Il Suq a Genova: i copriletti Kantha

Suq 2017 Genova Porto Antico

Era da diverso tempo che per un motivo o per l’altro non riuscivo ad andare all’appuntamento annuale con il Suq al Porto Antico. Ho rimediato oggi: avevo voglia di colori. E puntualmente sono stata accontentata. Penso di ritornarci con la reflex nei prossimi giorni, perché con la compatta non ho potuto cogliere al meglio tutte le cose che ho visto.

Stasera però mantengo la promessa che ho fatto oggi ai gentilissimi proprietari dello stand che più mi ha colpita, quello di Paraiso Impex: farvi vedere queste creazioni straordinarie.

Non conoscevo i copriletti Kanhta: coloratissimi, una vero patchwork di Bellezza.

Suq 2017 Genova Porto Antico

 

Suq 2017 Genova Porto Antico

 

Suq 2017 Genova Porto Antico

 

Suq 2017 Genova Porto Antico

 

Suq 2017 Genova Porto Antico

 

Suq 2017 Genova Porto Antico

Street

Genova

Posso fotografarti? Ne ho il diritto? Posso prendere il tuo dolore, la tua gioia, la tua anima, il tuo sguardo… e mostrarlo e condividerlo con il mondo?

Forse non sai nemmeno che quando non ti metti in posa il mio occhio coglie tutto di te, quello che non vorresti mai far vedere e anche quello che neppure tu vedi.

Ti fotografo di nascosto, ti derubo di un sorriso, approfitto di un momento di debolezza, di disperazione, di umiliazione (rendendoti pure ridicolo)… e magari me lo vendo anche?

Mi dispiace, ma la street non fa per me: preferisco fotografare la gente per strada o così in controluce o semplicemente con gli occhi.

Oggi ho visto un signore seduto quasi per terra, con due cani, non sembrava chiedere l’elemosina, benvestito, forse era seduto lì ad aspettare qualcuno. Un cane era molto fiero, taglia piccola come il mio Sunny, manto nocciola, coda diritta, dominante, attento; l’altro nero, anche lui ( o lei?) piccolo, accovacciato ai piedi del padrone. Quel signore era bellissimo: cappello, occhiali, barba e baffi bianchi e soprattutto sedeva nella luce radente del tardo pomeriggio, quella che rende preziosa ogni cosa su cui si posa. Il viso era sereno, lo sguardo dolce, probabilmente se io avessi tirato fuori la mia piccola Lumix Lx 100 non avrebbe detto nulla… ma io non l’ho fatto. Già mi sembrava di avergli rubato questo suo momento con i miei occhi.

Oggi ho visitato alcune mostre di fotografia, una decisamente di street: belle foto, belle inquadrature, molto meno bella la luce in stampa che in proiezione (questa è una fregatura del digitale, temo). Quella di Bresson, stupenda, era decisamente al contrario: proiezione “spenta”, originali con una luce specialissima ( e qui l’analogico dice la sua e la dice più che bene).

Mi piace, quando posso, andare per mostre: non soltanto imparo cose, metto anche a fuoco i miei pensieri e le mie intenzioni sugli scatti futuri.

Ovviamente alla fine ho fatto un po’ di street. A modo mio. 🙂

Genova

 

Genova

 

Genova

 

Genova

Ps. Oggi si fotografa di tutto, senza permesso, si pubblica ovunque e senza riflettere. Io dico che dove non c’è pensiero non c’è il rispetto. L’amore, poi… sta diventando una cosa da alieni. E non solo in fotografia.

Un’emozione è…

Water Lights

Un’emozione è come il vento: se presti attenzione sai da quale direzione viene e verso dove si allontana, ma non ne conosci il luogo di origine, non sai dove si nasconde la sua sorgente … certo è nell’anima, nel cuore, nella mente, ma resta invisibile, non la puoi toccare o vedere… se non con l’anima, con il cuore, con la mente. Come il vento, ti porta profumi, odori, nuvole oscure di pioggia o colorate, può rendere il cielo sereno o tempestoso.

Un’emozione ti accarezza, ti culla, ti fa tremare come un fiore sul suo stelo o ti strappa via dal ramo come il vento fa con le foglie, ti fa vedere il sole o te lo nasconde.

Un’emozione deve avere un nome, ha bisogno di una strada di parole su cui camminare e di orizzonti in cui specchiarsi per diventare pensiero: solo così può alzarsi (e alzarti) in volo.

Un pensiero in volo, quando è condiviso, ritorna ad essere emozione… nell’anima, nel cuore, nella mente. E da quell’emozione, non più tua, nasceranno altri pensieri, altre ali, altri voli.

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Water Lights

 

Sguardi della vigilia… auguri alla rinfusa (?)

Auguri!!!

Forse il vero dono, alla fine, sono le parole: quelle dei bigliettini che accompagnano i regali, purché siano come intendo io, cioè vere, quelle che non ti nascondono l’anima di chi le scrive. Naturalmente i fatti sarebbero meglio ancora, ma qui nel virtuale si può fare ben poco. A questo punto ho deciso di offrire un po’ di parole ed i miei sguardi su tutta questa giornata di vigilia. Un poco di casa mia, addobbi e chiesa illuminata e un po’ di Genova, scorcio di De Ferrari e Porto Antico tra luci, folla e pennuti.

Sguardi – Auguri… alla rinfusa? non è detto che le cose siano come sembrano, il resoconto della mia giornata di vigilia è rigorosamente in ordine, io guardo così, sempre…avrei potuto fare un post diverso con ogni gruppo di foto, come le altre volte ma oggi ho preferito lasciare tutto in sequenza.

Vi auguro quello che auguro a me da sempre: che la vita sia serena e che le luci si accendano internamente e non siano “apparenza” come le luminarie di Natale bensì qualcosa di più e di meglio.

Il mio abbraccio.

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

 

Sguardi della vigilia

E per finire… il mio tentativo di disegno della quinta e ultima lezione prima delle vacanze natalizie: il Naviglio Grande, da una foto che avevo scattato un po’ di anni fa.

Mi sono picchiata con la prospettiva, ho giurato che mai più scatterò foto così difficili da riprodurre a matita, mi sono resa conto che se avessi dovuto disegnare en plein air sarei morta dal freddo prima di terminare (ricordo il gelo di quella giornata) e che quindi la fotografia, con la sua rapidità di esecuzione, ha dei notevoli vantaggi per la salute… 🙂

Prove di disegno

“Ma che occhi grandi che hai/ 2012” mostra fotografica di Alberto Terrile

Museo dell’Accademia Ligustica, Genova, Piazza De Ferrari, sino all’11 Giugno, ingresso libero, dal martedì al sabato 14,30/18,30

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Vi presento una mostra fotografica che è qualcosa di più di un insieme di foto e parole: è un atto d’amore, di amore vero, perché c’è anche il rispetto, reciproco, fra tutte le persone che han preso parte a questo progetto sulla comunità transgender genovese.

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Confesso di essere ancora “sotto incantesimo” da quando sono stata a visitarla l’altro ieri e mi domando se sarò in grado di “passare” tutte le emozioni che ho provato a chi legge e vede le foto che ho scattato a mia volta

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Intanto, il luogo: una sala del Museo dell’Accademia Ligustica qui a Genova, nel cuore della città, che quando entri e sali lo scalone ti rendi conto che stai entrando in un tempo diverso, un tempo sacro.

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

 

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Le fotografie di Alberto Terrile che ringrazio per il permesso a fotografare e che potrei ben definire il fotografo degli Angeli per questo suo altro conosciutissimo lavoro che trovate qui... e che con questa mostra, ripercorrendo le orme di Lisetta Carmi, ci fa entrare nel mondo dei trans genovesi… gli Angeli del Ghetto… ed è un mondo in cui predomina lo sguardo, non uno sguardo qualunque, ma quello del cuore.

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Le parole di Maddalena Bartolini, che spiega com’è nato il suo lavoro, di concerto con la Comunità di Don Gallo: un’ osservazione rispettosa e attenta, nel tempo, sino ad arrivare ad una reciproca conoscenza e amicizia con le Princese e poi all’incontro con Alberto e Ilaria che conducevano corsi di fotografia all’interno del Ghetto.

“Tratti di ritratti”, così Maddalena ci presenta Rossella (“gli scrigni di Rossella”) Sandra (“sì dolce come u zucchero”) Anna (“la ragazza moderna”) Ulla (“che ride e tutto illumina”) Sara (“che ti cambia la vita”) e Ursula (“marmorea e maestosa”).

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

 

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile
"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

 

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

 

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

 

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Sono uscita da qui portandomi dentro un’ incredibile poesia di sguardi e di sorrisi, ma soprattutto la forza di queste donne, il coraggio e la pace che è conseguenza di ogni scelta di vita nonostante la lotta, sicuramente dura, che il mondo impone a tutti coloro che vogliono essere liberi di esprimere la propria diversità o comunque essere se stessi.

"Ma che occhi grandi che hai /2012"mostra fotografica di Alberto Terrile

Freedom

Freedom

Impressioni di settembre.Impressioni di libertà. Ho visitato le antiche carceri di palazzo Ducale qui a Genova e anche la Torre Grimaldina.

Il mio sguardo si è ricolmato di libertà, alla fine il cielo è andato al di là degli argini.

Parto per la Foresta Nera. Vado a trovare mio figlio.Questo non sarà un viaggio qualsiasi, sotto molti aspetti.

Il mio abbraccio.A presto.

Freedom

 

Freedom

 

Freedom

 

Freedom