Juan Muñoz: Double Bind & Around

Juan Muñoz: Double Bind & Around Prima di tutto un “grazie!” allo staff dell’Hangar Bicocca per avermi concesso il permesso di pubblicare le foto.

Sono trascorsi due mesi e mezzo da quando le ho scattate e non sono ancora pronta: non ho le parole giuste per parlarne, non riesco a trovarle. Sono mesi che vado in giro con in borsa il libretto che parla di Muñoz e di questa mostra e l’ho mezzo distrutto a forza di leggerlo.

Juan Muñoz: Double Bind & Around

Non ci sono foto o parole in grado di comunicare quello che si prova guardando dal vero le opere di un genio. Ci si può solo rammaricare per la sua vita troppo breve.

Juan Muñoz: Double Bind & Around Milano

Questa mostra è un insegnamento: ogni opera esposta è la materializzazione di un pensiero e quando un pensiero diventa materia, in chi lo osserva traboccano emozioni. Così è stato per me. Le foto che ho scelto erano 150, non potevo pubblicarle tutte: ho dovuto fare una selezione ulteriore.

Juan Muñoz: Double Bind & Around

Ho scelto, per le mie emozioni, come faccio sempre, le conversioni in b/n.

Juan Muñoz ha dato forma anche ai miei pensieri e di questo gli sarò eternamente grata.

In ultimo troverete un link al video del concerto meraviglioso a cui ho assistito sempre all’Hangar Bicocca il 15 giugno scorso: “A man in a room, gambling” .

Avete tempo sino al 30 agosto. Dovete assolutamente andare e vedere con i vostri occhi.

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13 thoughts on “Juan Muñoz: Double Bind & Around

  1. Grazie!non hai idea di quante foto ho essendoci tornata, stavolta poco prima della chiusura il che significa niente salti mortali per evitare gli altri visitatori.Vale davvero la pena andare a vederle dal vero.

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  2. Carissimo Guido, grazie anche a te.In effetti purtroppo osservando le mie foto tutto quanto non può che essere filtrato attraverso il mio sguardo.Tu essendo a Milano sicuramente potrai fare l’esperienza dal vero.Ti segnalo anche il link che ho lasciato al commento precedente: decisamente molto meglio di quello che posso aver fatto io.

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  3. Grazie per riportare e dare notizia.
    È veramente terribile e fa riflettere.
    Certo, c’è la mediazione inevitabile della tua camera, ma per quanto questa possa influire, resta pur sempre il messaggio dell’artista.

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  4. As is often the case with contemporary art, the meaning of the work is sometimes ambiguous, blessedly so. One can approach them with their own ideas,feelings, and interpretations, and juxtapose their first impressions with a study of the artist’s statements and intentions. I purposefully have not read anything about Muñoz, his work, or this exhibition at the Hangar Bicocca.

    The first photograph reminds me of security guards in a prison, on a platform above the inmates. Or, they could be workers in a factory. They are oblivious to “our” presence, a motif that carries through Double Bind & Around. The industrial architecture confines us as we encounter two diametrically opposed seated figures. The Escher-esque flooring enhances these two benign, static forms, maximizing their distance while underlining the emptiness of their identical expressions and bodies. They are neither aware of one another, nor self-aware. It begs the question of the meaning of their existence.

    The photograph of the stooped figure grinning with the blurred amorphous cadre makes me think of the expression, “I laugh to keep from crying.” With Muñoz’s sculptures, a smile rarely conveys a sense of comfort. In this starkly illogical tableau, one is confronted with the disquieting absence of familiarity.

    The figures hanging from the noose ascend to heaven; outstretched hands and craned necks suggest a release of the soul from the punishment of the gallows. Another figure lays unnaturally in a seated position, its face marked by mental anguish(?)

    The amorphous figures gather and deliberate in a manner reminiscent of a court jury, while another group of more recognizable humans mill around, socializing against an industrial backdrop with a winding staircase.

    I thank you, my friend, for allowing me to see, through your lens, this exhibition that I would have to travel halfway around the world to see. Your own visual leitmotifs heighten the experience. The photograph of the woman walking past the sculptures…that is unmistakably your work. ❤

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  5. ottimo obiettivo, volevo comprarne anch’io uno simile per non portarmi la pesante attrezzatura in giro.
    Riguardo la mostra, dev’essere di sicuro una di quelle esperienze emotive che ti rimangono dentro per l’intensità delle immagini e le prospettive oniriche del tutto. Molto belli i tuoi scatti (:-))
    Buon wek end (:-)) nel mio sito http://www.massimoverrina.com trovi le mie ultime immagini naturalistiche, l’Alta Via dei Monti Liguri alle spalle della nostra Genova (:-)))
    Facci un salto se hai tempo…… Mille grazie …..

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  6. Grazie Paolo.Spero di tornarci ancora: voglio provare anche il 24-70 (il peso è sempre così eccessivo…).Queste sono tutte scattate col 18-300 dx su Full frame…il ritaglio limita un po’ la libertà di inquadratura 😦

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