Tutte le ombre del vento

Tutte le ombre del vento

Lo stesso muro di cemento, alberi, le foglie degli alberi, il vento, le diverse ore del giorno, la luce del sole, la luce dei lampioni, un Huawei P10, il mio sguardo.

Un muro non è sempre un muro o non è soltanto un muro. Può diventare la tela di un quadro straordinario incredibilmente mutevole. Il vento può trasformare il muro in uno spartito musicale dove la luce gioca i suoi ritmi di ombre.

E tutte queste geometrie modellano il mio sguardo, contengono i miei pensieri, armonizzano le dissonanze della mia anima.

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

 

Tutte le ombre del vento

Le ombre del silenzio

Loving the shadows

Ogni cosa, ogni luogo, ogni sguardo… è parola

Il silenzio è un linguaggio di ombre
il respiro scrostato dei muri
un odore di porte socchiuse
il pianto dei vetri in frantumi di pioggia

Il silenzio è una voce, una musica, un suono…

…che si ascolta con gli occhi.

Riyueren

Loving the shadows

 

Loving the shadows

 

Loving the shadows

Le ombre dei sogni

Dream shadows

Sopra il mio guscio il Tempo imprime solchi
così profondi che non ti so mostrare.
Non ho cornice d’alberi o di mani
per meglio offrirti un cielo di conchiglia.

I sogni che per te ho sognato
ti ho visto cancellarli a uno a uno:
senza guardare… e avevi gli occhi aperti.
Ma tutto è buio, per chi non sa vedere.

Riyueren

Dream shadows

Trees of shadows

Trees of shadows

Cammino
tra fiori addormentati
i nostri colori ancora chiusi
in attesa del sole
poi con la luce
s’innalzano alberi d’ombre
a screpolare l’asfalto
con l’erba tenace
io stessa
sono ramo fra i rami
foglia tra le foglie
radice oscura
graffio di cielo

e nuvola sulla terra.

Riyueren

Trees of shadows

Lavori in corso (non temere le ombre, giocaci insieme)

Lavori in corso (d'ombra)

Da bambina avevo paura del buio, quindi ricordo che per andare a prendere le cose in dispensa accendevo tutte le luci: quella del corridoio, quella dell’ingresso e per ultima quella della dispensa. Fin qui, la cosa era normalissima: tutti i bambini hanno più o meno paura del buio.

Meno normale era invece che io se per caso mi svegliavo di notte chiamassi la mamma perché accendesse la luce nella mia camera: avevo paura di essere diventata cieca e restavo nel letto terrorizzata sino a quando la luce non mi dimostrava il contrario. Fu da allora che mia madre decise di lasciare un piccolo lume acceso nel corridoio tutta la notte, anche perché, povera donna, giustamente voleva dormire in santa pace. Ormai non ho più bisogno di quella lucina accesa… avrei invece bisogno della luce della mia mamma ma quella si è spenta ormai da tanti anni…

Le ombre, invece, mi hanno sempre incuriosita: le vedo come la soglia di un mondo fantastico, un mondo pieno di luce e di cose (tutte da scoprire), perché senza luce le ombre delle cose non esisterebbero.

E non parliamo poi delle forme che hanno. Se infine ci si mette di mezzo anche un poco di vento e le ombre si muovono pure, anzi, quasi danzano… fotografarle diventa una specie di gioco, anche se ti ritrovi in una stazione ferroviaria e sei in attesa del treno (e le persone intorno guardano tra l’incuriosito e lo scettico che cosa stai fotografando, perché non vedono nient’altro che dei semplici lavori di ristrutturazione della banchina).

Se le ombre mi chiamano e m’invitano a giocarci insieme… io non mi tiro certo indietro.

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

 

Lavori in corso (d'ombra)

Vedere

Of water and sand

Non posso fare a meno di guardare. Non posso fare a meno di cercare, no, non un qualcosa di particolare, di preciso… cerco senza chiedere, voglio soltanto vedere quello che guardo e che mi guarda.

Può essere alle mie spalle, ai miei piedi, in alto… può essere inaspettato, ma quando mi volto, abbasso o alzo gli occhi… io lo riconosco: mi parla di me, è me, anche se ha un altro nome, un nome diverso dal mio… ma tra noi c’è soltanto la distanza di un nome: il suo cuore, la sua anima, non mi allontanano, semplicemente mi rispecchiano e mi fanno vedere quello che anch’io sono, quello di cui anch’io faccio parte, quello di cui anch’io condivido la sorte, i confini, gli orizzonti. Il nome diverso non ci divide, le diversità sono solo apparenza.

Shadow self portrait

 

Shadow self portrait

 

Shadow self portrait

 

Bird cloud

Ombre

Ombre

 

Ombre

 

Ombre

 

Ombre

 

Nel silenzio brulica un mormorio di ombre. Sul pianerottolo una pianta riceve la luce attraverso i vetri di una porta finestra, muta.

Le foglie possono essere molte cose: la curvatura del tempo nello spazio, delle mani immobili senza più un vento che le faccia danzare, dei pensieri acuminati che non danno pace perché non ne hanno loro stessi.

E le ombre delle foglie? quelle dicono che c’è ancora della luce, nonostante tutto.

C’è ancora vita.