Orientamento

Il viaggio

Il Viaggio presuppone un movimento, solitamente “effettivo”, cioè il corpo si sposta da un luogo ad un altro, utilizzando mezzi di trasporto che vanno dai piedi su cui poggia all’aereo, passando per biciclette, bus, auto,navi, treni…).

Meglio: ci si allontana da un luogo (generalmente la “casa”in cui si abita) per avvicinarsi alla “meta” (anche se spesso è molto più interessante il percorso per arrivarci, che poi non è detto che si arrivi proprio là dove il nostro desiderio ci spinge, magari si arriva in un altro posto).

Succede a volte che un viaggio non ti allontani tanto da un luogo quanto invece da te stesso e se non te ne accorgi in tempo puoi anche perdere la strada del ritorno.

Di solito sono viaggi che nascono all’insegna dello straordinario, dell’avventuroso, percorsi che hanno una loro magia: vedi cose e ascolti parole che mai avresti immaginato. Purtroppo il Paese dei Balocchi prepara sempre un amaro risveglio.

Ecco a cosa serve l’Orientamento. Sì, ovviamente si possono fare programmi, procurarsi cartine con gli itinerari e i luoghi di sosta, ma per certi viaggi se non hai nel bagaglio insieme ai vestiti intelligenza e intuizione…  e come bussola il tuo cuore …

Se osservi il mare…conosci te stesso

Genova Nervi

Se osservi il mare, conosci te stesso: impari a guardarti nello specchio della natura e scopri che sei unico eppure fai parte di un tutto.

Se osservi il mare, conosci anche il cielo: impari a guardare l’orizzonte e scopri che il sogno è là, è quella linea sottile al confine fra l’acqua e le nuvole.

Se osservi il mare, conosci il vento che vi muove entrambi: impari ad amare le onde in superficie, le correnti profonde nel cuore, la sabbia che scivola via nella luce, le venature preziose delle pietre che solcano i tuoi frammenti e li tengono insieme.

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi
Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

 

Genova Nervi

Mimosa

Mimosa

 

Mimosa

 

Mimosa

Non ci sarebbe bisogno di parole, ma due righe le vorrei scrivere ugualmente. Nelle immagini ognuno di noi vede cose, pensieri, persone, molto spesso ci riflette (e ci si riflette) sopra. Noi dobbiamo andare al di là dell’immagine, vedere oltre. Perché al di là dell’immagine (così immediata rispetto alla parola – che comunque a sua volta è portatrice e generatrice di visioni interiori -) c’è tutto un mondo ancora da esplorare, il mio (per me) e il vostro (per voi).

L’augurio che faccio con tutto il cuore è che nessuno si perda in questo viaggio, anzi, ne ritorni più consapevole di se stesso e degli altri viaggi che è necessario fare per tornare a se stessi senza perdere pezzi per strada.

Anche l’amore è un viaggio dentro se stessi, l’importante è che sia un orizzonte, sempre, e non un confine.

Buon 8 Marzo, con il bellissimo video di una mia amica, Mara Bagatella.

Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?

( snowtag di snowbetta)

Una volta tanto partecipo, perché la domanda m’intriga assai. Non nomino nessuno, anzi, nomino tutti quanti (quelli che hanno voglia di rispondere). Ho cercato delle foto… ad hoc 🙂

Piuma

Quella lì sopra sono io quando mi isolo dal mondo. In realtà non è che io mi isoli dal mondo, bensì dalle persone che lo abitano… (e uso il termine “persona” nel suo antico significato etrusco che indicava “personaggi mascherati”). Preferisco frequentare i pettirossi.

Non mi isolo quindi dal mondo, anzi, mi ci tuffo dentro, mi confondo con l’orizzonte e nuoto nei miei pensieri ( con la musica come salvagente, visto che non so nuotare). Se possibile ascoltando Bach (le variazioni Goldberg o questo ).

Ma sicuramente la domanda intendeva: cosa fai quando vuoi startene in pace da sola?

Il più delle volte mi metto a scattare foto in camera mia o comunque in casa (a seconda della luce e dell’ora del giorno: le albe dalla finestra della camera da letto, i tramonti dalla cucina).

Che poi io riesco ad “allontanarmi” anche quando sono in mezzo alla gente. Mi riesce bene sin da quando ero piccola. Una magia del pensiero e oplà… eccomi diventata invisibile e libera di volare come desidero nel cielo che più mi piace.

Un po’ come nelle foto che ho scattato oggi, con la mia piccola Lumix.

Parole

 

Parole piuma

 

Parole piuma

 

Parole spezzate

 

Parola piuma

I contrasti

Io fotografo “segni”: a volte sono ombre che sembrano calligrafie, altre volte sono luci che lasciano orme. Ovviamente li guardo, prima, ma in realtà sono loro che vedono me. Li condivido, dopo: un po’ perché me lo chiedono loro, un po’ perché anch’io lo desidero… dopo, quando li ho davanti senza che la fotocamera si interponga (cioè quando ci possiamo guardare direttamente, i “segni” ed io ) ecco, solo allora comprendo realmente il loro significato: non è mai un caso, non è mai per caso. Mi indicano la strada, mi aiutano a pensare, mi fanno capire meglio, anche quando si tratta di ombre.

A volte i “segni” si manifestano nei contrasti ( del resto luce ed ombra sono strettamente legate, complementari… una mette in evidenza l’altra e viceversa).

L’altro giorno i contrasti (di contenuto, o meglio, di significato) erano così evidenti, che è stato come ricevere un pugno nello stomaco.

Questa è una piccola parte di quello che ho visto. Dal momento che ero da sola, quindi in silenzio, con lo stesso silenzio vi propongo le immagini.

Il “Muro delle bambole” 

Il muro delle bambole

 

Il muro delle bambole

 

Il muro delle bambole

 

Il muro delle bambole

 

Il muro delle bambole

 

Il muro delle bambole

 

Il muro delle bambole

 

 

Il muro delle bambole

e la mostra “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes” ( di quest’ultima vi posto solo due foto: ho fotografato un po’ tutta la mostra, visto che era possibile, ma essendo foto un po’ “forti”, non vorrei urtare la sensibilità altrui … la mia, in quanto donna, in effetti lo è già stata abbastanza).Forse se non avessi visto prima il Muro delle Bambole avrei avuto una reazione diversa, ma non credo.

Visto che le ho pubblicate su Flickr in forma privata le potete trovare a questi due link più sotto.

https://www.flickr.com/gp/innerland/e7de0n

https://www.flickr.com/gp/innerland/77Ux73

Che contrasti, vero? Mi permetto solo un commento: sapevo che esistono le cosiddette “foto per camionisti”, quello che ancora ignoravo è che ci fossero anche foto per camionisti più evoluti, cioè per quelli che non guidano loro, ma hanno l’autista, perché invece del camion hanno una limousine 🙂 oppure guidano personalmente una Ferrari…questo senza nulla togliere alla bravura del famoso fotografo, sia chiaro.

 

Cappello… con testa (Hat with Head)

Hat with Head

Qui sono veri soltanto il cappello (paglia purissima) e i capelli ( la mia amica e parrucchiera Silvana mi ha gentilmente regalato una “testina”di quelle che si usano per imparare il taglio).

Ho voluto usare queste foto per celebrare in qualche modo la mia uscita da FB.

Ebbene sì, da una settimana ho commesso il cosiddetto “suicidio virtuale”, quello che, a sentire FB, rattristerà tutti miei amici (mio figlio compreso). Non so, ma a dire la verità credo che invece sarebbe stato un suicidio se fossi rimasta (avrei “suicidato” soprattutto il mio tempo).

In fondo, cosa ci stavo a fare, lì dentro, mi sono chiesta, a parte scrivere a mio figlio in Germania, che volendo posso contattare anche su Skype? I miei amici li sento (o si fanno sentire) li leggo ( o si fanno leggere) per telefono, non ho libri da vendere, workshop da proporre, bufale da pascolare in rete, verità da diffondere al mondo intero, insulti da rivolgere a chi la pensa in modo diverso, petizioni da far firmare, catene di Sant’Antonio da far girare (mi bastano quelle pluritrentennali del mio S.Antonio personale…), foto e/o parole da far vedere (o far rubare) al mondo intero ( mi basta proporle nel blog: ricordo bene intere frasi sottratte a Innerland e fatte circolare su FB ovviamente non a mio nome , nonché una mia poesia attribuita ancora oggi in tutto il web a Toro Seduto). Non cerco “storie”( anche qui, mi bastano quelle di casa mia), non m’interessa far conoscere (cosa che sicuramente prima o poi capiterà, su FB) la consistenza e la frequenza delle mie evacuazioni, non intendo supplicare nessuno per avere voti ai concorsi fotografici o per condividere i post che pubblico sul blog e, grazie a Dio, non ho mai fatto una Pagina per pubblicizzare la mia “Fotografia”. In ultimo, non m’interessa curiosare i fatti degli altri, specialmente quelli delle persone che conosco.

C’è molta solitudine, nel mondo, anch’io non ne sono esente, ma scelgo di gestirla in un altro modo: qui, non su FB.

Le persone hanno molti problemi: anch’io ne ho e non sono pochi, ma scelgo di risolvermeli nella vita reale e quello che metto qui è il risultato delle mie ricerche: se dà qualcosa ad altri, oltre che a me, io non posso che esserne felice.

Ma il mondo virtuale è come in queste foto: qualcosa di vero (per esempio diverse persone amiche conosciute poi anche nella realtà) e qualcosa di falso ( altre persone che nella realtà si sono rivelate ben diverse da quello che affermavano, scrivendo, di essere)… sembra tutto vero, purtroppo, anche ciò che è falso e allora bisogna imparare a distinguere. Ci vogliono gli occhi del cuore, come sempre e prima di tutto, ma anche un po’ di intelligenza (ed esperienza, anche) che faccia sì che il cuore non prenda abbagli, lui che si apre ed è generoso e fiducioso per natura.

Il mio abbraccio.

Susanna

ps. Dopo uno scambio di commenti con Unartistaminimalista  modifico… aggiungendo alla lista lassù in cima: non intendevo nemmeno fare politica: quello che è stato scritto sull’ultimo referendum (che volendo si poteva pure risparmiare, le votazioni erano già state fatte su FB)…e i discorsi dei nostri politici via FB, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E ancora: non m’interessava fare tutti quei test per sapere chi sono, chi ero, chi sarò, quando morirò, di che colore sono, quanto sono intelligente, la mia età mentale (di sicuro andando via da lì si è alzata 🙂 )  e anche chi mi sogna di notte ( posso vivere benissimo senza sapere tutte queste cose). E Ringrazio di non avere mai avuto Twitter.

Hat with Head

 

Hat with Head

 

Hat with Head

 

Hat with Head

Luci nel buio

Light in the Dark (Una luce nel buio)

Non manca molto: tra poco diranno che un periodo di tempo è terminato e ne comincia un altro.

Ma che cos’è il Tempo? la misura di ciò che accade? il ricordo di quello che è stato? la speranza di quello che ancora deve venire? Non ci bastano l’alba e il tramonto? la notte e il giorno? No, abbiamo bisogno di calendari, agende, cassetti in cui confinarci da soli quando non sono gli altri a farlo.

Naturalmente ho appena indossato qualcosa di rosso, un maglioncino, anche se in casa non fa freddo.

Naturalmente sto aspettando anch’io che mi annuncino l’entrata in un Nuovo Anno… e come tutti anch’io farò progetti, anzi, li ho già fatti, per i prossimi 365 giorni e rotti che, se tutto va bene, dovrei avere.

Naturalmente da stamattina mi è arrivato di tutto sul telefonino: auguri-copia-incolla-a-invio-multiplo-collettivo più qualche catena di S.Antonio che dovrebbe assicurare, soprattutto a chi me la manda, amore e soldi, che poi è tutto quello che il mondo desidera.

Sul mio stato WhatsApp, dalla disperazione, ho scritto chiedendo espressamente che mi venisse risparmiato lo squallore di questi Auguri palesemente finti, fatti “tanto per”, ma nessuno si è preso la briga di leggere ed hanno continuato tutti.

Ho mangiato un po’ di salatini e fatto il bis di gelato, poi mi sono messa al pc. Chiave di ricerca: “la produzione italiana di armi da guerra” e “mappa delle guerre nel mondo”.

Direi che non c’è proprio niente da festeggiare.

Ho scelto delle foto particolari, per questa serata. Sono luci nel buio: la candela rossa solitaria è la mia, anzi, sono io, foto dell’altro ieri. Quelle più sotto sono dell’anno scorso, al Santuario della Madonna della Guardia ( a Genova è molto conosciuto). Ogni candela, ogni luce, rappresenta tutte le persone che sono andate lì a chiedere una grazia o semplicemente a pregare. La preghiera è una luce che vorrebbe illuminare il buio.

Io, le poche volte che prego, non chiedo mai niente, faccio lo stesso quando scrivo, quando cantavo, quando scatto fotografie e ora pure quando disegno: è il mio modo per dire al mondo, alla Natura o chi per esso: Ti amo, grazie perché sono viva, ti offro quello che so fare, mi consumo, mentre lo faccio, ma è bello consumarsi così, perché brucio di gioia.

Il mio augurio di stasera è come sempre un augurio di Luce. Forse se ci accendiamo tutti il Buio se ne andrà via.

Preghiere

 

Preghiere

 

Preghiere

 

Preghiere

In cerca del vento ( I’m looking for the wind)

Misty

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

Vado in cerca del vento. Il verde dell’erba è un colore molto vivo, nella nebbia che sale a sbuffi dal fondovalle: il cielo sembra un’immensa nuvola chiara scesa ad abbracciare la terra.

I miei occhi cercano il vento. Il problema è questo: rendere visibile quello che non si vede, per abbracciare l’inafferrabile.

Come molte altre cose invisibili, il vento si manifesta nell’incontro con l’altro (l’erba sul ciglio della strada, in questo caso): da quello che i tuoi occhi possono vedere si può dedurre la qualità della presenza… o dell’assenza.

Così avviene anche dentro di noi, quando le emozioni incontrano le parole che abbiamo imparato studiando la nostra lingua e poi vediamo con l’occhio del cuore i pensieri muoversi come l’erba al vento. E ancora quando il respiro incontra le parole e si trasforma in suono. O quando lo sguardo incontrando il mondo fa scaturire luce (dai tuoi occhi e da quello che stai osservando) e la luce crea forme e ombre e tutto questo ti spinge a guardare ancora e più interamente, più internamente.

Così che tutto in noi si fa incontro, movimento. E danza.

E il vento dell’amore incontra la solitudine: la fa danzare come un filo d’erba, come un fiore, la trasporta e la dissolve come una nuvola.

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

 

In cerca del vento (I'm looking for the wind)

… e per tetto una nuvola (dedicato a Fausto)

A Morro d'Alba (AN)

Carissimo Fausto, per te che vivi alle latitudini del vero dolore, della solitudine, degli ultimi, offro il mio sguardo dalla latitudine del superfluo, dell’indifferenza dei “primi”.

Questo è il nostro mondo vero, spogliato del superfluo di cui abbondiamo e mostrato, simbolicamente, nella sua fame di necessario. La nostra anima ha fame, Fausto, forse quanto più ha piena la pancia…e l’anima ha fame e sete, Fausto, ma non ha la bocca.

Il “Primo Mondo” non ammetterebbe mai di avere questa fame.Anzi, la riveste (come nella fiaba dei vestiti nuovi dell’imperatore) di abiti ricamati… di parole ( e le parole saziano ben poco o per poco).

Nude rovine, fratello mio. Ma il cielo è il nostro tetto, sempre. La speranza, sotto forma di nuvola ogni tanto arriva a ricoprirci, viene e si dissolve e poi ritorna.

Come i passeri nei campi di grano voliamo in cerca dei semi della libertà: siamo tutti nelle mani di Dio…e insieme Dio è la nostra mano, il nostro sguardo.

Un abbraccio, a solcare l’oceano, un abbraccio di cielo, come quello che tu mi hai mandato.Il mio abbraccio per te e per tutti i tuoi ragazzi.

E per tetto...le nuvole

 

E per tetto...le nuvole

 

E per tetto...le nuvole

 

E per tetto...le nuvole

 

E per tetto...le nuvole

 

E per tetto...le nuvole

 

A Morro d'Alba (AN)

 

A Morro d'Alba (AN)