Camminando…e a piccoli sguardi ( tra confini,angeli,riflessi d’albero e di vetrina,un passero leggendario,una ballerina sul tetto, cristalli e arcobaleni domestici..)

Concludo così questo 2019, regalando un po’ di sguardi e augurando a tutti voi un 2020 pieno di cose belle ma soprattutto di serenità e salute (perchè tutto il resto viene di conseguenza).

Nel titolo (mai scritto, credo, un titolo così lungo) c’è un po’ tutto quello che ho visto a Ulm, quello che mi ha colpito di più, naturalmente.

La cosa più incredibile è il confine che separa il Baden-Württemberg, dove sorge Ulm, dalla Baviera (qui sorge Neu Ulm e anche il Riku Hotel dove ho dormito due notti e gustato una favolosa colazione).

Quando si parla di confine uno pensa ad una catena montuosa, un muro…qualcosa di solido e tangibile, insomma. Qui invece il confine scorre… è un confine… liquido!!! Nel  bel mezzo del Danubio! E’ la cosa che mi ha colpito ed emozionato di più, l’idea di un confine d’acqua.

 Ulm (Danubio)

 

Ulm (Danubio)

E poi c’è il Munster con il campanile più alto del mondo (161,6 m e 768 gradini).

Ulm (Munster)

 

Ulm ( e mercatino di Natale)
Le case di Ulm non sono molto alte, per cui lo si vede benissimo (persino dalla finestra del mio albergo): volendo, si può usare come punto di riferimento: e qui, l’unico confine è il cielo.

Ulm (il Munster dalla finestra del Riku Hotel, Neu Ulm)

Siamo all’interno del Munster.

 Ulm (Munster, interno)

Nel titolo del post ho parlato di un “passero leggendario”. Eccolo: l’Ulmer Spatz.

Ulm (Munster, interno, Der Spatz)

La leggenda narra che durante la costruzione del Duomo non si riuscisse a far passare dalla porta della città una lunga trave, che era trasportata di traverso su di un carro. Ecco però arrivare un passerotto che stava facendo il nido in un buco lì vicino portando un bastoncino lungo che però riuscì a far entrare posizionandolo longitudinalmente. Lo stesso fecero gli abitanti con la trave.

Da allora il passerotto è diventato il simbolo della città, un po’ per questa leggenda e un po’ come simbolo di libertà nei confronti dell’aquila imperiale. Gli abitanti stessi si definiscono “Spatzen”, passeri.

Nel Munster c’è anche un angelo, San Michele, terribile e temibile. Originariamente era a guardia del monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, poi i nazisti lo vollero nella posizione in cui si trova ora, appeso in alto (l’ho fotografato da dietro, per sottolineare maggiormente l’inquietudine che mi ha trasmesso).

Ulm: Munster (interno)

 

Ulm (Munster, interno)

Questo angelo, invece, è dolcissimo. In vetrina, come alcuni altri “sguardi”che ho incontrato a Ulm.

Ulm (in vetrina)

Figuriamoci se non riuscivo a trovare un Buddha.

Ulm (in vetrina)

E Babbo Natale, ovviamente.

Ulm (in vetrina)

Per non parlare dei “riflessi d’albero” (e foglie).

Riflessi

E dei passeri che si trovano dappertutto, anche come logo del Theater Ulm, biglietto compreso.

Ulm (ticket)

 

Ulm (Theater Ulm)

E la “ballerina sul tetto” (del teatro). Molto bella di giorno ma spettacolare di notte.

Ulm (Theater Ulm, particolare)

Tornata a casa, ho subito appeso i 3 cristalli comprati al Mercatino di Natale (Giovanni  sta per spedirmene altri 5!!!).

Cristalli

 

Cristalli

 

Cristalli

E gli arcobaleni, così, sono dappertutto.

Arcobaleni

Sì, proprio su ogni cosa (Spritz compreso).

Arcobaleni

Essenza del Viaggio

Theater Ulm (intervallo de la Cage aux Folles)

Ho sempre pensato – e l’ho scritto, anche – che il viaggio abbia a che fare con l’anima e viceversa. Più esattamente: “Ogni viaggio inizia con un movimento dell’anima”.

Ma… quando a quel primo movimento, in quel primo passo, si unisce anche il cuore… ecco, allora il viaggio diventa qualcosa di unico: unico e meraviglioso.

A dire il vero, tutti ormai lo sanno, qui e anche fuori di qui – nel virtuale e nel reale, intendo – che io non posso permettermi di viaggiare, per la mia situazione familiare, soprattutto, per la mia salute stessa e per altre motivazioni, più …”economiche”, diciamo così.

Ci si è messo il cuore, però, a spingermi a fare questo viaggio. E così sono partita: 30 novembre, 1 , 2, dicembre e ritorno. Destinazione: Ulm, Germania. In pullman. Una madre che  – con la scusa dei mercatini natalizi –  va a vedere con i suoi occhi dove vive e dove lavora suo figlio.

Non è stato perciò un viaggio fotografico, quindi scordatevi le foto cartolina, che comunque non avrei fatto nemmeno se avessi portato la reflex. Figuriamoci con una compattina come la Lumix. Ho voluto viaggiare leggera. Avevo letto da qualche parte, tempo fa, che la creatività ha bisogno di limiti, per manifestarsi, e mi sono messa alla prova. Non nego di aver sofferto, e molto, in certe occasioni, soprattutto quando il 28 – 300 mm, se avessi avuto la mia D610, mi avrebbe facilitato la vita (e la messa a fuoco, soprattutto).

Ulm è una città bellissima, il Munster è fantastico, nel mercatino di Natale ho finalmente trovato i cristalli che cercavo da tempo per appenderli alle finestre – ora, sole permettendo, ho la casa piena di arcobaleni – il teatro dove lavora mio figlio è proprio bello, dentro e fuori. Giovanni era alla tastiera nel musical La Cage aux Folles: ho potuto vedere quanto è felice mentre suona.

Ho fotografato la strada che percorre per andare da casa sua al lavoro, anche l’appartamento dove vive  – però solo dopo aver giurato che queste foto le avrei tenute solo per me –  così ora so dove immaginarlo quando lo penso.

Cosa posso chiedere di più?

E così, come sempre, nelle foto che ho scattato ci sono soltanto le mie emozioni.

Questa è solo la prima parte… l’Essenza del Viaggio. Quindi: foto scattate dal pullman in corsa, attraverso il vetro sporco…ecc…ecc…

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

 

In viaggio

Auguri

Buone Feste

Un altro anno è trascorso… siamo di nuovo (!?) a Natale: alcune cose sono cambiate, altre no. Alcune cose cambieranno, altre resteranno tali e quali. C’è chi si muove e c’è chi resta fermo. Io quando posso cammino e quando non posso camminare… allora camminano i miei pensieri. A dire il vero i miei pensieri sono come farfalle: hanno ali fragili, colorate e preziose, magari soltanto ai miei occhi, ma di sicuro conservano addosso una magica polvere di sogni, magari di frammenti di sogni… una ragnatela impalpabile che cattura emozioni… per poi lanciarle lontano.

Ecco, quando non posso camminare… allora io volo.

Buone Feste

Non sarebbe Natale se sotto all’albero non vi offrissi un dono, ma tutto quello che possiedo è nel mio sguardo… l’anima, il cuore… sta tutto lì.

Vi dono un viaggio in treno nell’alba. Lo so, i finestrini non sono puliti, la fotocamera è una compattina, ma l’alba è sempre alba ed io ero felice mentre andavo a Milano, ieri, incontro a mio figlio ( Giovanni è tornato da Stoccarda per le vacanze natalizie).

Lasciamo che sia un giorno nuovo, un preludio ad un anno migliore che trovi noi non migliori, ma semplicemente sempre più noi stessi.

Nulla deve nascere, perché tutto è già lì. Lasciamo che venga alla luce: è già dentro di noi, come la pianta nel seme, come il frutto nel fiore.

 Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

Ci si vede il prossimo anno. Auguri ancora!

 

Direzione (o della scelta)

Forse credi di essere tu a scegliere il viaggio, ma in realtà è lui che sceglie te. E molto spesso ti obbliga a fare una scelta, specie quando non è un viaggio qualunque ma è Il Viaggio, quel percorso che ti porta a camminare al tuo interno.

Il Viaggio: il più lungo, sicuramente, il più silenzioso, a volte, il più solitario, spesso.

Il Viaggio può anche rendersi palese ai tuoi occhi durante un viaggio normale.

Cosa c’è di più evidente della Luce, di più “illuminante”?

Così, del mio Viaggio durante un viaggio in battello a Portovenere, invece delle foto -cartolina che comunque ho fatto e che per ora non condivido, non essendo mia intenzione fare di Mutazioni un depliant turistico, questo mi è rimasto negli occhi: le innumerevoli candele all’interno della chiesa di San Pietro ed uno strano fiore in ceramica incastonato proprio per terra, sulla strada che conduce alla piccola chiesa sulla scogliera.

Quante cose “nasconde”, la Luce!

Queste fiammelle sono persone. Chi è venuto per chiedere, chi per ringraziare, sicuramente ogni candela è una storia, una vita. Qualcuna diritta, qualcuna inclinata a ripiegarsi quasi su se stessa… come sono io, a volte.

E poi quel fiore, semplice, in disparte, fra i piedi di tanti (troppi) turisti, tutti intenti a fotografare (con una certa prepotenza, devo dire) le loro “cartoline” e, puro orrore, a farsi dei selfie al telefonino con quegli sciagurati prolungamenti metallici. Mi sono resa conto che stavo viaggiando da sola…ed è così che il Viaggio mi ha obbligata a fare una scelta: la mia bussola del cuore ha ritrovato la sua direzione.

E no, non ho acceso una candela, nella chiesetta: accendo qui le mie foto, stasera. Non chiedo: ringrazio.

 

Luce

 

Luce

 

Luce

 

Luce

 

Strange flower

 

Orientamento

Il viaggio

Il Viaggio presuppone un movimento, solitamente “effettivo”, cioè il corpo si sposta da un luogo ad un altro, utilizzando mezzi di trasporto che vanno dai piedi su cui poggia all’aereo, passando per biciclette, bus, auto,navi, treni…).

Meglio: ci si allontana da un luogo (generalmente la “casa”in cui si abita) per avvicinarsi alla “meta” (anche se spesso è molto più interessante il percorso per arrivarci, che poi non è detto che si arrivi proprio là dove il nostro desiderio ci spinge, magari si arriva in un altro posto).

Succede a volte che un viaggio non ti allontani tanto da un luogo quanto invece da te stesso e se non te ne accorgi in tempo puoi anche perdere la strada del ritorno.

Di solito sono viaggi che nascono all’insegna dello straordinario, dell’avventuroso, percorsi che hanno una loro magia: vedi cose e ascolti parole che mai avresti immaginato. Purtroppo il Paese dei Balocchi prepara sempre un amaro risveglio.

Ecco a cosa serve l’Orientamento. Sì, ovviamente si possono fare programmi, procurarsi cartine con gli itinerari e i luoghi di sosta, ma per certi viaggi se non hai nel bagaglio insieme ai vestiti intelligenza e intuizione…  e come bussola il tuo cuore …

In volo

Sabato scorso ho fotografato la mia prima mareggiata (vera, non di nuvole, come nei post precedenti) 🙂 Ero sulla passeggiata di Nervi. Le foto del mare le vedrete più avanti, ora voglio condividere con voi quello che mi ha colpito di più: il volo dei gabbiani controvento. Bellissimi (nonostante io li ami poco per via della loro crudeltà che già si intuisce dallo sguardo, a dire il vero). Avvolti nel vento, io e loro: un’emozione che non dimenticherò mai. La gente guardava in basso verso le onde, tutti armati di telefonino per “catturare” la mareggiata,  io naso (e obiettivo) all’aria volavo insieme ai gabbiani.

Mi hanno fatto venire in mente una vecchia cosa che avevo scritto tanti anni fa sul viaggio (era un compito per il corso di musicoterapia). La trovate dopo le foto.

In volo

 

In volo

 

In volo

 

In volo

 

In volo

 

In volo

 

In volo

 

Il Viaggio. Dentro e Fuori. Brevi appunti e variazioni sul tema.

Dentro è il riposo alternato di luci e di ombre intrecciate nel fragile guscio di una conchiglia di carne.

Qui ciò che più conta è crearmi una vita nel vuoto, uno spazio in cui io possa danzare.

Aprire un varco nelle spirali dei miei silenzi. Volgere in suono il respiro.

Senza chiedermi nulla, correre fuori un fluire di sogni, voci e pensieri.

E’ così che so di essere in viaggio, di “essere un viaggio”.

No, non un cammino soltanto, ma più viaggi nel medesimo viaggio, come i respiri sono strade nell’arco di un’unica vita.

E chi è il viaggiatore? Sono io, io che ti parlo…o io non sono piuttosto la strada che tu, ascoltando, percorri?

Non ricordo più il primo passo, un movimento che era già una partenza, un andare lontano, il mio destino di viandante.

Solo, a volte, sulla sabbia del mare d’inverno o lungo il fiume d’estate, il mormorio delle acque fa vibrare in me frammenti di suoni, e se alzo il viso nel sole o tocco una pietra che brucia, ascolto il suono di un cuore, un palpitare di luce nella terra più oscura.

Ho ricordo di altre partenze, altri incontri.

Strade che mi hanno incrociato la vita, accompagnandomi a volte, per brevi tratti o correndo parallele alla mia, senza mai toccarci…le ho anche viste divergere, sparire nella nebbia.

Nessuno può viaggiare sulla strada di un altro. O forse non sulla mia.

Sono stata sempre un viandante solitario, a volte ho elemosinato un sorriso e un poco d’amore come si chiede un pezzo di pane, per vivere.

Sono caduta molte volte, inciampando nella mia paura, avanzando a fatica nel fango delle mie lacrime.

Altre volte ancora i miei erano passi di danza e la voce si levava sicura nel canto.

Osservavo il mutevole cerchio delle stagioni, i segni nel cielo, ruotare attorno al cammino, e tutto era sempre per me meraviglia, dono e sorpresa.

Il mio viaggio è nel cuore, e il cuore è un suono che non conosce riposo o silenzio.

Così il mio cammino continua di notte. Sul sentiero dei sogni.

Ho anche strisciato nella polvere della mia strada, urlando e piangendo tutto il dolore, mentre altri mi credevano camminare felice. Le ferite dell’anima nessuno le vede.

Ma il dolore è seme, ha dato il suo frutto, trasformandosi in ala, sollevandomi in volo.

Ora il Viaggio continua. Dentro e Fuori. Seguendo il respiro.

Riyueren

 

Geometrie

Geometrie

Chi fa fotografie è solitamente un viaggiatore, ma non è detto che i suoi siano viaggi in senso letterale, cioè di spostamento fisico da un luogo ad un altro.

Il viaggio può accadere semplicemente nello spazio che gli occhi percorrono inquadrando quello che hanno davanti. Voglio dire, in parole povere, che si può anche viaggiare guardando fuori dalla finestra di casa.

Chi fa fotografie è uno che osserva molto, tanto che alla fine arriva a vedere quello che sta osservando. Non lo documenta, lo vive.Non “cattura” nulla, si lascia cogliere: pur mantenendo la propria individualità, diventa una cosa sola in quel reciproco scambio di sguardi che è il respiro fotografico.

Chi fa fotografie è anche un musicista, perché fa del proprio sguardo uno strumento musicale e lo accorda, lo modula seguendo l’andamento della luce, con cui scrive, per cui si ritrova ad essere anche uno scrittore: in fotografia c’è chi scrive romanzi, chi saggi, chi guide turistiche…i miei fotografi preferiti sono soprattutto quelli che con la luce riescono a scrivere poesie.

Geometrie

 

Geometrie

 

Geometrie

 

Geometrie

Il Viaggio

Non sempre serve una fotocamera speciale o un obiettivo luminoso. A volte può bastare una semplice vecchia compattina.

I pensieri, le emozioni, necessitano solo di uno sguardo, purché venga dal cuore: allora non c’è digitale, non c’è camera oscura che tenga, è l’interiorità che rende visibile il suo pensiero e lo fa malgrado ogni ostacolo.

Lo sguardo di una madre non ha bisogno di attrezzature fotografiche eccelse per dire quello che sente.

I nostri figli possiamo accompagnarli solo per un breve tratto: vederli spiccare il volo e allontanarsi riempie di orgoglio ma anche di solitudine. Il viaggio appartiene a loro, non a noi.

Questo è Giovanni che riparte per Freiburg al termine delle vacanze natalizie: ho potuto accompagnarlo solo sino a Milano.

Ho sempre scritto che il viaggio è un movimento dell’anima, inizia prima nell’anima, con un passo invisibile che poi si manifesta lungo il cammino: ora ho capito che ci sono viaggi che iniziano prima nel cuore.

Questo è un viaggio così. Iniziato nel mio cuore: è che anche il mio cuore sembra allontanarsi da me, mentre il treno ci porta via, attraverso luoghi irreali, perché sono luoghi intessuti d’anima e di ricordi.

Buoni orizzonti a te, figlio mio. Tu abiterai terre che nemmeno in sogno io potrò visitare, ma il mio cuore sarà sempre la tua casa e la tua radice.

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

Il viaggio

 

A leaf on the road: where are you going?

A Leaf on the road: where are you going?

Questa foglia… sempre in viaggio…dove sta andando? io penso vada alle stagioni al suo interno… e forse non è neppure una foglia, ne ha solo l’aspetto esteriore. Forse è un pensiero, un’emozione… anche loro viaggiano. Nell’anima.

A Leaf on the road: where are you going?

 

A Leaf on the road: where are you going?

 

A Leaf on the road: where are you going?

 

A Leaf on the road: where are you going?

 

A Leaf on the road: where are you going?

 

A Leaf on the road: where are you going?