Nel guscio dell’anima

Nel guscio dell'anima

Le immagini non sono soltanto “sguardi”: sono porte  che si aprono sui mondi interiori di chi le ha “viste” e di chi le guarda. Quando “entri” nell’immagine i veli della realtà cadono uno dopo l’altro e alla fine, come nel racconto “Il verbo degli uccelli”, trovi uno specchio.

Un’immagine non la componi: un’immagine chiama.

Questo guscio di noce è quello della mia anima: ha per vela una piuma, la parte migliore di me, la più libera. Il seme si deve spezzare, perché il frutto maturi.

E forse è il soffio dell’anima che spinge la mia vita in mare aperto.

Nel guscio dell'anima

 

Nel guscio dell'anima

Nel guscio dell'anima

 

Nel guscio dell'anima

 

Nel guscio dell'anima

 

Nel guscio dell'anima

Al di qua del vetro.

Al di qua del vetro.

 

Al di qua del vetro.

Al di qua dei vetro, un volo non sospeso, solo un po’ curioso del mondo che sta fuori, incantato dai colori che scaturiscono dall’incontro del sereno con la pioggia ( e le lenzuola del letto da rifare).

Al di qua del vetro ci sono anch’io (invisibile, con quella piuma leggera fra le dita e fotografo con una mano sola sino a sentire dolore per il peso) io che non sono vista ma vedo.

Al di là del vetro il sole asciuga gentilmente le gocce di pioggia con una luce delicata come le ali di una farfalla.

Tutto è presenza.Tutto è respiro.Significa che c’è vita comunque e dovunque.

Nonostante noi, l’infinito continua ad essere infinito…semplicemente l’orizzonte si fa un po’ più vicino.Quasi bussa sui vetri con mani di pioggia e di luce: sei pronta per aprire? pronta per volare con quell’unica piuma? Sì, ma tu dammi un cielo di colori.

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

Rosso e silenzioso: solo alcune foto di un lavoro più ampio. Credevo che il silenzio fosse in bianco e nero e invece ho scoperto che è rosso. Sicuramente dovrei comunicare visivamente un po’ meglio, mi dispiace. Solo la mia vita ed io, la mia fotografia ed io, sappiamo perché non può che essere rosso, il silenzio.

Che ciascuno ci veda quello che vuole, è il destino delle immagini, del resto: a volte dicono molto, a volte dicono nulla, a volte dicono cose diverse da quello che ci aspettavamo, da quello che volevamo dire (e questo succede anche a noi che le abbiamo “viste”, non solo a chi le guarda). Di sicuro parleranno a ciascuno di noi: io non dirò altro, cercherò di ascoltare la voce del silenzio rosso.

E delle cicatrici gloriose di cui mi ha parlato uno scanner che stavo utilizzando per tutt’altro.

Still… lives.

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

 

Rosso e silenzioso (Red and Silent)

 

Rosso e silenzioso (red and silent)

 

Cicatrici Gloriose (Glorious Scars)

 

Rosso e silenzioso (red and silent)

 

The cage

The cage

Dedicato alle gabbie e ai loro abitanti/prigionieri, a chi ci si infila da solo o ci viene gettato dentro, a chi le costruisce per sé e/o per gli altri, a chi le fotografa per capire, a chi le apre per volare via (o riesce a passare attraverso le sbarre, che siano parole dorate o meno).

The cage

 

The Cage

 

The cage

 

The cage