The cage

The cage

Dedicato alle gabbie e ai loro abitanti/prigionieri, a chi ci si infila da solo o ci viene gettato dentro, a chi le costruisce per sé e/o per gli altri, a chi le fotografa per capire, a chi le apre per volare via (o riesce a passare attraverso le sbarre, che siano parole dorate o meno).

The cage

 

The Cage

 

The cage

 

The cage

 

Before flying (prima del volo)

Una sola foto. Ma quante parole ho nascosto lì dentro…attendono di spiccare il volo. E non importa la pioggia…tutto è così temporaneo, effimero…anche la pioggia finirà, tornerà il sole, e poi ancora la pioggia e di nuovo il sole…

Come danza, la vita!…il pruno sotto casa è una nuvola bianca: domani i fiori cadranno via e lasceranno il posto alle foglioline verdi…

Intanto io ci sono, in questo tempo di voli e di parole nascoste. Ci sono e assaporo ogni stagione, perché ogni tempo mi invita a vivere, a vedere.

In questo periodo sono molto assente da qui, ma finalmente sono sempre più presente a me stessa: sto lavorando ad un progetto. Non so come andrà a finire, ma so che il semplice fatto di lavorarci mi sta dando moltissimo.

Senza titolo

To fly

To fly

Possono impedirmi di guardare ma non di “vedere”.

La mia anima troverà sempre un modo per oltrepassare gli argini e i confini entro cui il Tempo cerca di costringerla a scorrere.

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

To fly

 

Una parte di suoni per me è diventata ormai silenzio da diversi anni, così io ora ascolto con gli occhi i suoni della luce e delle ombre.

Ultimamente anche i miei occhi hanno qualche difficoltà nell’espletare le loro funzioni: sto imparando così a vedere e ad ascoltare con tutto il mio corpo.

Esercito i miei sensi ad essere intercambiabili… sinestesici.

Ho capito che esistono suoni inudibili per le orecchie normali e che la realtà, a livello visivo, ha più strati, veli che solo lo sguardo interiore può sollevare: l’anima e il cuore hanno molteplici occhi.

Fotografare significa “scrivere con la luce”: nel 2008 sono entrata in questo mondo dove tutto è visione, proprio perché volevo capire cosa si prova a scrivere con la luce. Sono passati alcuni anni e mi sono resa conto che è la luce che scrive noi, s’imprime su di noi.

La Bellezza non vuole essere contemplata né tantomeno posseduta… vuole, deve, essere percorsa: è la meta e insieme il punto di partenza.

La Bellezza deve, vuole, essere rivelata a se stessa, perché il suo modo di essere, la sua essenza, si manifesta solo nella relazione, nell’inter-essere.

Parole e Immagini sono complementari: molto spesso la Parola è Immagine e l’Immagine è Parola; ai miei occhi a volte sono anche qualcosa di più.

Le mie parole posso essere segni e/o suoni, ma sono sempre il risultato di una mia ricerca, la risposta alle domande sul senso del mio esistere qui ed ora.