Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?

( snowtag di snowbetta)

Una volta tanto partecipo, perché la domanda m’intriga assai. Non nomino nessuno, anzi, nomino tutti quanti (quelli che hanno voglia di rispondere). Ho cercato delle foto… ad hoc 🙂

Piuma

Quella lì sopra sono io quando mi isolo dal mondo. In realtà non è che io mi isoli dal mondo, bensì dalle persone che lo abitano… (e uso il termine “persona” nel suo antico significato etrusco che indicava “personaggi mascherati”). Preferisco frequentare i pettirossi.

Non mi isolo quindi dal mondo, anzi, mi ci tuffo dentro, mi confondo con l’orizzonte e nuoto nei miei pensieri ( con la musica come salvagente, visto che non so nuotare). Se possibile ascoltando Bach (le variazioni Goldberg o questo ).

Ma sicuramente la domanda intendeva: cosa fai quando vuoi startene in pace da sola?

Il più delle volte mi metto a scattare foto in camera mia o comunque in casa (a seconda della luce e dell’ora del giorno: le albe dalla finestra della camera da letto, i tramonti dalla cucina).

Che poi io riesco ad “allontanarmi” anche quando sono in mezzo alla gente. Mi riesce bene sin da quando ero piccola. Una magia del pensiero e oplà… eccomi diventata invisibile e libera di volare come desidero nel cielo che più mi piace.

Un po’ come nelle foto che ho scattato oggi, con la mia piccola Lumix.

Parole

 

Parole piuma

 

Parole piuma

 

Parole spezzate

 

Parola piuma

45 thoughts on “Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?

  1. Grazie. In effetti trovo che immagini e parole siano complementari. Le parole sono foto nascoste e le immagini sono parole, anzi, meglio..”voci”.

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  2. Io vado a camminare, con le cuffiette e la mia musica celtica, e cammino cammino con consapevolezza. Baciobacio ❤

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  3. Per me è allontanarmi da persone a cui ho dato l’abitudine di pretendere e chiedermi la completa disponibilità. Allora c’è questo bisogno di ritrovarsi con se stessi per riconoscersi, per capire chi siamo veramente e cosa vogliamo. In mezzo alla Natura io mi ritrovo.

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  4. Enzo, quando si diventa trasparenti…credo che subito non te ne accorgi, sono i passi che fai, uno dopo l’altro, le direzioni che prendi, obbligate o scelte liberamente…alla fine arrivi a vedere la tua anima nuda, trasparente e spesso anche ferita. Allora comprendi che solo silenziosamente puoi conoscere e donare nello stesso tempo: questo luogo, virtuale, è proprio quel tipo di silenzio che mi piace, che è destino, o almeno è il mio destino. Non sono questi i pensieri cattivi…

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  5. Temo di essere diventata una “fotografa delle piume” 🙂 Precisiamo: mi allontano dalle persone che lo abitano, perché nel mondo ci sto benone. E forse dovrei dire che non mi allontano proprio da tutti, già. Sicuramente non da voi, che siete i miei amici… “per affinità elettive” (si può dire?) ❤

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  6. Riyu allontanarsi e legato al destino, all’indole, al caso … È sempre voluto oppure è una mancanza, un’occasione perduta per sempre? Quando ci impegnamo a diventare trasparenti siamo consci delle conseguenze? Mi è capitato di pensare che solo in solitudine io potessi dire di esistere alla comunità che si assiepati fuori dalla mia porta. Ma è un pensiero cattivo?

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  7. Grazie. Mi rendo perfettamente conto quanto sia difficile imparare a non subire la presenza, soprattutto fisica, degli altri. Purtroppo alla fine ha il sopravvento l’istinto di conservazione: vedi, non sempre si riesce (o si può) andare via fisicamente. E allora si impara ad allontanarsi senza muovere un passo.

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  8. Facendo qualche chilometro io il mare ce lo avrei anche. Non proprio sotto casa, in effetti, ma da casa ne vedo un bel pezzo. Quello che invece ho qui è soprattutto cielo (una grande porzione). Per questo mi piace stare anche in casa, per la luce che c’è.

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  9. Sono d’accordo. E poi, quando purtroppo la compagnia non è buona, effettivamente stare da soli ha una grande bellezza. Diciamo che ci si assenta da tutto ma non da se stessi. 🙂

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  10. Grazie Marta, in effetti il mio mondo non è chiuso, è un mondo estremamente spalancato: chi vuole entrare può farlo liberamente. Poi ci sarebbe anche da dire che se il mio mondo è silenzioso io, beh, non lo sono affatto, anzi. 😀 E chi entra pensando di fare i propri comodi è sempre stato cacciato fuori (ora sono diventata più veloce nel riconoscere le persone mascherate e anche meno gentile, lo confesso). Un abbraccio.

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  11. Caro Enzo, devo dire che temo di essere io a disturbare gli altri, per questo mi isolo bene anche in mezzo alla gente, così divento invisibile e non turbo l’ordine costituito. Il prezzo che si paga ad essere in un certo modo, se ben ricordi, lo avevo scritto ancora ai tempi di Innerland…”si paga in moneta di solitudine”: più ti allontani dalla cosiddetta normalità, più sei solo.

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  12. Ti capisco. Riuscire a staccarsi dal mondo circostante ed allontanarlo, è un modo meraviglioso di evadere e liberare la nostra anima.
    Le tue foto sono meravigliose. Trasmettono tanto. Leggerezza. Malinconia. Libertà.
    Un abbraccio piumoso❣

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  13. Ionnon riesco ad isolarmi stando in mezzo alla gente come fai tu. Devo fisicamente allontanarmi e se non riesco è una vera sofferenza. Beata solitudine! Foto magnifiche.

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  14. Se la metti in questo modo, cara, allora quello è il solo mondo che voglio farmi arrivare. Se ti interessa: ho fatto finalmente il mio articolo sui Ted talks e ci è scappata una piccola menzione per te.

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  15. Da qualche anno a questa parte riesco ad isolarmi completamente con molta più facilità di prima.
    Davanti al mare riesce molto bene ma anche con un libro in mano non è male.

    Molto bello il tuo percorso silenzioso e così aperto agli altri…
    ciao
    .marta

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  16. Ho un comportamento simile al tuo di base: riesco ad isolarmi anche in mezzo agli altri usando la forza del pensiero ma è una forzatura, in quel caso “gli altri” mi disturbano.
    Se ho bisogno di adeguare il mio senso interno all’esterno vado in riva al mare: da casa mia circa un chilometro ma se voglio identificarmi veramente con me stesso faccio venti chilometri e arrivo al faro S. Croce verso Siracusa.
    Sono sempre solo quando scrivo o immagino di scrivere…la mia colonna sonora dipende dal momento, dai pensieri ( ne ho molti) e dalle età ( ne ho vissute abbastanza), spazia da Bob Dylan a Debussy. Però quando torno al mondo mi guardano tutti strano, forse è il prezzo che si deve pagare. Ciao Riyu-

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  17. Simo, adoro essere raggiunta dal mondo (non dalla mondanità, ovviamente). Quando sono in Praglia, per esempio, divento una cosa sola con quello che vedo ed è stupendo.

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  18. Laura, pura e semplice sopravvivenza: viene il momento in cui uno deve tutelarsi. Non credo ci siano regole, purché non si faccia del male agli altri… ci si isola anche in mezzo ad una folla. Non dal mondo che ami, ma, diciamo, dalla gente che non ti ama.

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  19. A volte, necessito di ispirazione e questa la trovo nei luoghi sacri: la mia piccola chiesetta del villaggio dove vivo… nella piazza di San Pietro mentre ascolto il bodhisattva Francesco… oppure tra le alte montagne dove regna pace e ti senti più vicina all’Essere Supremo… ❤ c

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  20. Ahimè, Claudine, non tutti possono permettersi di viaggiare: nel mio caso specifico, oltre ai soldi che non ho, le mie orecchie non sopporterebbero gli aerei. Così mi adatto e faccio della mia casa (e della mia anima) una conchiglia il più confortevole possibile. Buon viaggio e… aspetto foto e articoli. ❤

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  21. Ascolto musica, principalmente. Leggo a volte mi ritrovo a scrivere. Credo che sia impossibile isolarsi totalmente dal mondo perché questo comunque trova il modo per raggiungerti.

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  22. conosco molto bene queste sensazioni, le provo spesso anch’io. Durante le mie lunghe uscite fotografiche adoro starmene da solo, ascoltando musica, e vivendo nel mio mondo fatto di sogni e poesia…
    Molto bello questo tuo percorso fotografico, un lavoro concettuale che da armonia ai pensieri. (:-))

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