Magic World

Magic World

Quando il cielo si spegne, io mi accendo di sguardi e parole: su strade oscure cammino, con l’anima che brucia e mi consuma, cercando di leggermi i passi alla luce del cuore.

È stato molto più semplice ristrutturare la mia casa, in questi due anni, renderla armoniosa nei colori, esaltarne la luminosità che già possedeva, molto più semplice che fare lo stesso anche a me.

C’era un mondo magico, un tempo, quando la realtà era troppo accecante o troppo oscura: c’erano occhi che sapevano vederla, quella magia che sprigionava da ogni cosa, occhi che sapevano, guardando con amore, renderla più reale del vero.

Non so più che cosa è rimasto, non so più che cosa è sparito per primo: quel mondo, quegli occhi, quella ragazzina e prima ancora quella bambina che nessuno aveva cercato.

La realtà, come una strega cattiva, ha ingoiato, avvelenato, tutto.

È stato più facile colorare personalmente le pareti di una stanza che cercare di colorare una volta ancora le pareti del proprio cuore.

Più facile cambiare porte e finestre che andare a cercare una bambina perduta.

Magic World

 

Magic World

 

Magic World

 

Magic World

Il vetro

Broken glass

Era la casa che tu dicevi mia.
Gli sguardi rotti nel silenzio cieco,
i muri alti delle tue parole,
le sbarre delle voci scolorite,
i frammenti del tempo alle finestre
e le mie ali, inchiodate a terra,
a immaginare il cielo.

Il sogno ed io abitavamo altrove.

Riyueren

Broken glass

 

Broken glass

 

Broken glass

 

Luci

Quando una foglia d'autunno diventa una lampada gialla...

La mia partenza dall’inizio incerto.
Posate le parole sulla pista,
pronte per la corsa, al primo passo
l’asfalto della vita le ha ingoiate:
l’anima si è spezzata sino al cuore.

Cammina, la mia bocca,
cerca i suoni perduti
sul ciglio di memorie che verranno:
trova soltanto rumore di pensieri
e qualche orma di luce silenziosa.

Riyueren

Afternoon

 

Afternoon

 

Afternoon

Dove? io ti chiedo: Dove?
Se è dentro, voglio entrare.
Se è fuori, voglio percorrere i suoi sentieri
annusare le sue orme, ovunque sia.

Voglio seguire, inseguire,
riaccendere il fuoco
benedire ogni fiamma,
ogni passo che mi brucia.

E non ti chiedo: Quando?
Il Tempo è ora.
Questo istante, questo respiro
per uscire e cercare
per entrare e trovare
il nome che porto e che mi porta.
Quel suono
che la mia carne indossa in silenzio.

Riyueren

...and a Happy New Year!!!

 

...and a Happy New Year!!!

 

...and a Happy New Year!!!

Cerco le luci del Nuovo Anno. Il 2018 ha portato luci ed ombre. Il primo Natale senza Giovanni che però ha trovato lavoro, korrepetitor nel teatro di Ulm, quello che lui ha sempre desiderato. Il primo Natale senza Sunny ma anche il primo Natale con Spritz.

Non ho scritto, come facevo un tempo, gli auguri sul blog. La mia vita reale mi porta lontano da qui e alla fine credo che questo luogo diventerà simile ai cassetti in cui da bambina nascondevo le cose che scrivevo: le nascondevo così bene che finivo per perderle. Forse in un blog riuscirò a ritrovarle, a ritrovarmi, chissà…

Il 2019 è iniziato, auguro a tutti voi un anno sereno, un anno di pace, almeno interiore, visto che nel mondo la pace non c’è.

Corri, Amore

Nel cielo

Non sostare in me, Amore,
Non lasciarti imprigionare
dai miei pensieri,
trattenere dai miei bisogni

Non fermare per me il tuo volo
nella gabbia delle mie mani

Ma corri, Amore, corri,
libero come nuvola e onda

Il mio vuoto resta colmo
del tuo passaggio

Sfiorata da una sola tua piuma
io rinasco preziosa a me stessa

e corro, Amore,
corro e volo
anch’io
fra la Terra e il Cielo
Libera di essere quella che sono,
Luminosa e oscura
come il buio
quando un filo di luce
lo attraversa.

Riyueren

Nel cielo

 

Nel cielo

 

Nel cielo

Tra piume, ghiaccio e tempeste

Ice drop

Sto combattendo allo specchio
un avversario che io non conosco
anche se indossa il mio volto.

Lo sfido: viene avanti e mi affronta
Lo insulto: con la mia voce m’ingiuria.

Se chiedo, lui non risponde,
domanda a sua volta.

Ci parliamo addosso
condividiamo sguardi e silenzi.

Con le mie lacrime, piange

E ancora non so
chi tra noi sorride per primo.

Riyueren

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

White Feather

 

Snow storm

 

Snow storm

 

Snow storm

 

Flowering of ice

 

Kaleidoscope

Kaleidoscope

Sono troppo piena di sguardi,
troppo ingombra di sogni.

Dalle mie spalle traboccano universi
cadono gocce di orizzonti
e luci e ombre il Tempo
traghetta da una sponda all’altra
del mio cuore.

Riyueren

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

 

Kaleidoscope

Senza la Luce che le genera, le ombre non sarebbero che oscurità totale, assoluta. D’altro canto, senza ostacoli, la Luce non sarebbe che un unico abbagliante silenzio. Invece, incontrando lungo il suo cammino esseri viventi e cose inanimate, la Luce si fa Musica: danza le forme e le ombre sono la sua voce.

Così è per le Emozioni: generano Immagini e Parole.

 

 

Avrei potuto

Mask

Avrei potuto raccoglierti
E non l’ho fatto:
le mie mani sono rimaste vuote.

Avrei potuto voltarmi indietro…
Ma ho guardato avanti:
il mio passo non ti ha aspettato.

Non mi hanno raccolta, i tuoi occhi.
Il tuo sguardo non mi ha fermata
E il viaggio è stato lungo:
ho spezzato memorie
ho frantumato sogni…

Ora riposo sui frammenti
cicatrici di stupore
che nessuno conosce
tranne lo specchio
che mi guarda
mi aspetta

E mi raccoglie.

Riyueren

Mask

 

Mask

 

Frammenti

 

Frammenti

Una vecchia stampa

Ancient print

Riordinando in casa ho trovato questa vecchia stampa. Ci sono parole che vorrei dire e nello stesso tempo tenere in silenzio dentro me, ma le emozioni è meglio esprimerle o almeno cercare di farlo. Ci provo.

Non era mia: la sua proprietaria me l’ha data invece di buttarla via, sapendo che a me piaceva. Ha invece gettato via la nostra amicizia che durava da quando eravamo bambine, ma questa è un’altra cosa, un’altra emozione ancora: il suo posto non è qui.

Mi ha sempre colpito la dolcezza di questo disegno, una dolcezza che mi rendo conto ha a che fare specialmente con la luce: mi basta guardarlo per sentirmi in pace. Probabilmente, al di là dell’iconografia cattolica, qui dentro c’è “qualcosa” che mette ordine nel mio sguardo.

L’ho spolverata (è un po’ malridotta sul retro) e l’ho fotografata velocemente, quasi vergognandomi (mi sembrava di mancare di rispetto) con la compattina (questo spiega l’eccessiva grana, la poca finezza della tramatura del file).

Penso che chi ha raffigurato questa scena abbia cercato di esprimere un’idea, un’emozione, soprattutto.

So di avere uno strano senso del sacro: è più facile che io entri in una chiesa ( non solo cattolica) quando è deserta; è più facile che io preghi ( a modo mio, un po’ come con le foto) in mezzo alla natura, sempre per ringraziare, mai per chiedere; è ancora più facile che io invece di pregare mi metta a fare foto o a scrivere o a cantare (quest’ultima cosa quando davvero sono nei boschi a fare foto e non c’è nessuno) ma per me non fa differenza, io prego così, nei modi che conosco meglio.

Ho il senso del sacro nell’al di qua, perché sull’al di là non mi pronuncio: non possiedo verità alcuna, cerco sempre. C’è più divino in un filo d’erba che si piega nel vento che in certe chiese sfarzose.

Basta.

Ho tenuto queste foto per me, per le cose che ho scritto qui e per altre che non mi sento di scrivere ancora e probabilmente mai scriverò.

Chi mi conosce bene sa che difficilmente scrivo di quello che avviene nel mondo, ma questo non significa che a me non importi: semplicemente ritengo che ci siano altri molto migliori di me a scriverne e a parlarne.

Pubblicare queste foto stasera, per me significa dire addio, dolcemente, ad un piccolo bimbo che è un angelo da quando è venuto in questo mondo: non ha potuto vederlo, non potrà camminarci sopra, e sicuramente non avrebbe mai potuto correre e saltare come abbiamo fatto noi.

Spero che Mir sappia cosa fare quando arriverai, Charlie. ❤

Ancient print

 

Ancient print