo.

Il sogno ed io abitavamo altrove.

Riyueren

Broken glass

 

Broken glass

 

Broken glass

 

La Realtà è una superficie di nuvole

La Realtà è una superficie di nuvole

Ovunque io lo posi, il mio sguardo incontra superfici: lisce o ruvide, oscure o luminose, povere o preziose. Forme, non essenze: bucce, cortecce, corazze. Le posso vedere, toccare, annusare. Posso infrangerle, sbatterci contro, mi ci posso immergere, dar loro un nome: realtà.

Ma se poso il cuore e la mente sul mio sguardo ogni forma si dissolve: la realtà è una superficie di nuvole.

Al suo interno danza l’intero Universo: un’unica essenza a cui non servono nomi e che tutti ci contiene.

Sono anch’io una superficie di nuvole.

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

 

Om Mani Padme Hum

Crisalide del mio sguardo

Questo accade: qualcosa in me si nutre dei miei dolori, delle mie gioie e poi si avvolge ( e mi avvolge) in un bozzolo di emozioni. Ed io divento una crisalide sconosciuta a me stessa, un silenzio che muta in parole, a volte, ma sempre più spesso in immagini. Sono parole e sguardi che volano via mentre io, ancorata ad una me stessa a cui in fondo non appartengo, perché somma indesiderata di memorie insipide, li guardo allontanarsi nella speranza di poterli seguire anch’io, un giorno. Che poi alla fine tutto non è che un volarsi dentro.

Della mia casa reale conosco ogni luce e ogni ombra, so gli angoli dove si posano meglio le stagioni, quando la pioggia è meglio del sole e viceversa, quando persino la polvere ha qualcosa da illuminare che sia una forma… o un’assenza. Quello che ancora ignoro e quindi ricerco è quanto questa casa esteriore sia simile alla casa che ho dentro.

 About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

About Feathers & Light

 

Parole fra neve, alba e tramonto…

Il Tempo corre, le ore si infrangono, le giornate sono scogli appuntiti. Lo sguardo arriva a sera così stanco… vorrei addormentare anche il mio respiro e vedere se almeno lui riesce a sognare ancora.

 Poesia (black on white)

Le parole sono come i petali di un fiore, perdono i colori,avvizziscono, il profumo svanisce, poi cadono: forse lo stelo resiste un poco ancora.
Scende la neve: com’è bianco, il dolore. E quanto è calda, la solitudine che ne ricopre i semi.

Neve

Il tramonto e l’alba rendono diverso uno stesso luogo. Guardare è conoscere ma conoscere non sempre è accettare. Si scrive con la luce ma la luce scrive con le ombre. Anche dentro di noi.

Sunset (Coronata)

 

Dawn (Coronata)

Non sono che parole, fra neve, alba e tramonto. Un poco piegate. Ma non si spezzano. Non ancora. E non credo che lo faranno. Sarà perché mi appartengono. Sono mie. Sono me.

Neve

 

Sunset (Coronata)

 

Poesia (white on black)