Acacia flowers (gioire dell’inizio, accettare la fine, apprezzare il percorso)

Acacia flowers

Complice il vento, fiori di acacia ovunque a impreziosire le crepe dell’asfalto: la terra si nutre di sangue bianco e profumato. Fiori semplici che prendono la forma di chi li accoglie.

Molte cose sono cadute a terra come questi fiori, se ne sono andate via da me delicate e gentili, il vento non ha dovuto soffiare più di tanto. Tutte le domande che avevo… hanno preso la forma della mia anima che le ha accolte in un abbraccio e poi le ha lasciate volare via.

Acacia flowers

Dov’è il Tempo? Dov’è la realtà del mio sogno?

Sant’Agostino aveva ragione: esiste solo il presente. Esiste un presente del passato, che è la memoria. Un presente del presente, la visione, il qui e ora. Un presente del futuro, cioè l’attesa, la speranza.

Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine. A noi non resta che gioire dell’inizio, accettare la fine ma soprattutto apprezzare, amare, il percorso dall’uno all’altra.

Se poi, tra i fiori di acacia spunta una gatta amica… quello che vedi diventa ancora più prezioso: è bello avere compagni di meditazione 🙂

Acacia flowers

 

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20 thoughts on “Acacia flowers (gioire dell’inizio, accettare la fine, apprezzare il percorso)

  1. Intanto benvenuto su Mutazioni 🙂 Arrivata alla mia età, credo di poter dire di aver imparato ad amare questo percorso, fatto di luci e di ombre (dentro e fuori di me).

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  2. Che siamo lontani dalla Natura, nel senso che ci siamo allontanati (anche da noi stessi) credo sia ampiamente dimostrato non fosse altro che dai telegiornali ( e poi da tutto il resto) caro Daniel. Non saprei invece per quel che riguarda la non consapevolezza degli animali, come nel caso di questa gatta, Gigia (mi han detto che si chiama così): è una sensazione, Daniel, solo una mia sensazione, ma credo che il comportamento degli animali, così come noi lo vediamo e magari giudichiamo, sia in realtà un essere profondamente compenetrati con la Natura, penso ne siano più consapevoli di noi, basta guardare come ci si muovono dentro. A noi sembra noncuranza, mentre per loro è una certezza. Ci sembra indifferenza mentre potrebbe essere naturalezza. Non so se riesco a rendere il mio pensiero…

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  3. “amare il percorso dall’uno all’altra” è la chiave per un vivere sereno.
    qui le tue parole hanno la leggerezza dei fiori d’acacia che vanno a coprire l’asfalto.
    ml

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  4. sai ciò che mi piace delle tue foto è il vedere che i fiori d’acacia hanno creato delle figure… immagini dentro le tue immagini. La gatta poi è stupenda! Baciobacio cara ❤

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  5. I believe that it is because we are so removed from Nature and its rhythms that we can be so captivated by phenomena like a carpet of fallen flowers on top of the otherwise unremarkable asphalt. When I see such a sight, I record it on my spirit, because I know too well how quickly it will disappear in the wind (or rain, or something else). I am left with a fervent hope of seeing it again through the seasons of my life, in some variation.

    It is theorized that creatures like cats are present-oriented, with no concept of the past and the future. I’m not sure what to really believe, but nevertheless I admire felines who seem oblivious to the beauty around them, such as this one who steps confidently onto this floral carpet, only aware of her mission, whatever that might be. Paradoxically, the cat who is much closer to nature than we seemingly has little regard for its wonders. All the same, I see its furry shape moving across the lakes of petals in the crevices of the asphalt, and my heart smiles.

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  6. Concordo, Krish. Adorerei i gatti se non fosse per quella loro brutta abitudine (molto poco zen) di giocare con la preda prima di ucciderla definitivamente…cosa che nella mia immaginazione li apparenta un po’ troppo con noi esseri dis-umani. La gatta in questione si chiama Gigia, vive qui in strada (anche se ha una padrona che la nutre) e, naturalmente quando le va, mi accompagna (pericolosamente, per quel che riguarda la mia incolumità) sino al portone di casa ( muovendosi velocemente a zig zag sulle scale davanti ai miei piedi). Tu puoi capire cosa succede quando entro in casa con i pantaloni pieni dei suoi peli… Sunny annusa sdegnato. Però sono amici, nel senso che spesso quando lo porto fuori mi trovo lui da una parte e Gigia dall’altra… quando dicono “come cane e gatto”… 😀

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  7. Caro Max, tu la chiami fantasia, io la definisco ascolto. Ovviamente questo te lo dice una persona costretta sempre di più ad ascoltare con gli occhi… ma del resto se non ricordo male Kandinskij parlava dei suoni dei colori… io penso che ogni cosa abbia un suo suono (e non è un suono di quelli che le nostre orecchie possono captare). 🙂
    Verrò a vedere il resoconto del tuo viaggio.

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  8. spesso è solo la fantasia dei nostri sguardi a farci trovare poesia in ogni cosa che vediamo.
    Sono appena tornato da un lungo viaggio fotografico, ho visto Mantova e il Lago di Garda, con Limone sul Garda e Tremosine. (:-))

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