Consumazione

Colors

Scivola ogni parola al posto giusto,
non cade: incede. Su pagine di marmo,
gradini silenziosi
e bianchi.

Un sipario di fogli
Un teatro di pensieri
Un soffio

Ma poi,
che cosa resta
della polvere
dopo che il vento è andato?

Riyueren

 

Colors

 

Colors

 

Colors

 

Colors

In questa tastiera nuova ogni singola lettera o numero o segno viene rivelata da luci sottostanti, colorate e mutevoli: mi hanno detto che viene adoperata per i videogiochi ma io me ne servo per pensare.

In questo momento particolare della mia vita la presenza di Spritz è come questa luce mutevole, colorata, sottostante:  rivela a me stessa la mia più intima essenza.

Io sono come questi segni sui tasti neri: abrasioni,in fondo, ferite da cui scaturiscono parole.

La mia luce è Spritz.

Ponte Morandi, Genova

Su questo orizzonte si posava il mio sguardo dal 1980, cioè da quando, sposandomi, sono venuta ad abitare in Valpolcevera lasciando Sestri Ponente.

Dal 2008 il Ponte Morandi era presente, anche se spesso in lontananza, in molte mie foto.

Ponte Morandi

 

Ponte Morandi

 

Ponte Morandi

Da quattro giorni l’orizzonte si è spezzato (e non solo quello, purtroppo).

Non voglio aggiungere altre parole: ora è tempo di silenzio, riflessione, raccoglimento e preghiera.

E soprattutto rispetto.

Ponte Morandi

 

Ponte Morandi

 

Ponte Morandi

Spritz: un amico e un compagno.

Spritz

Finalmente abbiamo adottato, o meglio, siamo stati adottati, dal piccolo Spritz. Con oggi sono già tredici giorni che è a casa con noi: intelligentissimo, dolcissimo, tenerissimo ma anche con una sua personalità molto fiera.

In questi 13 giorni la nostra vita è decisamente cambiata, soprattutto la mia: ho dovuto riorganizzarmi completamente. Mi ritrovo infatti non con un cane, ma con un personal trainer, da quanto Spritz ama camminare ed esplorare il mondo nuovo che ha attorno: alla fine ho scaricato sullo smartphone un contapassi: mi fa superare i 6000 passi e bruciare oltre 400 calorie al giorno.

Da buon randagino, ha più paura delle auto che della macchina fotografica così posso approfittare della sua disponibilità.

Camminare con lui, anche nella vita, è qualcosa di straordinario.

Spritz

 

Spritz

 

Spritz

 

Spritz

 

Spritz

Secca, come una fontana senz’acqua…

Villa Borzino (Busalla)

Secca, come una fontana senz’acqua,
è la mia bocca: io non ho più parole.
Ricordi? con la voce ti abbracciavo
più che con le mani
e costruivo nidi di pensieri
per riposarti i sogni.
Mi ha prosciugato l’anima, il dolore,
ma io, nella tua assenza,
e nel silenzio,
affogo.

Riyueren

 

(foto scattate presso Villa Borzino, Busalla)

Villa Borzino (Busalla)

 

Villa Borzino (Busalla)

 

Ombre

Sunny. “In un cielo altro”

Sunny

In un cielo altro
dove gli uccelli abbandonano il volo
dove una farfalla non è più bruco né ala
e le parole sono un silenzio di neve
che abbraccia il dolore,
è là che il tuo ricordo mi attende,
mia nuvola bianca,
mio sole.

Riyueren

Gli Ombrelli di Genova

Credo di essere uno dei pochi fotoamatori che non è andato a scattare foto all’Euroflora: sinceramente non ci sarei andata nemmeno se mi avessero regalato il biglietto… non mi piace fare foto ad un giardino finto, preferisco la Villa (Durazzo Pallavicini) che è un luogo vero, non “allestito”.

Un altro allestimento, ahimè, sta sospeso sulle nostre teste (genovesi e non) da inizio Euroflora ed è stato prolungato, a quanto ho capito, sino a fine Luglio: gli ombrelli.

Ombrelli a Genova

 

Ombrelli a Genova

 

Ombrelli a Genova

Tutti hanno scattato foto, tutti si sono cimentati nel riprenderli nel modo più originale possibile. Confesso che io non avrei fotografato nemmeno questi ombrelli, ma … ma l’ho fatto perché ne ho fotografato altri e questi mi servono per esprimere un mio pensiero. Ho voluto fare un confronto tra quello che è un semplice “abbellimento” e quello che dietro ha anche e soprattutto un pensiero.

Si tratta dell’allestimento che Liubov Bakhtina ha creato all’interno dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, proprio sopra la scalinata all’ingresso ( questo significa che dalla strada non è semplice vederlo, oltretutto con centinaia di altri ombrelli poco più avanti ).

Da una parte abbiamo ombrelli coloratissimi, tutti uguali, tutti perfetti (quelli che vento e pioggia distruggono vengono subito sostituiti dalla ditta che li ha forniti).

Liubov, invece … Mi ha sorpresa mentre stavo fotografando, incantata, la sua installazione… “Sono meravigliosi – le ho detto. E lei: “L’ho fatto io”.

eccola: siamo diventate amiche.

 Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

Liubov ha raccolto gli ombrelli che la gente butta via, quegli ombrelli ormai inservibili, per capirci, che si trovano qua e là per strada dopo una forte pioggia con vento.

“La gente si affanna per comprare cose: la casa, l’automobile … se ne serve come un riparo, perché dà sicurezza e pensa che sia per sempre … ma tutto questo è come un ombrello: basta un colpo di vento più forte e non hai più nulla” e Liubov ha voluto esprimere e condividere questo suo pensiero.

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

 

Accademia Ligustica di Belle Arti Genova: installazione di  Liubov Bakhtina

Questa è la differenza tra una semplice decorazione (anche se ho saputo che dopo Luglio i coloratissimi, perfettissimi ombrelli – peraltro l’idea non è originale, dopo il Portogallo li stanno appendendo un po’ tutti – saranno venduti all’asta per beneficenza) e una creazione artistica: quest’ultima crea emozioni e riflessione, la prima non va oltre un po’ di stupore.

Il guaio è che molto spesso semplici “abbellimenti” e semplici “decorazioni” vengono spacciati ( e soprattutto venduti) per arte … ma questa è un’altra storia.

 

8 minuti di silenzio

8 minuti di silenzio… eppure vorrei che questo video fosse guardato indossando ugualmente le cuffie, per ascoltare meglio il suo silenzio.

Avrei potuto accompagnarlo con la mia voce o con qualche brano musicale, ma ho preferito “dare voce” esclusivamente alle immagini. Siamo troppo abituati ai rumori del mondo per sopportare, comprendere, abbracciare il silenzio.

Ci sono imbonitori che urlano i pregi delle loro “merci” da ogni tipo di piazza: io vi propongo il silenzio.

Questo video raccoglie quasi tutte le foto scattate da me sino ad oggi per il mio progetto aperto sulla violenza di genere.

Molto spesso, in certe occasioni, si chiede qualche minuto di silenzio, in ricordo di qualcosa o qualcuno: alla luce (o dovrei scrivere “all’ombra”?) di quanto accade nel mondo, oggi chiedo anch’io un po’ di silenzio, 8 minuti o poco più per ricordare tutte le piume (donne, bambini, esseri viventi, indipendentemente dal genere a cui appartengono, umano o no, ma anche emozioni, idee, sogni e pensieri) che non possono (più) volare.

Piuma come libertà e come volo. Sulle ali della speranza.

Buon silenzio.

Susanna