Auguri

Buone Feste

Un altro anno è trascorso… siamo di nuovo (!?) a Natale: alcune cose sono cambiate, altre no. Alcune cose cambieranno, altre resteranno tali e quali. C’è chi si muove e c’è chi resta fermo. Io quando posso cammino e quando non posso camminare… allora camminano i miei pensieri. A dire il vero i miei pensieri sono come farfalle: hanno ali fragili, colorate e preziose, magari soltanto ai miei occhi, ma di sicuro conservano addosso una magica polvere di sogni, magari di frammenti di sogni… una ragnatela impalpabile che cattura emozioni… per poi lanciarle lontano.

Ecco, quando non posso camminare… allora io volo.

Buone Feste

Non sarebbe Natale se sotto all’albero non vi offrissi un dono, ma tutto quello che possiedo è nel mio sguardo… l’anima, il cuore… sta tutto lì.

Vi dono un viaggio in treno nell’alba. Lo so, i finestrini non sono puliti, la fotocamera è una compattina, ma l’alba è sempre alba ed io ero felice mentre andavo a Milano, ieri, incontro a mio figlio ( Giovanni è tornato da Stoccarda per le vacanze natalizie).

Lasciamo che sia un giorno nuovo, un preludio ad un anno migliore che trovi noi non migliori, ma semplicemente sempre più noi stessi.

Nulla deve nascere, perché tutto è già lì. Lasciamo che venga alla luce: è già dentro di noi, come la pianta nel seme, come il frutto nel fiore.

 Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

 

Traveling in sunrise (by train)

Ci si vede il prossimo anno. Auguri ancora!

 

Mimosa

Mimosa

 

Mimosa

 

Mimosa

Non ci sarebbe bisogno di parole, ma due righe le vorrei scrivere ugualmente. Nelle immagini ognuno di noi vede cose, pensieri, persone, molto spesso ci riflette (e ci si riflette) sopra. Noi dobbiamo andare al di là dell’immagine, vedere oltre. Perché al di là dell’immagine (così immediata rispetto alla parola – che comunque a sua volta è portatrice e generatrice di visioni interiori -) c’è tutto un mondo ancora da esplorare, il mio (per me) e il vostro (per voi).

L’augurio che faccio con tutto il cuore è che nessuno si perda in questo viaggio, anzi, ne ritorni più consapevole di se stesso e degli altri viaggi che è necessario fare per tornare a se stessi senza perdere pezzi per strada.

Anche l’amore è un viaggio dentro se stessi, l’importante è che sia un orizzonte, sempre, e non un confine.

Buon 8 Marzo, con il bellissimo video di una mia amica, Mara Bagatella.

Luci nel buio

Light in the Dark (Una luce nel buio)

Non manca molto: tra poco diranno che un periodo di tempo è terminato e ne comincia un altro.

Ma che cos’è il Tempo? la misura di ciò che accade? il ricordo di quello che è stato? la speranza di quello che ancora deve venire? Non ci bastano l’alba e il tramonto? la notte e il giorno? No, abbiamo bisogno di calendari, agende, cassetti in cui confinarci da soli quando non sono gli altri a farlo.

Naturalmente ho appena indossato qualcosa di rosso, un maglioncino, anche se in casa non fa freddo.

Naturalmente sto aspettando anch’io che mi annuncino l’entrata in un Nuovo Anno… e come tutti anch’io farò progetti, anzi, li ho già fatti, per i prossimi 365 giorni e rotti che, se tutto va bene, dovrei avere.

Naturalmente da stamattina mi è arrivato di tutto sul telefonino: auguri-copia-incolla-a-invio-multiplo-collettivo più qualche catena di S.Antonio che dovrebbe assicurare, soprattutto a chi me la manda, amore e soldi, che poi è tutto quello che il mondo desidera.

Sul mio stato WhatsApp, dalla disperazione, ho scritto chiedendo espressamente che mi venisse risparmiato lo squallore di questi Auguri palesemente finti, fatti “tanto per”, ma nessuno si è preso la briga di leggere ed hanno continuato tutti.

Ho mangiato un po’ di salatini e fatto il bis di gelato, poi mi sono messa al pc. Chiave di ricerca: “la produzione italiana di armi da guerra” e “mappa delle guerre nel mondo”.

Direi che non c’è proprio niente da festeggiare.

Ho scelto delle foto particolari, per questa serata. Sono luci nel buio: la candela rossa solitaria è la mia, anzi, sono io, foto dell’altro ieri. Quelle più sotto sono dell’anno scorso, al Santuario della Madonna della Guardia ( a Genova è molto conosciuto). Ogni candela, ogni luce, rappresenta tutte le persone che sono andate lì a chiedere una grazia o semplicemente a pregare. La preghiera è una luce che vorrebbe illuminare il buio.

Io, le poche volte che prego, non chiedo mai niente, faccio lo stesso quando scrivo, quando cantavo, quando scatto fotografie e ora pure quando disegno: è il mio modo per dire al mondo, alla Natura o chi per esso: Ti amo, grazie perché sono viva, ti offro quello che so fare, mi consumo, mentre lo faccio, ma è bello consumarsi così, perché brucio di gioia.

Il mio augurio di stasera è come sempre un augurio di Luce. Forse se ci accendiamo tutti il Buio se ne andrà via.

Preghiere

 

Preghiere

 

Preghiere

 

Preghiere

Così, come

Giacinto

Nulla di ciò che è vivo resta seme:
muove ogni giorno lungo le vie del cuore
ed ogni notte il suo respiro è sogno.

Poi s’inchina o si spezza sullo stelo
ed abbandona al vento il suo profumo.

Riyueren

Giacinto

 

Giacinto

 

Giacinto

Sono questi, ultimi giorni dell’anno, i momenti, gli spazi, delle verifiche e dei bilanci. Nel mio diario assolutamente non virtuale (bensì di splendida, frusciante carta scritta rigorosamente – e piacevolmente – a mano con tanto di stilografica dove solo il colore dell’inchiostro muta, talvolta, a seconda dell’umore, dal nero al rosso passando per il seppia) ho iniziato ormai l’elenco del 2016 che va a chiudersi, elenco che si preannuncia alquanto lungo.

Il riassunto dei momenti della mia vita che intendo restino intimi, cioè soltanto miei, lo pubblico qui, come ho sempre fatto, in forma di poesia (solo la forma, non ho certe pretese per i pensieri che scrivo) e/o di immagine, con buona pace di chi vorrebbe vedere le foto separate dalle parole, come se queste ultime dovessero essere necessariamente delle didascalie o chiavi obbligatorie di lettura… sono sguardi complementari, come presto sarà anche il disegno, perché, nella matematica che conosco io, uno più uno non fa due, ma spesso e volentieri tre e anche quattro o cinque… anche di più, a volte.

Nel mio diario non virtuale ci sono le lezioni che ho imparato nel 2016, naturalmente dopo essere finita dietro la lavagna, essermi autoimposta il berretto da asino come accade sempre da quando mi trovo in questo mondo così strano e tanto diverso da come sarebbe meglio che fosse (non solo per me).

Poi ci sono le decisioni, i propositi (buoni e non 🙂 ) per il nuovo anno.

Dal momento che non riesco proprio a tenere separati parole e immagini, e non mi va di avere inutili doppioni in giro per il web, ho deciso di fare il nido qui su WordPress. Cruna di stella rimarrà in rete aperta e pubblica, come Innerland del resto, ma non aggiungerò nulla, se non un link a questo articolo.

Il mio abbraccio. Auguri!!!  ❤

Auguri

Auguri

Lo so, sono auguri che più semplici non potrebbero essere: un nastro rosso, come rosso è il velo dello sfondo di questo blog. Ma chi continua a passare da qui lo fa perché mi conosce e sa che pur essendo complicata, più per me stessa che per gli altri, amo le cose semplici e mi aiuto con le immagini a liberarmi dalle troppe parole che mi circondano, anche da quelle che mi abitano e non servono a nulla, se non a fare confusione.

Auguro a tutti voi per Natale ma soprattutto per il Nuovo Anno, tutto il bene del mondo.

Per me, che non sono in grado di cambiare le cose brutte di questo mondo, desidero solo poter continuare il mio percorso verso una maggiore consapevolezza del mio posto ,no, non nel mondo, perché io un posto non ce l’ho e mai lo ho avuto: parlo del mio posto nel cuore che ho dentro, nello sguardo che mi rende viva. Non desidero altro luogo.

Con tutto il mio cuore, auguri!

Auguri

Auguri!!!

 

Un altro anno è trascorso, con le sue luci e le sue ombre, non soltanto quelle nelle immagini. Il mio lavoro ormai consiste nell’interpretare quello che vedo: so che all’esterno di me posso trovare la strada che mi porterà, spero, a leggere in me stessa.

In questi giorni mi capita spesso di andare nel boschetto arruffato qui sotto casa: Mir non c’è più, mi manca tanto. Pensando a lui/lei io medito e cerco di trovare un po’ di pace, anche se non è facile.

Siamo a Natale, e mancano troppe persone… e ora anche il mio piccolo amico pettirosso.

E tutto attorno il mio sguardo non vede che un immenso teatrino: tutto sempre troppo veloce…tutto è consumo, di pensieri e di sentimenti. Tutto viene consumato, divorato, gettato via. Maschere, sorrisi…sguardi vuoti, denti aguzzi.

Siedo su quelle panchine abbandonate fra l’erba e cerco di cogliere il Suono, nonostante l’udito che mi ritrovo.

Ogni cosa ha un suono suo proprio, ogni cosa ha un’anima…come scrivevo nel post precedente, l’anima ha, è, una voce: questo io voglio ascoltare, voglio arrivare a sentire il suo canto, perché io sento che alla fine osservare il mondo che mi circonda sarà una questione di ascolto. Tutto è una musica immensa di cui anch’io faccio parte.

Devo capire che strumento sono, devo sentire la mia voce, il suono della mia anima. E nello stesso tempo voglio arrivare a percepire il suono di ogni cosa.

Vorrei poterlo descrivere a parole e anche per immagini.

Non so se avrò tutto il tempo che occorre. Ma voglio provare ugualmente: un piccolo passo ogni giorno. Sono costretta sempre di più ad ascoltare con gli occhi, eppure vi assicuro che è bellissimo.

Per Natale vi regalo dei mondi che ho visto (e ascoltato). Uno è immenso, perché nulla è più sconfinato del cielo. L’altro è molto più piccolo, sono le semplici foglie che noi siamo.

Il cielo da casa mia e le foglie cadute nel parco di Villa Reale a Monza.

Forse solo io sento le loro voci, ma ve le offro ugualmente.

I miei auguri, di cuore.

Worlds

 

Worlds

 

Worlds

 

Worlds

 

Worlds