Le spine del silenzio

Feather & Thorns (b/w)

Forse c’incontreremo, un giorno,
lungo le spine del silenzio
agli angoli muti delle labbra,
la mia anima ed io,
per camminare insieme le parole

poi ci alzeremo in volo:

saremo suono d’ali

saremo acqua che scorre
fra le rive del sogno e della notte.

Sul ciglio della strada
ritornerà a fiorire
il nostro sguardo.

Riyueren

Feather & Thorns (b/w)

 

Feather & Thorns (b/w)

 

Feather

 

Moon, Thorns & Feather (b/w)

“Ali (s)velate, ali di silenzio” … prosegue con nuove foto. Diverso tempo è ormai trascorso da quando ha avuto inizio questo progetto aperto. Da allora molte cose sono cambiate o per meglio dire: molte cose ho cambiato, nella mia vita.

Il merito non è mio, bensì di quattro foto che hanno letteralmente parlato alla mia anima e dopo averle ascoltate, nulla nella mia vita è stato più come prima.

Ali (s)velate, ali di silenzio.

Finalmente la mostra concorso sulla violenza di genere per cui queste foto sono state selezionate si è conclusa, quindi posso condividere il mio lavoro. Non ho vinto, ma non ha importanza, come non ha avuto importanza che queste foto siano state esposte incollate al muro, quindi inamovibili, nella sequenza errata rispetto a quella da me indicata con tanto di scritta dietro (mi sono trovata la prima foto come ultima, per esempio, non ce n’era una al posto giusto… per cui tutto il lavoro esposto così non aveva più un senso).

La sola cosa importante è che queste 4 foto mi hanno cambiato la vita (le prime due foto le avevo già, le ultime due le ho scattate appositamente per il concorso): la mia vita è cambiata dopo aver visto queste 4 foto stampate e messe una accanto all’altra.. Non starò a raccontarvi cosa è successo.Mi limiterò ad allegare qui quello che ho scritto dopo averle viste.Le decisioni che sono venute di conseguenza restano nel mio cuore. Il lavoro doveva essere consegnato entro il 15 dicembre: da allora, come avrete visto nei post precedenti, le piume volano ancora nelle mie foto.

Perché quello è stato semplicemente…l’inizio.

Ali (s)velate, ali di silenzio 1

 

Ali (s)velate, ali di silenzio 2

 

Ali (s)velate, ali di silenzio 3

 

Ali (s)velate, ali di silenzio 4

 

Ali (s)velate, Ali di Silenzio

Le immagini sono prive di suono, ma questo non significa che il loro silenzio non sia in realtà una “voce” che ci parla: a volte è un silenzio così “fragoroso” da obbligarci a vedere… in noi stessi, e non soltanto a guardare l’esteriorità, la bellezza formale, di un dipinto o di una fotografia.

Le immagini tracciano silenziosamente dei sentieri dentro di noi, ci indicano gli orizzonti.

Ci sono molti tipi di violenza: i più sottili, i più crudeli, forse, sono quelli che non lasciano il segno nel fisico, ma ti si imprimono nell’anima, crescendoti addosso come un vestito troppo stretto o come i rampicanti sugli alberi… e possono ucciderti ogni giorno, per tutta la vita.

Le Ali (s)velate parlano di silenzio e di assenza: dicono di una bambina che ha perso le sue scarpine, è andata, chissà dove e chissà quando, o forse sono le scarpine ad aver perso quella bambina, che ora probabilmente cammina nella vita con i piedini e l’anima nudi.

Noi non sappiamo e potremmo non sapere mai…questo è il silenzio vero, quello delle persone “andate via” e di cui non possiamo avere notizia: non sappiamo se torneranno, spesso nemmeno ci accorgiamo che sono andate via, perché a volte rimangono lì, accanto a noi…si può andare molto lontano anche senza muovere un passo.

Il Silenzio diventa un velo che copre il volto e non è detto che ce lo abbiano imposto: a volte è protezione estrema contro la paura di un volo a cui altri hanno negato le ali.

Ma noi possiamo scegliere e uscire dal silenzio che imprigiona le nostre ali, anche se abbiamo, se siamo, fragili piume.

Decidere ci può rendere liberi. Decidere ci può far volare.

Lightroots:”Segni di luce nelle stanze dell’io” Portfolio

Ecco il portfolio che ha vinto a Sestri Levante. L’ho presentato insieme a questo scritto.

Lightroots: “Segni di luce nelle stanze dell’io”

 

Le foto, le immagini, non sono nient’altro che specchi: una danza di sguardi… un “passo a due”, sempre.

… perché le foto non sono soltanto “occhi che hanno visto” ma anche e soprattutto “occhi che ti guardano”.

In queste foto non ci siamo soltanto la mia famiglia ed io… ci sono molti occhi, qui, molti sguardi.

Sul muro non ci sono assenze… quello che i miei occhi vedono fa parte di me, mi ha intrecciato d’anima e di carne.

Sul muro il mio sguardo ha cercato di cogliere la luce delle sue lontane radici.

Anche quando la luce illumina un sorriso ed il resto della foto è in ombra… lo sguardo c’è, sempre.

 

“Quando il mattino scioglie le sue ombre,

rigano il muro i volti del mio sangue.

Un mormorio di luci spegne il Tempo:

sguardi e pensieri, eterni nel silenzio,

come radici nutrono i miei occhi,

stanze dell’io, dove si gioca i sogni

una bambina nello specchio nudo.”

Susanna (Riyueren)

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io

 

 

 

Lightroots:"Segni di luce nelle stanze dell'io