Parole

Piuma

Amo le parole. Le amo da quando ero bambina, perché abbracciavano la mia anima… e lo fanno ancora oggi: guidano le mie emozioni, le aiutano a trovare una strada… o forse dovrei dire che sono gli argini entro cui io scorro come un fiume.

Amo le parole scritte, sono orme che segnano il mio passaggio perché un giorno io possa ritornare al luogo a cui appartengo.

Amo le immagini, perché sono come parole e del resto sono i suoni che i miei occhi riescono a sentire: le luci che cinguettano fra i rami e le ombre che sussurrano fra le cose nascoste.

Le ho sempre amate così tanto, le parole, da ritenerle addirittura sacre, inviolabili. Magiche. Con l’esperienza, purtroppo amara, ho imparato che non è così per tutti.

Ci sono uomini “di parole”, tanti, e uomini “di parola”, molto pochi. E non sempre le parole (quando parlano di amicizia e di amore) sono “piene”, molto spesso sono semplicemente involucri che rivestono, se pur elegantemente, il vuoto assoluto, quando addirittura non sono ragnatele che nascondono un ragno in agguato (e si resta invischiati dai discorsi altrui, quelli che dicono una cosa e te ne celano altre dieci).

Io però continuo a credere nel potere delle parole reali, quelle che non spargono nebbia, bensì portano la luce nel cuore. E vado avanti sul mio cammino. E lascio le mie orme di parole e di immagini.

Preghiera

45 thoughts on “Parole

  1. Cerco di correggermi al volo, ma non sempre mi riesce. Sono magari stupidaggini perchè poi faccio di tutto per dimostrare alle mie figlie che per loro ci sono sempre, però me lo rimprovero sempre.

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  2. Certo, ma a volte, specfie con le figlie, mi sorprendo a dire frasi che sono da vero manipolatore affettivo. E ci sto male. Ma sono quelle stesse frasi che mi sono sentito dire nell’infanzia e nell’adolescenza dai genitori e il cui dolore è ancora molto presente e che non vorrei mai dire alle mie figlie perchè so quanto male facciano, quanto ti inibiscano, quanto ti uccidano l’autostima.

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  3. Non sai come ti capisco…Ad ogni modo non ho mai visto un manipolatore stare male, sai? di solito sono tutti belli decisi, un po’ presuntuosi e prepotenti, da quei vincenti che sono. Un vero manipolatore non si interroga mai, semmai pretende.

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  4. Ne ho avuto esempio proprio oggi, per una banalissima questione di lavaggio in lavatrice che non avevo caricato io, del cui carico avevo chiesto conferma e dell’errore di programmazione di lavaggio che ho scelto.
    Oltre che fai te le senti pure dire dietro, se te le dicono se non te lo fanno capire in altro modo (tipo rimetterti le cose da stirare senza dire nulla perchè a loro giudizio stirate male).
    Se io a passare il tempo ad interrogarmi se il narcisista manipolatore (magari covert) non sia io stesso.

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  5. È quello che provo mentre guardo le tue foto.
    Non è generosità. Solo pura verità .
    Mi piacciono molto.
    Ed il tuo modo di scrivere mi fa solo che bene…..

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  6. Sicuramente era così: ricordo bene com’era una volta, se non altro per i discorsi che sentivo fare dai miei. Allora la parola era sacra, in tutti i sensi. Una persona dall’animo insensibile può studiare una vita, ma al massimo resta un erudito (magari pure tanto noioso) e un analfabeta nei sentimenti.
    Ps. Lo so lo so che segui le mie foto e tu sai bene che quando scatto i miei esperimenti ti penso sempre. 🙂

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  7. Splendida frase: è vero, trovare il nome esatto è una rivoluzione. Anche a me le parole aiutano a capire quello che ho dentro e che spesso non ha ancora un nome e quando trovo il nome, la frase giusta (per me, ovviamente) allora è come un piccolo pezzetto di un puzzle che va a comporre qualcosa se non di bello…sicuramente di più chiaro. O rimette insieme certi miei frammenti…

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  8. Hai perfettamente ragione. In effetti alla fine si sceglie la cosa che fa meno male. Ma in questo caso specifico io intendevo dire che a volte ti trovi ad interagire con persone che qualunque soluzione tu scelga fra le due (o anche più) possibili che ti propongono… sbagli sempre, sbagli lo stesso. Insomma, quelle persone con cui non ne fai una giusta (secondo loro).

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  9. L’una e l’altra, credo. Una benedizione, perché di solito le parole, quando le ami tanto, ti contraccambiano a ti aiutano a capire quello che provi mentre vivi. Una condanna, perché devi imparare a capire (e accettare) che altri non solo non le amino, ma se ne servano in modi che tu non useresti mai (e quando arrivi a rendertene conto è parecchio dura).

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  10. Nelle nostre campagne, ai tempi, erano spesso analfabeti, ma paradossalmente proprio perchè tali, avevano una scienza della parola (delle parole) senz’altro più innata e maggiore di noi tutti moderni laureati. Con questo, la parola è stato il mio mestiere di una vita, sono stato anche copywriter, figurarsi, e non per un giorno, per cui la parola l’ho vissuta sulla pelle e in trincea e in tutte le salse e condizioni possibili. Forse per questo ho tanto tardato a scriverti. Sai, parlare… della parola, per me, è come parlare di corda in casa dell’impiccato. Dove l’impiccato, in questo caso… sono io stesso 🙂

    PS Mi troverai sempre fedele follower, in compenso, per quanto riguarda i tuoi splendidi exploit fotografici. Sei brava perfino anche quando sperimenti, quando si sa che sperimentare ammette per forza anche dei flop di percorso.

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  11. “Possiamo-e probabilmente dobbiamo- ribellarci sempre, e in qualsiasi campo. Anche nella manipolazione delle parole: perché già solo chiamare le cose con il loro nome è un atto rivoluzionario” Gianrico Carofiglio
    A me le parole aiutano a capire e concentrare le emozioni

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  12. L’inversione semantica del linguaggio è tipica dei manipolatori, ti fanno credere che una cosa per te brutta e dolorosa sia in realtà bella e piacevole.
    Purtroppo quando le scelte sono solo A e B credo si debba optare per la meno dolorosa, anche se probabilmente sarà quella più sbagliata fra le due.

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  13. Benvenuto nel club. Sai, quando le scelte sono due: A o B e tu sai che qualunque delle due scegli sbagli ugualmente. 😦 Quanto all’inversione semantica del linguaggio… oh se ne so qualcosa io pure…

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  14. Se non addirittura si pratica la cosiddetta “inversione semantica del linguaggio”: ad esempio definire “missione di pace” un intervento in guerra, “ho bisogno dei miei spazi” invece di dire “non ti voglio vedere più manco pitturato sul muro”…

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  15. le parole sono il tessuto dell’uomo, la testimonianza del suo passato, la realtà del suo divenire. Ogni parola racchiude in se la bellezza della nostra anima.
    Buona giornata (:-))

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  16. Continuo a credere con forza nel potere delle parole “che non spargono nebbia, bensì portano la luce nel cuore”. Grazie per averlo espresso con la forza delle tue parole, vere.

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  17. Grazie Enzo, ti garantisco che quelle parole sono già fanghiglia, per quel che mi riguarda. 🙂 Vabbè che dicono in realtà che certa “roba” galleggia 😀
    Aspettiamo la primavera, comunque. Qui il pruno ha già qualche fiorellino, ma sono due giorni che sembra autunno inoltrato… brr..:(

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  18. Oh, due commenti contigui che all’insaputa uno dell’altro mi citano Moretti. 🙂 Concordo anche con te, Simo. Tu sei l’esempio vivente di come le persone, conosciute in rete, possono in seguito diventare amiche anche nella vita reale. Poche, in effetti, ma a dimostrazione che non tutto è perduto. ❤

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  19. Hai perfettamente ragione. Molto spesso, purtroppo, più che con intelligenza, le parole vengono usate … con furbizia 😦 il che significa: a scapito del destinatario.

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  20. Tra poco sarà di nuovo primavera Riyu. La tua acqua scorrerà più forte e impetuosa, le parole saranno purificate, resteranno solo quelle vere e tu ne hai una buona scorta. Le altre, quelle sgonfie di vero significato si adatteranno sul fondo, marciranno lentamente. Ne sono certo.

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  21. Il buon Moretti diceva: le parole sono importanti. E, come te, anche io credo al loro potere e alla loro forza. Purtroppo non tutti la vedono così ma anche se ci fosse una sola persona che la vede come me, che ci crede – come tu ben mi dimostri – allora non tutto è perduto.

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  22. Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti ad una giornalista che intervistandolo usava termini a caso e luoghi comuni privi di senso. E quella frase in una società che produce tante parole ma pochi concetti solidi, secondo me ha ancora un grandissimo valore.
    Basta una parola per distruggere un rapporto, a volte una parola invece lo ricuce.
    Dovremmo dare più peso alle parole, usarne meno ma con più intelligenza e sensatezza.

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