(Che cos’è) la Bellezza?

Suncatcher in the morning

Suncatcher in the morning
Suncatcher in the morning
Aurora

Che cos’è la Bellezza, quella che io ho sempre definito “effimera ma non fragile”? Che cos’è “il bello” per me? Me lo sto chiedendo da diversi giorni, da quando la prima foto lassù, pubblicata come copertina sul mio profilo Facebook, ha fatto battibeccare due persone che conosco (ma che non si conoscono fra loro) mentre io restavo prudentemente in silenzio.

Forse dovrei chiedermi “che cos’è bello per le altre persone”.

Una delle due ha criticato il panorama, l’altra è intervenuta dicendo che è una questione di sensibilità e che ognuno di noi vede le cose a seconda della sensibilità che ha. A questo punto l’altra ha replicato che allora evidentemente lei non era sensibile allo stesso modo definendola ‘”arbiter elegantiae”. Per fortuna la cosa non è continuata ma io ho continuato a pensarci sopra.

A dire il vero io non avevo nemmeno preso in considerazione l’estetica del quartiere di periferia dove vivo: avevo semplicemente visto, nell’ordine: il sole che stava sorgendo, il colore rosato della collina, il piccolo punto luminoso del mio cristallo-cuore, il drappeggio della tenda della mia camera da letto e il modo in cui la luce metteva in risalto la forma delle pieghe. Anzi, forse non ho nemmeno visto “un ordine delle cose”: come mio solito ho abbracciato tutto insieme nello stesso tempo e ho scattato.

Bello è tutto ciò che mi dà un’emozione e nello stesso tempo dà voce ( o luce, scegliete voi) alle mie emozioni, quelle che mi porto dentro e che hanno sempre bisogno di esprimersi, altrimenti la mia anima implode.

Bellezza è Armonia, ma è qualcosa di diverso dall’estetica, dalla linearità delle forme. Insomma, “bello” non vuol dire “perfetto”. Non per me, almeno.

Bello è quando i frammenti si ricompongono, ognuno al suo posto, come gli elementi di un puzzle, ma non sono certo tutti uguali, come non sono perfette le tessere di un mosaico antico.

Ma soprattutto la Bellezza per me è Meraviglia, oh, non sto parlando della mia meraviglia, io intendo quella delle cose, sono loro che si meravigliano quando la luce viene a renderle consapevoli del loro esistere: è una meraviglia gioiosa di cui rendono partecipe il mio sguardo.

E allora è come se anche in me si accendesse una luce.

Iris (in cerca di bellezza)

Iris

Elaborazioni…

elaborare un’immagine è qualcosa che va oltre la post produzione (che di per sé, per come la vedo io, non è certo un ritocco, nel senso di un imbroglio, correzione e stravolgimento del soggetto: scattare in Nef significa automaticamente dover sviluppare in camera chiara, ovvero, per quel che mi riguarda, estrarre la bellezza interiore dell’immagine, svelarla per poterla condividere)… elaborare è un passo successivo, passo che non sempre faccio, soprattutto quando non converto in b/n (la conversione in b/n dall’originale a colori è l’espressione e la condivisione di uno sguardo se possibile ancora più interiore, a quel punto è la mia anima a diventare un’ulteriore fotocamera).

Ogni volta che post produco, sviluppo, un file digitale, il soggetto ed io ci accordiamo su cosa vuole (lui, il soggetto, non io, che come dico sempre non sono che un mezzo, un tramite). Quante volte è capitato che il soggetto mi obbligasse a tornare indietro di tutti i passaggi che stavo facendo di testa mia senza ascoltarlo…!

Questi fiori si sono trovati a sbocciare in alcune aiuole vicino a ponteggi e lavori in corso, quindi con uno sfondo decisamente non consono (fontanella dell’acqua a parte).

I fiori hanno letteralmente preteso una texture, anzi, addirittura due, persino un filtro vintage.

Non si può certo discutere con dei fiori, per cui ho fatto come volevano loro.  🙂

ps. nel post produrre, convertire in b/n, elaborare, avviene una specie di ulteriore “messa a fuoco”…cioè, quando immagine, cuore, anima, emozioni, sguardo reciproco… si trovano a coincidere perfettamente, ecco, allora è il momento di salvare il file, ridurlo e condividerlo qui. 🙂

pps. mi rendo sempre più conto di cercare la bellezza anche nelle cose che altri troverebbero misere e miserabili. Io penso che sia perché anche la speranza (che sta dentro ad ogni cosa, in qualunque condizione si trovi) è una forma di bellezza. Una piuma fra le tante che formano le ali della Bellezza, quelle ali che spero un giorno sollevino in volo anche la mia anima.

Iris

 

Iris

 

Iris

 

Iris

Broken Wings

Broken Wings

 

Broken Wings

 

Broken Wings

Stavo portando fuori Sunny  per la seconda uscita del mattino ed ero senza fotocamera. Sulle scale esterne, dove di solito trovo ombre e foglie e luci, ho trovato invece questa fragile vanessa, ormai spezzata da chissà quale passo, probabilmente era già “volata altrove” molto prima che la calpestassero.

Ho raccolto con delicatezza quello che restava di lei in un fazzoletto di carta ed ho continuato il giro con Sunny, pensando a molte cose.

Pensavo di fotografarla a casa… poi mi sono resa conto che sarebbe stata una mancanza di rispetto.

Dopo aver riportato Sunny in casa, sono uscita di nuovo, con il fazzoletto di carta e con la fotocamera.

Io non “compongo” mai una foto, ma questa volta ho posato quelle ali fragili di nuovo sui gradini: sentivo che era giusto così.

Ho meditato, ho scattato, ho ringraziato quelle ali per il loro insegnamento.

Poi le ho posate sull’erba ai lati della scala, perché nessuno le calpesti.

Pensavo che spesso la nostra vita viene paragonata ad un bruco nel bozzolo, e la morte alla nascita della farfalla.

Ma… dopo la farfalla…cosa c’è?

E se la nostra vita fosse già la farfalla?

Io non so cosa rimarrà delle nostre ali, una volta spezzate.

Guardando questa farfalla, credo, spero, rimanga la Bellezza che abbiamo lasciato o almeno quella che abbiamo visto, che siamo stati capaci di vedere… io spero, per quel che mi riguarda, possa rimanere anche quella che ho cercato di condividere.

Mentre tornavo a casa, voltandomi indietro, ho visto che il vento giocava ancora con le ali spezzate.Chissà dove le porterà….