8 minuti di silenzio

8 minuti di silenzio… eppure vorrei che questo video fosse guardato indossando ugualmente le cuffie, per ascoltare meglio il suo silenzio.

Avrei potuto accompagnarlo con la mia voce o con qualche brano musicale, ma ho preferito “dare voce” esclusivamente alle immagini. Siamo troppo abituati ai rumori del mondo per sopportare, comprendere, abbracciare il silenzio.

Ci sono imbonitori che urlano i pregi delle loro “merci” da ogni tipo di piazza: io vi propongo il silenzio.

Questo video raccoglie quasi tutte le foto scattate da me sino ad oggi per il mio progetto aperto sulla violenza di genere.

Molto spesso, in certe occasioni, si chiede qualche minuto di silenzio, in ricordo di qualcosa o qualcuno: alla luce (o dovrei scrivere “all’ombra”?) di quanto accade nel mondo, oggi chiedo anch’io un po’ di silenzio, 8 minuti o poco più per ricordare tutte le piume (donne, bambini, esseri viventi, indipendentemente dal genere a cui appartengono, umano o no, ma anche emozioni, idee, sogni e pensieri) che non possono (più) volare.

Piuma come libertà e come volo. Sulle ali della speranza.

Buon silenzio.

Susanna

Tritons (video regalo di Daniel)

Ancora una volta, un regalo a sorpresa di Daniel  che ha voluto celebrare così la vittoria della Villa Durazzo Pallavicini al Concorso “Il Parco più bello d’Italia 2017” utilizzando le mie foto dei Tritoni. 🙂

Buona visione e buon ascolto!

“Se la bellezza perde vaghezza” Händel

Un altro splendido regalo d’oltreoceano da parte di Daniel che ha utilizzato le foto da me scattate nel Parco della Villa Durazzo Pallavicini.

Io ne approfitto per scrivere alcuni pensieri sull’argomento ( me ne dà il “diritto”  il tempo ormai trascorso sulla bellezza che non ho mai avuto o che forse in me non ho mai visto…non so). Mi piace, approvo, la scelta delle foto per accompagnare, illustrare, questo brano di Händel magistralmente interpretato dalla magnifica voce di Sara Mingardi (rara voce di contralto).

La Bellezza, il mondo ce ne propone una visione distorta, ce ne detta canoni modaioli, che cambiano a seconda delle epoche…ma questa non è che la bellezza esteriore, quella che davvero sì, finisce, sia per noi, sia per le cose di cui ci circondiamo (ah, quanto spesso mettiamo al primo posto l’inutile necessario superfluo!).

Io credo nella bellezza interiore, quella che non necessita di make up e che molto spesso è invisibile, se non poco considerata o derisa, dal momento che si accompagna ad una certa fragilità ( e il nostro mondo è fatto per vasi di ferro, non di vetro o porcellana).

L’anima, dicono, impiega molto tempo per manifestarsi all’esterno ma poi si rende visibile: è per questo che non sempre quella bellezza di cui parlo si trova nelle persone anziane, ma quando c’è irradia una luce tutto intorno, a cominciare dal loro sguardo. Perché è la bellezza non tanto della saggezza, quanto dell’armonia, della serenità e della pace.  Una bellezza… contagiosa. 🙂

Venendo alle statue nelle foto, hanno, ai miei occhi, la bellezza del tempo, una specie di Kintsugi  (ne potete trovare traccia e conferma nel blog di Chiara) che la Natura opera sempre e ovunque. A differenza di noi, la Natura riesce a trasformare in bellezza anche i segni del tempo.

Esiste un kintsugi dell’anima. Io lo sto cercando. Per rendere preziose anche le mie ferite.

Una farfalla vola sempre

Doveva essere un post senza foto ma mentre stavo per scriverlo mi è venuta in mente l’immagine di questa farfalla, scattata nel 2013 e allora, eccola qua.

A butterfly always flies

Stasera voglio parlare dell’imperfezione e della sua bellezza. E ancora una volta del rispetto che l’imperfezione merita.

Io conservo nel cuore l’emozione di una foto che però solo i miei occhi hanno scattato.

Questa mattina, dal bus, ho visto una farfalla molto simile a questa qui sopra, solo che era una farfalla umana. Della mano sinistra aveva solo il palmo e attaccate a quel palmo c’erano solo le prime falangi delle dita.

Era vestito molto semplicemente, non alto, non giovanissimo, decisamente robusto, appoggiato al muretto della fermata.Non è salito, forse si stava solo riposando un poco: vicino aveva uno di quei carrellini con i volantini da distribuire, stracarico.

Le persone scendevano e salivano dal bus, nessuno lo ha visto ( soltanto io, che ormai sono abituata a non essere vista mentre osservo ogni minima cosa, da quanto i miei occhi devono anche ascoltare e senza dare disturbo) non l’hanno visto perché nessuno lo guardava ( incredibile quanto non riesca a vedere, la gente) ma ugualmente lui ha subito messo la mano dietro la schiena guardandosi attorno rapidamente per accertarsi che nessuno lo avesse visto.

Mentre scrivo io lo vedo ancora, vedo quel suo modo di guardarsi attorno, certamente automatico, ormai, e quel suo nascondere rapido l’ “ala” smozzicata e mi chiedo se quella farfalla umana sa della sua bellezza e della possibilità di volare che hanno tutte le farfalle.

Perché ci sono molti modi di volare.

Così come ce ne sono molti di guardare e di fotografare.

Bisogna solo riuscire a trovare il nostro.

E tutto questo mi ha fatto ricordare un film, un cortometraggio visto in rete anni fa e dove, qua e là, si leggono frasi stupende come: “Il mondo ha bisogno di stupore”

 

 

Friendship: un altro “regalo d’Oltreoceano”

Sono amica di Daniel da diverso tempo, ormai. Ci siamo conosciuti sul web ma incontrati mai, anche perché tra di noi c’è l’ intero Oceano Atlantico: Daniel vive a Houston, io a Genova.

Per nostra fortuna le affinità elettive non conoscono distanze e capita spesso che le nostre anime e i nostri pensieri s’incontrino misteriosamente (anche a nostra insaputa, penso). A quel punto spunta fuori un video, realizzato da Daniel, in cui le mie foto accompagnano la musica degli artisti che lui ama.

Nel video che inserisco oggi, Daniel ha utilizzato le mie foto in Villa Durazzo Pallavicini per una musica che io trovo splendida, cantata da una voce ancora più splendida, quella di Max Emanuel Cencic. Mi ha detto che erano 4 anni che aspettava le foto giuste per questo brano. Ovviamente non posso che esserne felice. E condividerlo con tutti voi. ❤

Flying on a magic carpet around planets and their satellites (video)

Il titolo è interamente di Cantus_firmus, come sua è la musica.

Regalo a tutti voi questo video così come a me è stata donata questa musica:  ho offerto le mie foto perché diventassero le ali di Cantus_firmus, finalmente visibili al mondo, ma soprattutto a Cantus.

Ma chi è, Cantus? se vorrà, si paleserà qui tramite un commento oppure deciderà di restare invisibile comunicando con noi attraverso la sua musica. Per me è un’anima magica quanto il suo tappeto volante, straordinaria quanto il suo volo…Cantus_firmus…nomade del cielo, anima senza fine, come il suo amato universo che continuamente si genera e si dissolve per tornare a rinascere nella luce di una stella.

In the heart color

 

In the heart color

 

In the heart color

 

In the heart color

 

Flying on a magic carpet around planets and their satellites

Pierrot vorrebbe amare (Loving Tear) video

Questo video nasce da un incontro: una musica era (forse) in cerca di immagini mentre alcune foto avevano davvero bisogno di un suono che le portasse sulle sue ali. Anche il titolo nasce da questo incontro: “Pierrot vorrebbe amare” è stato scelto da Cantus_firmus, io ho aggiunto “Loving Tear”.

Il Pierrot è nella mia vita da tantissimi anni, forse una quarantina: mi ha accompagnata nella casa dove vivo ora, ma prima era nella mia casa di ragazza. Qui fa compagnia a due orsetti, alcuni piccoli peluches, sia comprati sia trovati per strada, una pila di libri, una simpatica strega di pezza e qualche piuma.

Quell’unica lacrima, invece, fa compagnia a me, mi ricorda i sogni che non si sono mai svegliati e quelli che forse un giorno si risveglieranno.

La musica di Cantus_firmus ha dato voce al mio Pierrot, lo ha reso finalmente vivo e per questo non posso che dire: grazie!

Spero che Pierrot possa rendere più viva, se possibile, perché io la trovo già bellissima anche senza immagini, la musica di Cantus.

Child of Feathers (La Bambina delle Piume)

Child of feathers

Si può togliere, il colore. E si può aggiungere, per poter (de)scrivere il Tempo dell’Anima.

La Bambina delle Piume cerca il suo nome, per poter volare: i nomi delle cose sono piume.

E il Cielo? ah, quello bisognerà immaginarlo: può essere ovunque, anche in una pozzanghera, in un sorriso, uno sguardo, una mano… forse il cielo è una piuma bianca nel cuore.

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

Child of feathers

 

“Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears”

Mosaici (Aquileia)

Aquileia

Puoi dirmi tutti i nomi del dolore,
tutti i suoi volti, tutti i suoi sorrisi?

Puoi contare
quante assenze di sguardo e di parola
e quante piume a terra e non in cielo?

E puoi sentire
quanti frammenti ancora
battono nel mio cuore?

Riyueren

Aquileia

 

Aquileia

 

Aquileia

 

Aquileia

 

Aquileia

 

Aquileia

Ciò che è in frammenti va ricomposto ma le venature non devono essere invisibili. La tradizione orientale le trasforma in cicatrici d’oro: è così che le ferite impreziosiscono l’anima. E l’Alchimia della vita arriva a compimento.

Light Games

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

 

Light Games

Non c’è nulla di più stimolante dell’avere a che fare con dei confini ( nella fattispecie quelli di una fotocamera compatta) e trasformarli in orizzonti. 🙂

I limiti sono fatti per osare. E per essere superati.

Guardate un po’ questi video: qui dai limiti è nato un volo straordinario.