Parole fra neve, alba e tramonto…

Il Tempo corre, le ore si infrangono, le giornate sono scogli appuntiti. Lo sguardo arriva a sera così stanco… vorrei addormentare anche il mio respiro e vedere se almeno lui riesce a sognare ancora.

 Poesia (black on white)

Le parole sono come i petali di un fiore, perdono i colori,avvizziscono, il profumo svanisce, poi cadono: forse lo stelo resiste un poco ancora.
Scende la neve: com’è bianco, il dolore. E quanto è calda, la solitudine che ne ricopre i semi.

Neve

Il tramonto e l’alba rendono diverso uno stesso luogo. Guardare è conoscere ma conoscere non sempre è accettare. Si scrive con la luce ma la luce scrive con le ombre. Anche dentro di noi.

Sunset (Coronata)

 

Dawn (Coronata)

Non sono che parole, fra neve, alba e tramonto. Un poco piegate. Ma non si spezzano. Non ancora. E non credo che lo faranno. Sarà perché mi appartengono. Sono mie. Sono me.

Neve

 

Sunset (Coronata)

 

Poesia (white on black)

Luci

Quando una foglia d'autunno diventa una lampada gialla...

La mia partenza dall’inizio incerto.
Posate le parole sulla pista,
pronte per la corsa, al primo passo
l’asfalto della vita le ha ingoiate:
l’anima si è spezzata sino al cuore.

Cammina, la mia bocca,
cerca i suoni perduti
sul ciglio di memorie che verranno:
trova soltanto rumore di pensieri
e qualche orma di luce silenziosa.

Riyueren

Afternoon

 

Afternoon

 

Afternoon

Dove? io ti chiedo: Dove?
Se è dentro, voglio entrare.
Se è fuori, voglio percorrere i suoi sentieri
annusare le sue orme, ovunque sia.

Voglio seguire, inseguire,
riaccendere il fuoco
benedire ogni fiamma,
ogni passo che mi brucia.

E non ti chiedo: Quando?
Il Tempo è ora.
Questo istante, questo respiro
per uscire e cercare
per entrare e trovare
il nome che porto e che mi porta.
Quel suono
che la mia carne indossa in silenzio.

Riyueren

...and a Happy New Year!!!

 

...and a Happy New Year!!!

 

...and a Happy New Year!!!

Cerco le luci del Nuovo Anno. Il 2018 ha portato luci ed ombre. Il primo Natale senza Giovanni che però ha trovato lavoro, korrepetitor nel teatro di Ulm, quello che lui ha sempre desiderato. Il primo Natale senza Sunny ma anche il primo Natale con Spritz.

Non ho scritto, come facevo un tempo, gli auguri sul blog. La mia vita reale mi porta lontano da qui e alla fine credo che questo luogo diventerà simile ai cassetti in cui da bambina nascondevo le cose che scrivevo: le nascondevo così bene che finivo per perderle. Forse in un blog riuscirò a ritrovarle, a ritrovarmi, chissà…

Il 2019 è iniziato, auguro a tutti voi un anno sereno, un anno di pace, almeno interiore, visto che nel mondo la pace non c’è.

Corri, Amore

Nel cielo

Non sostare in me, Amore,
Non lasciarti imprigionare
dai miei pensieri,
trattenere dai miei bisogni

Non fermare per me il tuo volo
nella gabbia delle mie mani

Ma corri, Amore, corri,
libero come nuvola e onda

Il mio vuoto resta colmo
del tuo passaggio

Sfiorata da una sola tua piuma
io rinasco preziosa a me stessa

e corro, Amore,
corro e volo
anch’io
fra la Terra e il Cielo
Libera di essere quella che sono,
Luminosa e oscura
come il buio
quando un filo di luce
lo attraversa.

Riyueren

Nel cielo

 

Nel cielo

 

Nel cielo

Per i tuoi occhi

The Moon

Scriverò parole per i tuoi occhi,
perché il tuo sguardo
non scivoli sui miei silenzi
e cada su strade senza nome.

Io sono un quadrato dai lati pazzi
ancorati a spigoli di lacrime
Una piuma senza volo e senza vento
L’arco di un filo d’erba senza prato
un frutto senza stagioni e senza semi.

Ma scriverò di piume e voli,
di prati e di stagioni,
di semi, vento e frutti.

Per i tuoi occhi, scrivo,
perché la mia radice
è nel tuo sguardo.

Riyueren

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

 

The Moon

Grazie

Il corpo è la mia casa
ma io abito il mondo
 come la conchiglia abita il mare
che l’abita a sua volta e la contiene.

Riyueren

Susi web

© Foto di Daniele Sandri  (realizzata con fotocamera Rollei 35s)

Questo post, queste parole, sono per voi che leggete quello che di me provo ad esprimere, come meglio posso, in fotografia e scrittura ( e spero presto di poter aggiungere anche la voce, che per me è molto importante): voglio ringraziarvi tutti, chi si ferma a commentare con generosità e gentilezza e anche chi entra, magari per casualità (che poi nulla è casuale, in questa vita) guarda e resta in silenzio.

Voglio dire a tutti voi “Grazie!”. ❤

Grazie, perché mi accompagnate in questo cammino di ricerca soprattutto interiore: se non fosse per voi io andrei davvero sola per le strade… se non del mondo di sicuro della mia anima. ❤ ❤

Grazie perché la vostra presenza rende migliore me e il mio lavoro. ❤ ❤ ❤

E nello stesso tempo voglio chiedervi scusa se non sono sempre presente nei vostri spazi: i miei occhi si affaticano molto e sono costretta a centellinare il mio tempo al pc.

Detto, anzi, scritto, questo, ecco cosa stavo fotografando (comodamente seduta sulla panchina a Pegli… lo so, lo so, i veri fotografi si coricano per terra, s’inginocchiano o almeno stanno in piedi). 🙂

“Quando il Sole si veste di nuvole (e si traveste da Luna).

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

 

Quando il sole si veste di nuvole ( e si traveste da luna).

In Sunset

Sunset

Sestri Levante, un tramonto di un’estate al tramonto.

Sola, sulla passeggiata al mare, siedo e osservo ogni cosa, attraverso i miei occhi, in compagnia della mia Nikon.

Tutti sono insieme a qualcuno, io sono insieme a qualcosa. Incredibilmente, non mi dispiace.

In sunset

 

In sunset

Vado a sedermi su di un piccolo molo, il sole è tramontato ed è quasi buio.

Guardo alcuni gabbiani davanti a me: ci osserviamo a vicenda.

Io li fotografo e loro, in un certo senso, fotografano me: registrano la mia presenza.

Sto in silenzio, ascolto le onde che cantano quiete. Improvvisamente arriva gente, i gabbiani volano via: queste persone che parlano a voce alta, si muovono velocemente, non hanno visto me e neppure i gabbiani, si fotografano gli uni con gli altri, si fanno selfie… ma io dubito persino che si vedano tra loro anche se sono insieme.

I gabbiani sono volati via. Io invece, dal momento che non posso volare, mi alzo e ritorno sulla passeggiata. E da lì fotografo questa gente che guarda ma non vede. E velocemente, così come è venuta, se ne va, di fretta anche davanti alla meraviglia del tramonto.

Intanto, l’argento del mare ci circonda tutti.

I gabbiani lo abbracciano dall’alto.

In sunset

 

In sunset

 

In sunset

 

In sunset

 

In Sunset

 

In Sunset

Alle pendici dell’Alba

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

Alle pendici dell’Alba
lascio salire il mio cuore:
troppo stanchi gli occhi
per camminare ancora
incontro al cielo.

Questo sole che sorge
è il mio respiro:
nasce dentro di me
dopo essere morto
altrove.

Ma poi, dalla collina al golfo,
guida le vele il mare del tramonto:
fogli di nuvole nel vento
parole fra le mani come ali
in cerca di una bocca
per spiccare il volo
alle pendici gloriose della Notte.

Riyueren

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

 

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

 

Alle pendici dell'alba (On the slopes of Dawn)

 

Il cielo (clouds in early morning)

Tempo di vacanze. Tempo di viaggi (per chi se li può permettere) ma di certo non sono l’unica a restare al caldo in città. Ho imparato a viaggiare in modi alternativi: il mio sguardo vola dalla finestra di casa (senza che i miei passi debbano seguirlo) e mi regala questo cielo dove le nuvole sono onde di mari che probabilmente non vedrò mai, io che non ho mai visto un oceano e vorrei tanto stare un giorno sulla sua riva (un giorno solo mi basterebbe). La mia anima trova la sua felicità in queste piccole cose: una finestra aperta, un po’ di nuvole, qualche luce, qualche ombra, un cielo su cui specchiarsi e riflettere. E la gioia di condividere, poi…

 

Clouds in early morning

 

Clouds in early morning

 

Clouds in early morning

 

Tracce (passi di luce)

Tracce (footsteps of..)

Due foto dello stesso muro, scattate a distanza di pochi secondi: le ho unite insieme perché volevo far comprendere l’importanza che ha per me lo sguardo quando interagisce con la luce. Basta un’inclinazione diversa (anche del pensiero, volendo) e un muro diventa un qualcosa di magico ( i “passi” luminosi di una lumaca che tracciano percorsi verso chissà dove) o torna ad essere un semplice muro.

Tracce. Passi di luce. La luce che arriva e segna percorsi anche su di noi. Strade d’ombre, in questo caso, ma sempre nate dalla luce.

Tracce (footsteps of..)

 

Tracce (footsteps of..)

 

Tracce (footsteps of..)

Dalla sua sorgente, il Sole, la luce sgorga come l’acqua e come acqua scorre ovunque, dentro e fuori di noi.

Il cielo diventa un oceano. Altri passi, altre orme. Chiare ed oscure.

Sentieri di luce, sempre.

Tracce (footsteps of..)