Punti…(anzi, colori) di vista

Ciò che gli occhi vedono è la forma, l’involucro esterno… cioè quello che appare, non quel che è. Non sempre esterno ed interno coincidono. Nelle cose e nelle persone. Per queste ultime ci vuole molto tempo prima che l’interno si manifesti anche esternamente.

L’apparenza risente dello sguardo e questo, a sua volta, risente dell’esperienza di chi osserva ma l’esperienza non ha a che fare con gli occhi, bensì con l’anima e con il cuore che la nutre e la fa danzare al ritmo dei sogni.

Così accade che gli occhi vedano un’apparenza (per esempio il vaso con il Lucky Bamboo in camera mia) e l’anima e il cuore ascoltino il suono dei sogni di quell’ “apparenza”… alla fine il risultato è qualcosa di molto diverso: il vaso è sempre quello, all’incirca nella stessa posizione, sul tavolino coperto con la tovaglietta di non – tessuto rosa, la camera è la stessa, la finestra è sempre dietro al vaso, anche la luce cade allo stesso modo, ma… bastano due carte di colore diverso, una blu e una rossa, e si comincia a vedere cosa può esserci dentro… non solo nel vaso, anche in chi guarda. E pure, scusate il gioco di parole, in chi guarda me e quello che io ho guardato 🙂

Una frase di Modigliani che ho trascritto visitando la mostra (molto bella) a lui dedicata qui a Palazzo Ducale.

“Con un occhio guarda il mondo esterno, con l’altro nella profondità di te stesso”

Lucky Bamboo

Lucky Bamboo

Lucky Bamboo

Lucky Bamboo

31 thoughts on “Punti…(anzi, colori) di vista

  1. Bonjour ou bonsoir
    S’il existe un sentiment
    Pas toujours perçu a sa juste valeur, c’est bien l’amitié

    Elle est beaucoup plus sincère et profonde

    Que la simple camaraderie

    Redonne souvent de l’espoir quand la vie est difficile
    L’amitié ne s’épanouit de respect et d’honnêteté
    Voila donc pourquoi, jouir de ton amitié
    D’une personne comme toi, est un immense privilège
    Que rien au monde ne serait remplacer
    Je te souhaite une belle et agréable journée ou soirée

    Je te fais de Gros Bisous.

    Bernard

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  2. la mia Canon come moltissime altre amatoriali non è full frame ma apsc, ad ogni modo per me va già bene, non usandola per scopi professionali. (:-)) Per l’obiettivo di cui ti ho parlato devo vedere, ha già un paio di anni alle spalle, magari ne escono di nuovi…..(:-))

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  3. io ho canon 60D, di solito porto dietro 2 ottiche, un tempo ne portavo anche 3, poi ho visto che alla fine due possono bastare per una singola uscita fotografica. Volevo comprare l’obiettivo tamrom 16-300 , mi permetterebbe di uscire con un obiettivo solo, a parte il macro, che porterei sempre in caso faccio fiori o giardini. (:-))
    Complimenti per l’ultimo servizio di oggi (:-))

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  4. Ti ringrazio caro Max, uno scambio è sempre ben accetto perché contribuisce all’arricchimento e alla crescita.
    Io porto quasi sempre la D610 col 28-300 ed è già pesante solo quella, non riesco a portarmi dietro altro anche se ho altri obiettivi. Tu che Canon hai? Grazie.

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  5. per questo servizio ho usato il macro 100 mm f 2,8 della Canon e l’obiettivo 18-135 sempre Canon. Di solito porto dietro solo le otiche che penso di usare nei vari servizi, inutile portarsi troppo peso se pensiamo di non usarlo (:-)) Grazie mille della tua attenzione, sarò ben felice di darti consigli fotografici, come ben vedi è una passione che ci accomuna al 100% (:-))

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  6. Le ho viste ora, le tue rose. Sono molto belle. Pensa che non sono mai stata al roseto 😩. A questo proposito volevo chiederti che attrezzatura usi per i tuoi viaggi fotografici…se viaggi “leggero” o no. Scusami, non è semplice curiosità, ma voglia di imparare.Buon inizio settimana a te 😊

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  7. oggi sono stato a Nervi per fotografare il roseto, è già sul sito. (:-)) Nei prossimi wek end, appena il tempo è ottimo farò Villa Pallavicini.

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  8. Mi piace molto l’ultima foto, quelle con i colori colpiscono, ma il non colore mi piace ancora di più. Mi pare mostri l’immagine in modo definito, essenziale, che spesso non notiamo o di cui non ci rendiamo conto

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  9. Concordo pienamente. Per faccende personali negli ultimi tempi mi sono concessa del tempo solo per me, lontano dal mondo, avevo bisogno e volevo riprendere un dialogo efficace con me stessa e di questo ne sono molto felice, questo dialogo con me stessa mi sta facendo capire tante cose. Purtroppo la morte nel cuore molte persone la portano dentro e per evadere da se stessi si ricoprono di velleità, si distraggono per sfuggire al grido che viene da loro interno che vorrebbe invece profonda attenzione.

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  10. Temo che “essere forti” ormai oggi, nel nostro mondo strano, significhi essere duri, indifferenti, insensibili e superficiali. Non mostrare cedimenti o debolezze… e così ci si condanna ad una solitudine in mezzo a molti altrettanto soli… non so come spiegarmi, una solitudine ben diversa da quella in cui sono io, che mi aiuta a crescere, grazie alle cose che amo. Quando arrivi a negare, a non ascoltare la tua interiorità… beh, quella per me è la solitudine più orribile.. quella in cui non hai nemmeno la compagnia di te stesso. Quella è la vera vecchiaia e vivere così è già essere morti, secondo me. La vita invece è crescita, è cambiamento, arricchimento…

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  11. Molto bello il tuo commento. Concordo con te, le fragilità sono qualcosa di cui andarne fieri, nel momento in cui le mostriamo ci caratterizzano e diventano il nostro punto di forza più grande. Ma forse c’è un problema culturale profondo, dobbiamo sempre, in ogni occasione essere “forti” anche se nessuno sa bene cosa voglia dire essere forti. E’ vero che con il passare del tempo il carattere si delinea sempre di più e la capacità di cambiare diminuisce in modo direttamente proporzionale e forse questo mi fa un pò di tristezza perché ci induriamo negli schemi mentali che conosciamo rinunciando alla possibilità di evolverci e diventare altro da noi stessi.

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  12. A questo proposito avevo letto tempo fa che l’anima ci mette molto tempo per modificare l’involucro in cui abita. Hai presente il Ritratto di Dorian Gray? in quel caso il protagonista restava bellissimo come sempre mentre il suo ritratto diventava sempre più ripugnante, dal momento che rispecchiava la sua anima, sempre più malvagia.
    Fino ad una certa età è facile che esterno e interno non coincidano, ma, se ci mettiamo a guardare le persone anziane, direi che coincidono sempre di più: più il tempo passa e più il carattere della persona si imprime nei suoi tratti. Sempre, io che non faccio fotografia di strada (anche per un discorso di privacy oltre che di rispetto) osservo i volti delle persone e li “fotografo” solo con gli occhi: cerco l’armonia e la luminosità, ma ben pochi anziani ce l’hanno (non mi riferisco a canoni estetici, sia chiaro).
    Quanto alle fragilità, credo siano un punto di forza, almeno così io le considero, mentre per molti è esattamente il contrario. Io preferisco la fragilità alla maschera che molti indossano per nasconderla. ❤

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  13. Buon proseguimento a te, cara Marta. ❤ Quello che tu mi scrivi è proprio il motivo per cui finisco, quasi sempre, tranne casi particolari, per convertire in b/n i miei scatti: voglio guardare dentro, o almeno ci provo.

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  14. Ti ringrazio. Il colore molto spesso finisce per imporsi allo sguardo, in effetti. A me piace avere molti punti di vista per uno stesso soggetto… per una visione, come dire? più completa, ecco. 🙂

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  15. Max, buon proseguimento di domenica per te, a questo punto. Sono curiosa di scoprire dove sei stato oggi. Scruterò l’orizzonte del tuo sito 🙂

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  16. Direi che quasi sempre l’esterno e l’interno delle persone non coincide. Anche solo per paura di apparire per quello che siamo, diamo una certa immagine di noi. Non vogliamo manifestare le nostre debolezze e le nostre fragilità. La cosa che mi dispiace è quando la persona stessa non è in grado di guardarsi dentro, di accettarsi per quello che è e di manifestare le proprie fragilità perché in fondo, non c’è niente di male a farlo.

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  17. davvero suggestive queste immagini. Io ho visitato la mostra su Cartier Bresson, quella di Modigliani non l’ho ancora vista.
    Sempre molto originale il tuo occhio fotografico, buona domenica (:-))

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  18. Scelgo lo sfondo blu. Hai ragione, non bisognerebbe mai soffermarsi a guardare solo con gli occhi… bisognerebbe farlo con il cuore. Ma non tutti ne son capaci 😣

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