Ascoltare con gli occhi (dalla Festa della Madre Terra 2014)

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

Si tratta semplicemente di ascoltare la luce. C’è un’intera gamma di suoni tra luce e oscurità. A volte diventano come voci: chiamano, cantano, danno un nome alle mie emozioni.

Nel 2007 e nel 2008 ho partecipato alla Festa della Madre Terra, nel Parco dell’Antola. Non ci tornavo da allora. Due giorni, ma, non avendo prenotato in tempo un posto dove dormire, costretta a rimanere solo per uno, come potevo non scegliere il sabato, la Preghiera alla Madre Terra, come le altre volte? L’ho fatto rinunciando a fotografare le danze e i canti del giorno successivo… ma ho potuto ascoltare le parole dei danzatori e dei cantori..ed è stata comunque emozione.(Lo dico per quella coppia di fotografi che sabato pomeriggio è andata via dicendo “Oggi non fanno niente…bisogna tornare domani”… si sono persi le spiegazioni, il significato delle danze, degli abiti…e la Preghiera, soprattutto).

Non si può, giustamente, fotografare una cerimonia così sacra per i Nativi (e anche per me).

Ma si può cercare, a preghiera terminata, di trovare una rispondenza fra la nostra anima e la luce che è rimasta tutto attorno.

Perché a quel punto non c’è più soltanto la luce del sole quasi prossimo al tramonto.

C’era, ed è rimasta, la luce all’interno delle cose. Anche dentro di me: una luce che è noi.

Ps.Le foto della piccola farfalla: anche lei ha portato Bellezza (nonostante tutti la cacciassero via) per la maggior parte del pomeriggio.

Pps. Le foto dei Nativi…se e quando avrò il permesso di postarle. 🙂

Ascoltare con gli occhi

 

Madre Terra 2014

 

Madre Terra 2014

 

Festa della Madre Terra 2014

 

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

 

Ascoltare con gli occhi

 

8 thoughts on “Ascoltare con gli occhi (dalla Festa della Madre Terra 2014)

  1. The black and white photos are stratospheric, as always. The butterfly, a welcome friend and familiar motif.

    What my eye honed in on most, however, were the two photos of the opening of the tent and the two people holding hands in the circle. The shape of the tent and the shape of the arms, inversely related. This is photographic dialogue at its most sublime.

    Finally, the last photo, the colors surrounding that baby-blue butterfly…comforting.

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  2. Eh, se avessi potuto fermarmi…immagino i canti e le narrazioni intorno al fuoco sabato notte…ma forse il prossimo anno ce la farò. 🙂

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