Ali (s)velate, ali di silenzio

Per chi crede che il silenzio non abbia una voce. Per chi non ha davvero una voce.

Musica: 1) Peter  Rudenko “Snowing”
2) Chan Wai Fat “Children of Soul Mountain”

“Ali (s)velate, ali di silenzio” è un progetto aperto composto di immagini e parole che sto sviluppando da un nucleo originario di 4 foto: quello era il numero massimo consentito per partecipare ad un concorso per cui sono poi stata selezionata e che aveva come tema la violenza di genere.
In queste immagini voglio rendere visibile e condivisibile, anche se ovviamente filtrata dal mio sguardo a sua volta influenzato dal mio modo di essere, una violenza di genere che so essere solitamente invisibile e senza voce, la violenza psicologica, quella che non lascia segni sul corpo ma non è detto che per questo sia meno dolorosa: non ti uccide una sola volta, ma ogni giorno.
Da quelle 4 foto sono scaturite in me emozioni e poi riflessioni e decisioni che hanno modificato e motivato la mia vita e infine la scelta di ampliare il progetto partendo dall’idea iniziale: la piuma come simbolo di libertà, di volo… la gabbia/bottiglia in cui spesso viene confinata e da cui può e deve uscire … il silenzio che avvolge come un velo o come una maschera bianca.
Scatto sempre a colori, perché è così che i miei occhi vedono il mondo, ma poi solitamente “converto” in b/n, perché quello è lo sguardo della mia anima. In questo progetto molte foto invece sono rimaste nella versione originale a colori: mi sono resa conto che quando l’anima piange le sue ferite in silenzio, quel silenzio e quelle lacrime sono rossi.

17 thoughts on “Ali (s)velate, ali di silenzio

  1. Ti ringrazio sempre per i tuoi pensieri, cara Helios. In realtà non è esattamente una mostra, io lo chiamerei semplicemente un contributo così come altri saranno i contributi di chi parteciperà a quella giornata.Nessuna interferenza, lo so che tu dici sempre quello che pensi e te ne sono grata.Magari le mie immagini fossero capaci di far riflettere su di un problema: a me sono servite per riflettere, speriamo lo facciano anche altri.Buona serata anche a te!

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  2. Grazie Max.Certo, il discorso non è semplice, visto l’argomento.Io lo affronto con il mio modo di essere e non potrei fare diversamente, del resto.

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  3. Mi piacciono molto le tue foto, anche se, come ben sai, non amo le mostre a tema. Ti auguro comunque un meritato successo.

    Penso che la violenza ( e non solo sulle donne) sia un tema troppo difficile e serio da affrontare solo attraverso delle immagini. Si rischia anche la strumentalizzazione.

    Forse bisognerebbe occuparsene a monte, e non dopo. Sono anche convinta che quasi tutti gli esseri umani si muovano secondo propria violenza ( anche in maniera inconscia, magari in maniera poco lesiva o quasi divertente senza arrivare agli eccessi descritti sopra, ed è sempre più facile riconoscerla negli altri che in noi stessi)

    Scusa questa mia interferenza di pensiero, ma credo veramente in quello che ho affermato.

    Ciao e buona serata!

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  4. 🙂 Le foto sono già state scelte e stampate e con il passepartout. In seguito le stamperò tutte, ma con calma, perché è vero che oggi, col digitale, la fotografia è per tutti, ma…solo lo scatto, perché le stampe costano sempre care (soprattutto per chi non ha un lavoro). Dai, fa lo stesso, te le guardi, tutte, comodamente seduto al pc. 🙂

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  5. Non vorrei essere nei tuoi panni, per la scelta di appena venti tra una miriade di foto tutte ugualmente valide.
    Milano-Genova, hem! Eh, cara mia, occorrerebbe un colpo di magia! Lo schiocco, per cui Pfft! … da qui dove mi trovo adesso, eccomi là volato a Genova (schiocco buono per andata e ritorno, naturalmente) 🙂
    Solo che le fiabe si raccontano ma non succedono… che peccato!

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  6. Grazie Guido: e io cosa devo dire, di fronte alle tue parole sempre generose? una ventina di queste foto le esporrò nel cortile di Palazzo Ducale il 17 prossimo per la Giornata contro la violenza sulle donne, qui a Genova.So che dici sempre che da Milano non ti smuovi (io però ci provo) 🙂

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  7. Stai ponendoti al di sopra di ogni limite e orizzonte, e dimostrando di avere le risorse per poter spaziare dove e come ti porta il sentimento del momento. Libertà di certo non comune. Con risultati sempre d’eccellenza. Cos’altro dirti?

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