A Mir (Mir, I miss you so much…) <3

Mir

Tu sei al di là della pioggia, del freddo
oltre la neve, fuori dalle tempeste.

Ora è mio il tuo sguardo,
in me il tuo nido:
la mia memoria ti nutre,
il cuore è una coperta calda.

Migrano le stagioni
i silenzi prendono il volo
in primavera i suoni sono in fiore
calde parole estive
maturano i pensieri dell’autunno:
io sola nell’inverno resto,
spoglia di te,
a custodire assenze.

Riyueren

 

Mir

 

Mir

 

Mir

 

Mir

 

Mir

 

Mir

 

Mir

 

Yūgen

Yugen

Sul Lago di Alserio, lontana, ma con l’anima abbastanza vicina:

Volano sulla nebbia
le piume dei miei occhi.

Yūgen, “leggermente oscuro”, il mistero profondo, ciò che non si può spiegare con le parole, perché è al di là di esse.

Io credo abbia a che fare con l’orizzonte, quello interiore, che, come l’orizzonte davanti ai nostri occhi, è insondabile, irraggiungibile, si sposta a mano a mano che noi  ci avviciniamo, ma dobbiamo andare avanti comunque seguendone il richiamo.

È la sfumatura tra un colore e l’altro nell’arcobaleno e anche nella nebbia.

È il silenzio che si fa musica fra una nota e l’altra.

È quello che io intuisco e non riesco a dire: mi limito a mostrare questa sequenza di volo (cormorani?, non so) sul lago fra la nebbia. Ognuno, ne sono certa, trarrà una sua personale idea di Yūgen.

Buon volo.

Yugen

 

Yugen

 

Yugen

 

Yugen

 

Yugen

 

Yugen

 

Yugen

 

Yugen

 

Butterfly

“Bless the Lord”, un canto che amo molto: l’ho cercato sul web per studiarmelo e lo ascolto e lo canto ora, così come ho fatto oggi mentre post producevo questa farfalla (erano tre, a dire il vero: in ogni foto non c’è la stessa farfalla, si scambiavano di posto tra loro ad ogni passaggio di auto sulla strada…un po’ come nel gioco delle 3 carte mentre io cercavo di scoprire quale fossi delle tre ).

Queste foto sono la mia interpretazione di Bless the Lord. Il mio modo per dire “Grazie” per quello che posso ancora vedere, per quello che posso ancora sentire…e anche per quello che non posso più ascoltare e perché anche con gli occhiali mi capita di vedere più lune invece che una soltanto.. Sto ricevendo suoni che non saprei descrivere se non con le immagini. Ho scritto “suoni” ma dovrei scrivere anche “doni” ( e non penso di meritarli, ma farò il possibile per conservarli… intatti).

Butterfly

Nella luce di una farfalla
la mia ombra trova il suo riposo.

Riyueren  

 

 

Butterfly

 

 

Butterfly

 

 

Butterfly

 

 

Butterfly

 

 

Butterfly

 

 

Butterfly

 

 

The White Cat (l’anima delle cose)

The White Cat

Il mio sguardo è migliore di me, sa ascoltare meglio la voce delle cose. Il mondo parla un linguaggio silenzioso, fatto di luci e di ombre, colorate, a volte. Bisogna saperne ascoltare l’anima che si nasconde ovunque, anche dentro di noi.

L’anima delle cose teme il freddo dei nomi sbagliati, per questo è così difficile da trovare. Chi di noi è capace di “vedere” senza parole, senza “dare un nome”? L’anima delle cose è senza confini, non ha nomi, è una luce, un’ombra, un’emozione, un silenzio, un’attesa.

I miei occhi “vedono” molto prima che io comprenda quello che vedo.

La fotografia è una rilettura: sfoglio un libro dove ogni pagina è il mio sguardo.

Il gatto bianco sembra prigioniero, ma in realtà è molto libero: le sbarre che voi ed io vediamo sono “visibili”, ma non confinano, non imprigionano, semmai segnano l’orizzonte di un altro mondo, di un altro “modo”. Al di là c’è una terra pura, infinita, dove regnano Creazione e Bellezza.

E comunque, quando il respiro diventa consapevolezza del cammino, quando l’aria si fa suono, una voce può scivolare abilmente e agilmente attraverso qualunque sbarra.

Ho ripreso a cantare.

The White Cat
The White Cat

 

The White Cat